Noi Città, ecco le donne candidate nella coalizione per Massimo Seri sindaco di Fano

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26 aprile 2014

Le donne di Fare città col candidato sindaco Massimo Seri

Le donne di Fare città col candidato sindaco Massimo Seri

FANO – Fare Città, presentate le donne della coalizione, candidate di “Noi Città”, PD, Sinistra Unita, PSI, Noi Giovani e La Fano dei Quartieri. Tra i temi toccati quelli della sussidiarietà, della cura della città e della conciliazione famiglia – lavoro, verrà inoltre presentato il cineforum in programma nei prossimi giorni. Intervenuto il candidato a Sindaco Massimo Seri. Scarica il .pdf di presentazione de Le donne di Fare città.

“Spazi negati – così inizia una nota esplicativa – degrado diffuso, luoghi dimenticati, relazioni civiche cancellate dall’incuria e dalla prepotenza, da relazioni di potere autoreferenziali che hanno desertificato la politica. Improvvisazione, nessun pensiero lungo, nessun pensiero autorevole, nessuna relazione con le altre dimensioni istituzionali, nessuna partecipazione diffusa. Nessuna strategia per affrontare la crisi, per immaginare la città e il suo territorio dentro una nuova dimensione di sviluppo.
Non poteva esserci spazio per la buona politica dentro questo decennio di governo del centrodestra nella nostra città. Per quella buona politica che richiede ascolto diffuso, definizione di priorità in nome di un interesse generale e pubblico, assunzione di responsabilità, paziente tessitura di relazioni, mediazioni alte ed autorevoli.
Rifondare una buona politica richiede cura e impegno, la stessa che vogliamo mettere a disposizione della nostra città, per cambiarla radicalmente, per affrontarne le fragilità e in nome di una nuova responsabilità politica che parte da noi, dalle donne, per riprendercela.
La cura del LAVORO: la buona politica affronta la crisi, orienta lo sviluppo, si occupa della quotidianità e contemporaneamente immagina il futuro, qui e ora. Determinando le opere pubbliche di cui la nostra città ha urgente bisogno, piccole e grandi, garantendo un lavoro dignitoso e non un lavoro pur che sia, sostenendo le imprese del futuro, riqualificando il territorio e l’ambiente, recuperando spazi pubblici e mettendoli a disposizione dei giovani che hanno voglia di crearsi un futuro, dicendo basta alla cementificazione selvaggia, recuperando una dimensione locale e di vicinanza per le produzioni e per il commercio locale.
La cura dei QUARTIERI – la dimensione civica: la cancellazione delle circoscrizioni, cui l’amministrazione di centrodestra ha fatto seguire il nulla, ha portato alla desertificazione delle relazioni civiche e della dimensione istituzionale nei quartieri della nostra città, solo in parte recuperata grazie all’impegno delle tante associazioni di volontariato che spesso in solitudine hanno colmato quel vuoto. Occorre recuperare, con nuove modalità e nuove forme, la dimensione civica dei quartieri, promuovendo e sostenendo la cittadinanza attiva.
La cura dell’AMBIENTE – la città vivibile – gli spazi verdi – gli spazi del gioco e del tempo libero – i beni comuni – le buone pratiche del civismo e della legalità: una città vive dei suoi piccoli e grandi spazi, spazi comuni, curati, gratuiti. Vive dei suoi monumenti finalmente valorizzati, delle sue vie liberate dal traffico, di una mobilità urbana al servizio della città e delle persone, non delle auto, di un trasporto pubblico flessibile e diffuso. Ogni spazio verde deve essere liberato, curato e valorizzato, reso fruibile anche attraverso esperienze di cittadinanza attiva. Il parco nell’area dell’aeroporto è al contempo una priorità ed un simbolo per una città che, ad oggi, non ha spazi verdi nei quali recuperare una dimensione civica attraverso la quale restituire alle sue cittadine e ai suoi cittadini un tempo liberato, un tempo del gioco e del ritrovarsi insieme. Ogni quartiere della città ha diritto a spazi verdi. Occorre ripensare la città, che non è un insieme disordinato di cubature da aumentare ma è fatta di edifici che debbono saper stare in armonia con ciò che li circonda. Ogni eco-sistema va rispettato e salvaguardato, promosso e curato, dentro una pianificazione del territorio che sappia prendersi cura di ogni essere vivente. Basta colate di cemento, basta centri commerciali, si a ri-costruire con le nuove tecniche e le buone pratiche ciò che è funzionale al buon vivere. E’ necessario che il Comune torni a essere l’Istituzione che “dà il buon esempio”, che parte da sé, che si tratti di energie pulite o di pratiche di civismo e di trasparenza, di reti civiche e di lotta contro ogni forma di illegalità, l’amministrazione comunale deve porsi alla testa di un movimento fatto di piccole e grandi rivoluzioni nelle pratiche quotidiane.
La cura delle PERSONE – uomini e donne, bambini e bambine, ragazzi e ragazze. I servizi alla persona, i servizi educativi, le istituzioni scolastiche e, più in generale, le politiche di welfare vanno completamente ripensate. Dentro un progetto largo e partecipato, costruito con chi ci lavora e con coloro che esprimono un bisogno, dentro un’idea di comunità che vive di relazioni, la dimensione della cura delle persone è per noi centrale, ed è il vero patto tra generazioni che ci interessa. Occorre uscire da una dimensione puramente assistenziale per aprire i servizi, sia quelli comunali sia quelli erogati dal privato, ad una nuova progettualità che affronti finalmente i bisogni sociali che cambiano, le nuove e le vecchie fragilità, orientando e sperimentando, investendo risorse e professionalità e mettendosi in rete con gli altri comuni del territorio, rompendo la pratica dell’auto isolamento in cui il centrodestra ha rinchiuso la città, facendole perdere occasioni di crescita e di sviluppo. Questo vale anche per la sanità che sta lentamente e silenziosamente perdendo le caratteristiche dell’universalità e della gratuità, mentre due città litigano sulla stampa per appropriarsi delle sue spoglie. Un’idea di cittadinanza deve essere ricostruita a partire da qui.
La CULTURA come cura – la musica, il teatro, l’arte, i mille luoghi della città in cui si produce cultura, in cui si rinnovano le tradizioni locali o se ne radicano di nuove sono oggi privi di riferimenti, di reti, in questo senso meno liberi di dare il meglio di sé. Occorre offrire loro spazi pubblici, possibilità di esprimersi pur dentro un quadro di priorità che la politica può e deve definire ascoltando, indirizzando e scegliendo. Perchè la cultura costruisce identità, anche di una città come la nostra che oggi, al contrario, appare smarrita. Cura nella COMUNICAZIONE/INFORMAZIONE che sia responsabile e sempre più attenta alla valorizzazione dell’identità di genere promuovendo un’immagine equilibrata e plurale di donne e uomini nel rispetto della dignità umana. Pubblicità e marketing riflettono la cultura del proprio contesto societario contribuendo a crearlo, possono quindi diventare strumento virtuoso per contrastare stereotipi di genere nei media. La politica deve dialogare con questi mezzi puntando a favorire conoscenza e diffusione dei principi di uguaglianza e rispetto ed influire positivamente sulla dimensione etica dell’agire sociale.
Di queste pratiche di buona politica noi ci facciamo forti. Per ciascuna di queste noi abbiamo idee e progetti che vorremmo mettere a confronto, per arricchirle e per dare corpo alla città che vorremmo riprenderci, alla città di cui vorremmo prenderci cura. Di queste pratiche vorremmo parlare ai cittadini e alle cittadine che vorranno invitarci per ascoltarci l’una/l’uno con l’altra/l’altro”.

“Quanto basta per combattere senza odiare, quanto serve per disfare senza distruggere.” ( Luisa Muraro)

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