Parliamo di burocrazia

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29 aprile 2014

La burocrazia comunale è il nodo da sciogliere. Le riforme dell’ultimo decennio del 20º secolo sono state disattese e spesso non applicate. I cittadini avrebbero dovuto poter partecipare ai procedimenti amministrativi, accelerandoli. La riforma delle autonomie locali avrebbe dovuto separare le funzioni di indirizzo e controllo politico da quelle gestionali. Così non è stato a Pesaro. Il sindaco, direttamente eletto dal popolo, dovrebbe poter “disegnare” la città ed i dirigenti dovrebbero essere il suo pennello ed i suoi colori (strumenti). All’epoca, sono stati sostituiti alcuni vecchi dirigenti con incaricati esterni. Invece di valorizzare il merito dei dipendenti nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal sindaco, sono stati i dirigenti a fissarli. Ogni dirigente, ad inizio anno, formalizzava i propri obiettivi (comprensibilmente facili da raggiungere) che venivano condivisi dalla Giunta. Per questo do fiducia a Matteo Ricci. È l’unico candidato a sindaco che ha detto pressappoco così: Non vorrò sentirmi dire da un dirigente, questa cosa non si può fare. Mi piace sentire dire a Ricci: “… noi siamo quelli che stanno bene quando anche gli altri stanno un po’ meglio”. Questo paradigma “… segna le differenze tra un progetto conservatore e uno riformista”.

(*) Ex dirigente comunale. Candidato a consigliere comunale per la lista “Solidarietà – Liberi per Pesaro”

Un commento to “Parliamo di burocrazia”

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