“Stop alle sagre selvagge”: Confcommercio chiede una regolamentazione seria alla Regione

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30 aprile 2014

La tavolata di una sagra

La tavolata di una sagra

PESARO – Ancora deve iniziare la stagione estiva e con le prime feste assistiamo già al proliferare di eventi, che qualcuno spaccia addirittura per culturali, ma che altro non sono che “mangerecci”. Nell’ultimo ponte del 25 aprile abbiamo registrato manifestazioni a Pesaro, Gabicce Mare, Fano e in decine di comuni dell’entroterra il cui unico leitmotiv era basato sul proporre prodotti enogastronomici, servizi di (più o meno) ristorazione, il tutto organizzato chiaramente da non si sa chi e come.

Per Marco Arzeni – Segretario Fipe e Associazione Ristoratori – “è sempre più necessario che la Regione adotti dei nuovi criteri per il rilascio delle cosiddette “autorizzazioni temporanee”; la situazione non è più sostenibile perché gli eccessi che si sono degenerati creano concorrenza sleale per gli operatori della ristorazione e contribuiscono pesantemente ad un mancato introito tributario a causa delle agevolazioni fiscali che questo settore beneficia”.

“Come Confcommercio e Associazione Ristoratori – prosegue Marco Arzeni – abbiamo sempre sostenuto  la validità di manifestazioni ed eventi legati alla cultura enogastronomica del territorio e realizzati possibilmente con il coinvolgimento degli operatori economici locali. A parte però le Pro-loco, la stragrande maggioranza di chi organizza questi eventi persegue l’unico obiettivo di fare facili incassi esentasse. Una normativa regionale, che lascia la possibilità a chiunque di inventarsi dall’oggi al domani un qualunque evento in cui i Comuni poi possono autorizzare il rilascio di licenze per la somministrazione di alimenti e bevande, rende il mercato senza più regole”.

Alla Regione chiediamo che ogni Comune stili preventivamente un elenco massimo di eventi da realizzare nel corso dell’anno; che questi abbiano un collegamento importante con il territorio e con il prodotto da promuovere, che venga previsto un numero massimo di “giorni di sagra”; che gli organizzatori siano in possesso di determinati requisiti.

Annualmente In Italia vengono organizzate oltre 30mila sagre per circa 250mila giornate di attività ed un fatturato di 700 milioni di euro: una media da 4 sagre per ogni comune di cui la stragrande maggioranza di queste logicamente concentrate nei mesi estivi.

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