Appuntamento Anpi a Urbino: Monia Andreani e Giada Fiorucci discutono di militanza e volontà di azione

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2 maggio 2014

URBINO – Appuntamento ANPI, sabato 3 maggio alle ore 17, nella sede di via Oddi, 11 a Urbino, con Monia Andreani e Giada Fiorucci, due figure femminili per discutere oggi, in un contesto post-ideologico, di militanza e volontà di azione.

Rosa Luxemburg Rivoluzionaria comunista polacca di origine ebraica, nata il 5 marzo 1871 a Zamoshc, la più giovane di cinque fratelli. Aderì ancora liceale a Proletariat, form…azione clandestina di orientamento rivoluzionario socialista; costretta ad abbandonare la Polonia russa per sfuggire ad un arresto. Trasferitasi a Berlino aderì al Partito socialdemocratico, rappresentando, con Karl Liebknecht, l’ala sinistra del partito.

Nel 1904 subì la prima detenzione, di tre mesi, per lesa maestà; tornò in carcere per qualche mese l’anno successivo, quando si recò a Varsavia in occasione della prima rivoluzione russa. Dal 1907 al 1914 insegnò economia politica alla scuola di partito di Berlino, pubblicando una delle sue opere fondamentali, L’accumulazione del capitale (1913), lavoro volto a spiegare l’inesorabile movimento del capitalismo verso la sua fase imperialistica.

Allo scoppio della prima guerra mondiale la Luxemburg si oppose ardentemente alle posizione assunte dalla socialdemocrazia tedesca, che appoggiò apertamente l’aggressione tedesca e le sue annessioni. Insieme a Karl Liebknecht, abbandonò il partito socialdemocratico ed partecipò alla formazione del Gruppo Internazionale (che presto muterà nome in Lega Spartaco)

.A causa di questa loro agitazione rivoluzionaria, la Luxemburg e Liebknecht vennero arrestati e imprigionati.

Nel novembre 1918 il governo tedesco ridiede, con riluttanza, libertà alla Luxemburg; al che ella poté riprendere immediatamente la sua attività rivoluzionaria, formando con Karl Liebknecht e Wilhelm Pieck il Partito comunista tedesco e ponendosi alla direzione del Die Rote Fahne.

Luxemburg e Liebknecht vengono arrestati dalle formazioni paramilitari e condotti al Hotel Eden e assassinati. Alla fine di gennaio ebbe luogo un grande funerale a Berlino di 31 vittime e con una bara vuota, quella di Rosa Luxemburg. Il suo cadavere viene trovato metà maggio e ottenne un altro funerale con una straordinaria partecipazione di popolo, i primi di giugno. Le autorità non riuscirono a impedire i funerali dei suoi resti a Berlino.

Adele Bei nacque a Cantiano nel 1904 da Angela Broccoli e Davide Bei, di professione boscaiolo. Era la terza di 11 figli. La sua famiglia era assai politicizzata, il che favorì in Adele una precoce e chiara coscienza politica. Adele appartiene a una generazione di militanti i cui percorsi si sarebbero incrociati con le vicende dell’aderenza al PCd’I, l’antifascismo clandestino politico e sindacale, con la Resistenza e successivamente il sistema dei partiti e la rinascita del sindacato nell’Italia repubblicana.

La sua fu una vita travagliata, ma mai terminò con una resa della protagonista, tanto che la Bei divenne un’icona di come una semplice donna di campagna, con saldi principi, tanta semplicità e umiltà, possa aver così fortemente aiutato ed ispirato le donne di tutta Italia.

In Adele sin da giovanissima trapela l’amore per la politica.

Una passione che la portò dall’esilio all’arresto, dal carcere al confino. La sua vita fu un continuo peregrinare fra Lussemburgo, Belgio e Francia, in tutti questi paesi si adoperò per diffusione della stampa clandestina.

Nella lotta resistenziale sacrificò gli affetti famigliari vivendo per molto tempo lontana dal marito e dai figli. Nel ‘45 partecipò alla Consulta Nazionale e nel ‘46 venne eletta nell’Assemblea Costituente. Coniugò l’impegno politico con quello del sindacato lottando, soprattutto, per e con le donne. Incisivo fu il suo ruolo in parlamento contro la sospensione dell’assistenza post – bellica e altrettanto importante il suo lavoro come segretaria del sindacato nazionale delle tabacchine.

Le relatrici

Monia Andreani svolge attività di ricerca in Etica Applicata presso il Dipartimento di Scienze di base e fondamenti dell’Università di Urbino Carlo Bo e insegna Diritti Umani all’Università per Stranieri di Perugia, la sua ricerca in filosofia politica ed etica pubblica si concentra sulle interconnessioni tra approccio eminentemente teorico dei problemi e loro configurazione pratica, percorrendo una traiettoria che è sempre stata propria del pensiero delle donne.

Giada Fiorucci è laureata ad Urbino in Scienze Politiche con un tesi in storia contemporanea dal titolo: “Donne e Costituente: Adele Bei e il suo protagonismo” con la Professoressa Tonelli Anna. Laurea specialistica in Comunicazione Politica.

Attualmente è operatrice culturale nel Polo culturale di Eccellenza Berardi Mochi- Zamperoli di Cagli.

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