Sessismo e tailleur

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2 maggio 2014

Cristiana Nasoni

Cristiana Nasoni

Cristiana Nasoni*

URBINO – E’ proprio vero che viviamo  in un tempo, non solo elettorale, in cui le parole, prive di significati, possono affermare e negare contemporaneamente, visto che trascendono ogni referente concreto.

Non so spiegare in altro modo come un appartenente a una lista denominata “Sinistra per Urbino” possa rivolgere delle, chiamiamole critiche, di sapore decisamente classista e sessista alla candidata Maricla Muci del Pd. Va detto che non si vuole qui difendere la candidata ma sottolineare la contraddizione di cui sopra ritenendola  rappresentativa del nostro tempo.

Il noto snobismo di una certa sinistra italiana (non l’unica sinistra fortunatamente) traspare dalla scelta di non riconoscere il nome dell’avversario politico al quale si nega una precisa identità perché i depositari della verità sono appunto certi intellettuali di fronte ai quali tutto scompare; il classismo invece, – ed è questa la nota più triste, trattandosi di un esponente di una lista di sinistra – è ben evidente nella centralità assegnata alla professione svolta dalla candidata. Per rimanere in quel campo professionale, se fosse stata un medico  o una farmacista, le cose sarebbero certamente andate altrimenti. Il sessismo infine: le infermiere vanno bene quando si comportano come “suore laiche”, non quando aspirano, non in virtù di un curriculum, ma di una esperienza politica pluriennale, ad amministrare la città, tanto meno poi se indossano un tailleur, adatto sì alle diverse professioni sopra citate ma non ad un’infermiera, che rischia in questo modo di occultare le sue appartenenze sociali.

Insomma il signor Malerba, con il quale condivido solo i brividi, a me suscitati dall’accostamento tra le sue parole e il termine “sinistra” potrebbe: fare un elenco delle professioni confacenti a coloro che aspirano ad entrare nell’Agorà cui accenna la sua lista e riflettere su quella che è stata definita la dipendenza cognitiva dall’avversario politico. Le sue modalità comunicative infatti – poche argomentazioni, molte emozioni, retoricamente sottolineate, e  soprattutto quell’accostamento tra le professione dell’infermiera e la scelta delle suore che si commenta da solo – non hanno nulla da invidiare a quelle della destra nazionale di berlusconiana fattura, vero campione di pensiero unico.

*Candidata nella Lista “L’altra Urbino – Sinistra in Comune”

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