FILCAMS CGIL: “Cambia l’appalto per le pulizie dell’Inps di Pesaro e tagliano le ore ai lavoratori: o così o si licenzia. Adesso basta”

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3 maggio 2014

PESARO – Davvero magro il festeggiamento del 1 Maggio per le lavoratrici addette alle pulizie presso l’inps di Pesaro e l’Inps regionale nel suo complesso.

Vi è un’emergenza non differibile che parla di centinaia e centinaia di lavoratrici e lavoratori della nostra provincia, è il tema dei servizi in appalto, che al di là ed oltre ogni emergenza, impone una nuova riflessione sul futuro di tali attività.

“E’ di questi giorni infatti la notizia”, tuona L.Longhin della Filcams – Cgil, “di ciò che è accaduto nel cambio di appalto dell’Inps di Pesaro”.

Anche questa volta è stato messo in scena lo stesso spettacolo, tutt’altro che divertente.

Nell’ambito del cambio di appalto per il servizio di pulizia, le lavoratrici della sede di Pesaro, si sono viste ridurre considerevolmente l’orario di lavoro (da 20 ore settimanali a 14 ore settimanali), dall’oggi al domani, pena la perdita del posto di lavoro. Se non avessero accettato la riduzione in questione, sarebbero state sostituite.

“E’ davvero sconcertante ciò che si sta verificando in questi settori”, afferma L. Longhin della Filcams – Cgil. “Fra le principali criticità determinate dalla crisi di questi anni, vi è senza dubbio quella dei servizi in appalto, per i quali si pone una vera questione di prospettiva, resa assolutamente incerta dalle scelte operate in materia di spesa pubblica.

La spending review, rivelatasi una operazione di tagli lineari, ha ridotto drasticamente le risorse che gli enti hanno storicamente destinato ai servizi in appalto, prevalentemente quelli di pulizia e non solo.

Non possono ricadere sempre sui lavoratori le riduzioni di spesa operate dall’alto, vistoché le gare d’appalto vengono gestite dalla Consip che è per l’appunto una società del Ministero dell’economia che determina le condizioni per le gare. Va da sé però che lo scopo per cui è nata è evitare le disparità di prezzo e conseguire risparmi giusti e leciti, non quello sicuramente di scaricare sulla pelle dei lavoratori in appalto i costi sociali della spending review.

In tutti i cambi di appalto, a differenza degli anni passati, siamo in presenza di una riduzione delle ore di lavoro, che tradotto significa remunerazioni sotto la soglia di tolleranza sociale.

In questo caso, l’impatto sociale è altissimo, sia per il fatto che la crisi colpisce prevalentemente le donne occupate nel settore, sia per il fatto che già, allo stato attuale, il livello dei salari è reso insufficiente dalla quantità di ore lavorate, decisamente inferiori al tempo pieno.

Riduzione delle risorse, riduzione delle ore di retribuzione per i lavoratori e tutto nel silenzio più assoluto, complice tra l’altro una regolamentazione alquanto farraginosa.

Anche in questo caso come è successo per la preparazione dei pasti per l’Asur a Santa Colomba, si tratta di donne con un’anzianità di servizio ultra decennale, e orari di lavoro davvero minimi.

“La prima questione che noi poniamo come sindacato, afferma la Filcams, è quella legata all’emergenza occupazionale negli appalti, per la quale occorre insistere nell’obiettivo di rivendicare una gestione delle gare che mirino ad obiettivi di trasparenza, qualità dei servizi da erogare, da coniugare correttamente a parametri di efficienza ed economicità.

Solo attraverso la corretta applicazione dei criteri sopra elencati si può rispondere all’emergenza occupazionale che i tagli lineari, messi in campo in questi ultimi anni, hanno prodotto in primo luogo negli appalti di pulizia e servizi ausiliari delle scuole, dove è necessario dare risposte certe e strutturate per superare quanto prodotto dalla nuova convenzione Consip.

A questo fine è indispensabile individuare la necessaria copertura finanziaria per la proroga degli appalti e la modifica delle relative convenzioni già attivate, pena la riduzione dei posti di lavoro.

A livello nazionale, il sindacato si sta facendo carico di definire una proposta credibile e sostenibile di gestione delle attività di servizio, in un quadro di integrazione tra pubblico e privato e difronte a quanto si prospetta per il recepimento delle direttive europee di riforma degli appalti pubblici.

Dato che le nuove norme europee consentono, in riferimento alla norma sulle “condizioni di esecuzione dell’appalto”, che le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere condizioni particolari in materia sociale, occupazionale, ambientale, occorre lavorare su queste nuove regole per arrivare, nel percorso di recepimento, a vere e proprie clausole sociali da introdurre nei bandi gara.

La Cgil a livello provinciale e regionale chiede fortemente che si dia corso a quel sistema di monitoraggio e di vigilanza sul sistema degli appalti pubblici che più volte come sindacati abbiamo sollecitato.

p. Filcams – Cgil

L. Longhin

 

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