Lucia illumina Che Tempo che Fa… “Il futuro è lì che mi aspetta, mi riconoscerà anche con un volto diverso”

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4 maggio 2014

Fazio, Lucia Annibali e Luciana Littizzetto

Fazio, Lucia Annibali e Luciana Littizzetto

“Ci vuole un cuore sereno, che aiuta la mente che diventa forte e insieme sostengono il corpo ferito”. E’ stata una chiacchierata a cuore aperto quella che Lucia Annibali ha fatto nello studio di Che Tempo che Fa, ospite di Fabio Fazio. “Arrivare alla denuncia significa prima di tutto aver capito che si sta vivendo un rapporto sbagliato e distruttivo. Quindi vuol dire rinunciare anche all’amore, anche se sai che quello è un amore sbagliato. Questo è il punto pià difficile…” Lucia poi è tornata sulla sentenza. “Una sentenza giusta, la degna conclusione di un percorso doloroso. Dove ognuno ha fatto in modo ce giustizia fosse fatta. Il mio futuro? E’ lì che mi aspetta, mi riconoscerà anche con un volto diverso. Cerco sempre di restare ottimista. Voglio aiutare le persone che devono sostenere il percorso che ho fatto io, mettere il mio dolore a disposizione degli altri. Che consigli darei al legisltatore in materia? Nel momento in cui si decide di denunciare è lì che nasce il pericolo, è importante che la denuncia venga ascoltata e si riceva protezione”. Lucia, allegra, solare, ha trovato anche il tempo per scherzare con Fazio. “L’8 marzo, un exploit veramente. Ho incontrato Napolitano, Renzi e sono diventata Cavaliere. Ansia? Dopo quello che ho sopportato… il pensiero più ansioso è stato solo quello di svegliarmi alle 7!”.

E poi ancora, durante l’intervista durata quasi mezz’ora: “La sera, dopo l’aggressione, mentre ero al pronto soccorso ho sentito una voce che mi diceva di andare avanti. Di affrontare al meglio tutto ciò che mi sarebbe aspettato. E’ stato quello il momento di svolta. Il momento in cui ho messo insieme mente, cuore e corpo”.

Lucia Annibali a Che Tempo che fa

Lucia Annibali a Che Tempo che fa intervistata da Fabio Fazio

Lucia Annibali s’è soffermata soprattutto sul dopo. Non tanto sugli 11 interventi chirurgici a cui si è dovuta sottoporre (“Più di una volta mi hanno cucito gli occhi”), bensì sul difficile processo di rinascita che l’ha elevata a simbolo di coraggio e determinazione. Una storia da lei stessa raccontata nel libro Io ci sono, una ricostruzione “centimetro per centimetro della mia personalità” scritto con Giusi Fasano ed edito da Rizzoli.

“Il dolore è stato un dono – ha detto Lucia ricevendo l’applauso sincero del pubblico in studio – una grande opportunità che mi porto dentro. Ho dovuto imparare a mangiare, sorridere, lavarmi i denti. Ho ricominciato daccapo, come un bambino”.

Sugli sguardi degli altri, ha detto: “Non mi piace quando mi guardano con tristezza… io non sono triste”. Chapeau.

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