Il filosofo e la natura: gli appuntamenti dell’edizione 2014

di 

7 maggio 2014

Angelini, Gambini, Bozzetti: la presentazione del filosofo e la natura

Angelini, Gambini, Bozzetti: la presentazione del filosofo e la natura

PESARO – Il V ciclo di conferenze “Il Filosofo e la Natura” si interessa quest’anno del rapporto “stridente” che si è venuto a porre per la nostra civiltà fra Etica ed Ecologia.

In nome del precetto di favorire lo sviluppo dell’economia, e quindi dell’occupazione, siamo chiamati ad accettare tutti i meccanismi culturali per l’imposizione di prodotti che non per forza devono avere quelle caratteristiche che alla fine hanno.

Molti oggetti della nostra vita quotidiana potrebbero essere più economici, meno  energivori, più lenti o meno potenti e pericolosi – per non dire meno inquinanti – di quelli che il cosiddetto mercato viene a proporci. E non per questo il sistema economico si troverebbe di fronte al baratro industriale o finanziario. Anzi, in epoca di crisi perenne di questo modello di sviluppo fondato sull’illimitatezza della produzione e del “consumo” di beni naturali, essenziali quest’ultimi per la nostra vita e di quella del mondo animale e vegetale, sembra estremamente più logico cercare di ridisegnare l’architettura di quello che è stato il nostro modello di sviluppo.

Il calendario:

– 9 maggio: prof. Pierangelo Schiera, Università di Trento. Misura, “ponti” e nuova politica

16 maggio: prof. Luigi Alfieri, Università di Urbino, Il mito del libero mercato. Karl Polànyi e la “grande trasformazione”

23 maggio: prof. Alberto Magnaghi, Università di Firenze, La valorizzazione del patrimonio territoriale come bene comune

30 maggio: prof. Giannino Piana, Università di Torino. Etica e ecologia

Tutte le conferenze si terranno alle ore 21, alla biblioteca San Giovanni di Pesaro.

Presenta e modera: Mauro Bozzetti dell’Università di Urbino
Estratti da composizioni eco-acustiche di David Monacchi

Il filosofo e la natura

Il filosofo e la natura

INCONTRO/Venerdì  9 maggio, ore 21
biblioteca San Giovanni
MISURA, “PONTI”  E NUOVA POLITICA
Pierangelo Schiera (università  di Trento)

Ogni politica ha la sua misura. Nella storia ci sono state – e ci sono – molte politiche, così  molte misure: vuol dire modalità, più o meno efficaci, di governo delle comunità, in base alla loro consistenza, territorialità, qualità di fini e di mezzi. Quando una misura salta, non funziona più, allora salta anche la politica e la comunità va in crisi. Si tratta di cambiare misura: se la misura non cambia, che misura è? Per cambiare misura, bisogna guardare alle sue tre componenti principali: i soggetti interessati, la conoscenza a disposizione, i provvedimenti da prendere. Si può seguire il decorso storico seguendo il gioco combinato, nei diversi momenti, di questi tre elementi. Anche oggi è così.

Da sempre, ma oggi più  che mai, l’ambiente è uno dei luoghi privilegiati in cui quel gioco si colloca. Non è il mio campo e non dirò in argomento cose azzeccate. Mi limito a osservare che c’è anche, per estensione, un ambiente sociale, nel quale e verso il quale si è portati ad agire. Ma, prima ancora, c’è un ambiente seminale, che è la coscienza di ciascuno, che è il campo più difficile da coltivare, perché l’unico attrezzo possibile da usare è la responsabilità, uno strumento sempre più difficile da acquisire. I provvedimenti, le misure in senso tecnico, sono la parte più semplice e applicativa del mio discorso: essi possono funzionare soltanto se si è curato l’ambiente delicato della coscienza individuale e quello, organizzato e consapevole, della conoscenza collettiva, che oggi si chiama tecno-scienza.

Ci sono dei momenti in cui le tre prospettive che ho indicato sono coerenti fra loro. In altri momenti invece, è  necessario operare per ritrovarne la convergenza, minacciata da quella che siamo soliti chiamare la crisi, la quale non è altro che mutamento e transizione. Il nostro tempo è uno di questi momenti. Meglio saperlo che ignorarne la dinamica, o imputarla a forze arcane e ostili. Meglio averne responsabilità.

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