Basket malato, arresti domiciliari per Minucci. Ecco cosa aveva scritto pu24.it lo scorso febbraio

di 

8 maggio 2014

Nell’ambito dell’operazione denominata ‘Time out’ sono state emesse quattro misure cautelari – arresti domiciliari – a carico di Ferdinando Minucci, già presidente della Mens Sana Basket, della sua principale collaboratrice Olga Finetti, già segretario generale della società sportiva, di Stefano Sammarini e Nicola Lombardini, soci della Essedue Promotion sas e della Brand Management srl per i reati di associazione per delinquere con lo scopo di commettere una serie delitti tributari. E’ stato disposto anche il sequestro preventivo di beni per un totale di circa 14 milioni di euro. In totale 9 milioni 835mila 479 euro i beni sequestrati a Ferdinando Minucci e Olga Finetti, a 4 milioni 45mila 933 euro per gli altri due arrestati. Le indagini condotte per oltre due anni hanno consentito di ricostruire una serie di alterazioni contabili e di bilancio, fatture false e manipolazioni delle dichiarazioni dei redditi della Mens Sana Basket negli anni dal 2006 al 2012, ad opera del gruppo che avrebbe nel presidente Minucci il suo ideatore e regista. Nel gennaio 2013 Minucci si è dimesso dalla carica di presidente come atto formale mentre dal primo luglio sarebbe dovuto entrare in carica come presidente della Lega Basket.

Riproponiamo l’articolo pubblicato da www.pu24.it firmato Luciano Murgia e datato 8 febbraio 2014:

Imbarazzante: Minucci eletto presidente di Legabasket

di Luciano Murgia
8 febbraio 2014

PESARO – Imbarazzante. A dire poco. Confermata la peggiore delle previsioni: Ferdinando Minucci è il nuovo presidente della Legabasket.

 

In un Paese, l’Italia, in cui nessuno si dimette neppure davanti a fatti penali eclatanti, ha fatto specie che un ministro dello Sport, finalmente uno sportivo vero, non gente che magari era esonerata dal fare Educazione Fisica, si sia dimessa per una questione di poche centinaia di euro di Ici non pagata, che lei ha detto sempre di ignorare.

 

Josefa Idem ha lasciato, mentre altri restano al proprio posto malgrado telefonate – a dire poco – imbarazzanti. Oppure vengono eletti, malgrado precedenti altrettanto imbarazzanti.

 

Così, anche in un mondo, quello sportivo, che dovrebbe essere lo specchio di un’Italia migliore, (non) è sorprendente che la Legabasket – quasi all’unanimità (14 voti favorevoli; 2 nulli, di Bologna a Roma) – abbia eletto Ferdinando Minucci.

 

Domanda, alle altre 15 società di basket di serie A, ai dirigenti che hanno votato il Minucci: esiste ancora un’etica nello sport?

 

Proviamo grande dispiacere che la Victoria Libertas, una società seria, attenta al bilancio, che non ingaggia un giocatore se non è in grado di onorare il contratto, sia fra le società che hanno scelto Minucci, al quale, come a tutti gli altri che finiscono nel mirino della magistratura, auguriamo sinceramente di essere assolto, di uscire completamente pulito dalla vicenda.

 

Detto questo, però, domandiamo, alla VL e alle altre società, a iniziare da Milano (o forse l’aria rancida di cui parlava al suo ritorno in Italia Sergio Scariolo era un visione esclusiva dell’allenatore, a dispetto dell’opinione della dirigenza dell’EA7 Emporio Armani?): prima di eleggere Minucci alla guida della Legabasket non sarebbe stato meglio attendere che la giustizia facesse il suo corso?

 

Perché la vicenda in cui è stato tirato in ballo Minucci non è questione di caramelle e bruscolini. Si ipotizza una “presunta frode fiscale per pagamenti in nero all’estero degli emolumenti dei giocatori”. E’ troppo ricordare che Silvio Berlusconi non è più senatore in seguito a una condanna in via definitiva per frode fiscale?

 

In più c’è un’altra storia…

 

Non la conoscete? Non la ricordate? Andate a leggere l’articolo di Gaia Scacciavillani dal titolo: “Mps, anche il canestro riesce col buco, i conti”. Lo ha pubblicato il 29 gennaio 2013 Il Fatto Quotidiano, l’unico, forse, in Italia che non guarda in faccia ad alcuno. L’unico che non riceve finanziamenti pubblici, ma è anche per questo che non guarda in faccia ad alcuno.

 

Gli altri, invece, annunciano la notizia dell’elezione di Minucci come se fosse Papa Francesco.

 

D’accordo i fatti separati dalle opinioni, ma qualche domanda, qualche riflessione, no?

 

Del resto, anche quando Gianni Petrucci, dopo 14 anni alla guida del Coni, (ri)tornò a fare il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, tutti allineati e coperti, incapaci di chiedersi il significato, di domandarsi che senso avesse riproporre il passato.

 

Una certezza: siamo il paese delle cozze, incollate, avvinghiate alle poltrone.

 

Nessun dubbio: sul giornalismo italiano ha ragione Beppe Grillo.

 

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