Stima e riconoscenza a Luciano e Angela Patrignani, Renato Tripaldelli e Valter Bertuccioli, il plauso ad Agostino Ercolessi

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9 maggio 2014

PESARO – Questa mattina, il sindaco Luca Ceriscioli ha consegnato a Luciano e Angela Patrignani, Renato Tripaldelli, Valter Bertuccioli  l’attestato di “Stima e riconoscenza della città di Pesaro”, ad  Agostino Ercolessi “Il plauso della città”. Per Ercolessi – visto un impedimento dell’ultima ora che gli ha impedito di essere presente – il riconoscimento è stato ritirato dalla  presidente dell’associazione Azzurri d’Italia Elena Forte.

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Le motivazioni

Luciano e Angela Patrignani di Bagni Luciano

42 stagioni balneari a servire con cabine, sdraie, lettini, ombrelloni, pulizia della spiaggia, servizi di ristoro, i bagnanti sempre più numerosi che hanno scelto la Baia Flaminia. Prima Luciano Patrignani, per 10 anni, si era fatto le ossa facendo il cameriere in bar, ristoranti, alberghi e locali di svago della nostra città. Poi, assieme alla moglie Angela Crocioni, l’avventura della concessione balneare. E’ anche grazie a loro se Baia Flaminia, da un campo di esercitazioni militari e una non curata spiaggia libera con mare poco balneabile, è diventata un luogo di pregio del litorale pesarese. Racconta Luciano che nel 1971, quando iniziò l’attività, dovette ripulire spiaggia e mare da ben 17 camion e mezzo di pietre. Una fatica boia sorretta dalla soddisfazione di creare con le sue mani una cosa sua. Luciano è senza dubbio il bagnino più noto della Baia e uno dei più grandi di Pesaro: quando ha chiuso, nel 2012, aveva raggiunto i 400 ombrelloni e più di 900 lettini. Ma Luciano non è stato un semplice bagnino. La passione per il suo lavoro è andata di pari passo con la passione per una Baia che diventasse un gioiello del sistema di accoglienza turistica di Pesaro. Ha combattuto, ha protestato, ha fatto proposte, ha promosso iniziative, ha aggregato le persone attorno alle idee per qualificare tutta l’area fondando l’Associazione Baia 2000.

Renato Tripaldelli Grafiche Nobili

In principio era la Tipografia Nobili che l’omonimo Annesio fondò nel lontano 1823. In 191 anni è passato un pezzo di storia della città  attraverso le stampe di libri e periodici locali, di manifesti e volantini, di partecipazioni matrimoniali e cataloghi. Oggi dell’illustre tipografo fondatore conserva il nome e il prestigio che la famiglia Tripaldelli tiene alto da più di 40 anni.

Renato Tripaldelli incominciò a lavorare alla Tipografia Nobili nel 1970 come compositore. Nel 1972 divenne socio dell’azienda insieme con altri tre pesaresi. Nel 1984, quando l’ultimo socio lasciò, al suo posto entrò la moglie Annamaria  come amministratrice. Nello stesso periodo entrarono a lavorare anche i figli Raffaella e Roberto, facendo in tal modo della Tipografia Nobili un’azienda familiare. Nel 2009 divenne Grafiche Nobili, con titolari Raffaella e Roberto.

Nota per i tanti libri di pregio stampati per conto di banche o di Istituzioni culturali, ha raggiunto fama internazionale per la stampa di altissimo livello delle edizioni del pesarese Rolando Pieraccini che opera in Finlandia: centinaia di libri d’arte e edizioni limitate e firmate di opere dei maggiori scrittori e poeti del Novecento. Queste ultime composte tipograficamente con caratteri mobili.

Valter Bertuccioli

Per 65 anni, ha svolto con impegno, passione, e riconosciuta professionalità, un mestiere che l’ha portato a tappezzare mobili per aziende e famiglie di tutta Pesaro. Ha iniziato nel 1946, a 10 anni, dividendosi fra la scuola elementare e l’apprendistato presso i tappezzieri Bezziccheri & Del Prete in via Mazza. Per tre anni, dal ’63 al ’66, si trasferì alle dipendenze della FMA di Bacchielli a tappezzare mobili per alberghi. Poi di nuovo da Del Prete fino al 1968, quando aprì il proprio laboratorio in via Manzoni. Il primo gennaio del 1980 trasferì il laboratorio in via Passeri dove è restato fino alla cessazione dell’attività, il 31 dicembre 2011. Stimato e ricercato da tutti per la sua bravura professionale, è diventato anche un amico dei suoi clienti affezionati: dai semplici cittadini alle personalità di primo piano della società pesarese. La sua affabilità e disponibilità, doti che mette in campo anche nelle attività sportive dello sci e del tennis, lo hanno portato ad avere una vasta schiera di persone che non solo lo stimano, ma gli vogliono bene.

Agostino Ercolessi

A 90 anni compiuti è il decano dei personaggi sportivi pesaresi che hanno inscritto il loro nome nell’albo d’oro dello sport italiano. Portolotto puro, nuotando nel porto incontrò l’olimpionico Gianni Patrignani che lo instradò verso il nuoto competitivo, sport nel quale ottenne alcune vittorie, molti piazzamenti e ottimi risultati con la squadra dei nuotatori pesaresi. Poi per caso scoprì l’atletica e dai 400 stile libero passò ai 400 piani. Iniziò nel 1946 con la vittoria ai Campionati nazionali universitari, la vittoria nel Campionato Regionale, la vittoria ai Campionati Nazionali di terza serie, la vittoria ai Campionati Nazionali di seconda serie, sempre nei 400 metri. Ai Campionati Nazionali Assoluti di Milano, dopo una poderosa rimonta, cadde sul filo di lana e i giudici assegnarono la vittoria all’altro concorrente. Il 1947 fu l’anno d’oro di Ercolessi: titolo regionale e vittoria ai Campionati Nazionali Universitari. Partecipò ai primi Campionati mondiali universitari del dopoguerra (Parigi): 6° nella finale, ma anche medaglia di bronzo nella staffetta 4×400. Convocato nella rappresentativa azzurra per l’incontro Svizzera-Italia gareggiò nella staffetta 4×400. Alle olimpiadi di Londra del 1948 la sua convocazione era scontata, ma per una immotivata decisione fu escluso all’ultimo minuto. E fu così che la 4×400 italiana, in lotta per una medaglia, per i crampi del sostituto di Ercolessi, non gareggiò. E Gianni Brera scrisse: “Tinella, dove sei?”. Quello stesso anno Agostino intraprese la professione di insegnante che lo portò fino al ruolo di Direttore didattico.

Nel ’52 rifondò, e ne fu presidente e allenatore, la squadra pesarese di atletica. E’ stato socio fondatore del Panathlon Club di Pesaro. Per oltre vent’anni ha ricoperto la carica di presidente dell’associazione Azzurri d’Italia della nostra città, elevandola a riferimento provinciale e regionale.

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