Doppio Rea a Imola e 1° posto nel mondiale Sbk. Male Melandri 6° e 11°. Ssp: vince Zanetti, con dedica a Antonelli. Stk1000: Savadori, che jella!

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11 maggio 2014

Jonathan Rea ha conquistato una storica doppietta all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, chiudendo in solitaria, al primo posto, sia la prima che la seconda ed ultima gara di giornata di questo quarto round del Campionato Mondiale Superbike. Si tratta del secondo doppio successo del nordirlandese nella competizione, il primo dal 2010 per la squadra gestita da Ronald e Gerrit Ten Kate, quando proprio Rea dominò il round olandese ad Assen.

Per Jonathan Rea a Imola doppietta e testa del mondiale sbk

Per Jonathan Rea a Imola doppietta e testa del mondiale sbk

Grazie a questo successo, Rea sale a quota 13 vittorie nel Mondiale Superbike ed agguanta, per la prima volta in carriera, la vetta della classifica piloti . Nuovo secondo posto in gara per Chaz Davies (Ducati Superbike Team), autore di un fine settimana più che positivo nel round di casa della squadra bolognese. Il centauro gallese ha vinto le resistenze di Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team), con quest’ultimo che ha concluso sul gradino più basso del podio.

 

Gara1

Pubblico delle grandi occasioni sul Santerno per la quarta gara del Mondiale Sbk. Sul circuito dedicato a Enzo e Dino Ferrari, in gara 1 grande partenza per Rea che, dalla pole, è scattato con decisione.

Schermaglie nelle prime curve con Melandri e Giugliano poi dopo un paio di tornate Rea guida la corsa con decisione davanti a Davies con la Ducati, terza la Kawasaki numero 1 del campione del mondo in carica Sykes, quindi l’Aprilia di Guintoli che precede Baz, Melandri e Giugliano.

Le prime notizie negative per i colori italiani arrivano subito, con il ritiro di Badovini e della sua Bimota per problemi elettrici.

Intanto Sykes, in rimonta, sbaglia tutto e viene superato da Davies e Guintoli che poi, indiavolato, prende la seconda piazza.

Un bel quartetto che ne fa di tutti i colori per conquistare la seconda piazza con Guintoli, Davies, Sykes e Baz che se le danno di santa ragione. Che spettacolo! Intanto Giugliano prova a riprendere il quartetto e Melandri perde leggermente terreno. Rea nel frattempo ha quattro secondi di vantaggio sul quintetto ( si è aggiunto Giugliano) che lotta per la seconda piazza mentre Canepa, con la Ducati, va fuori pista per un problema ai freni. Gara finita anche per lui.

Davide Giugliano caduto in gara1 e disperazione per aver buttato via un'occasione

Davide Giugliano caduto in gara1: disperato per aver buttato via un’occasione

A sette giri dalla fine Giugliano cade e si dispera, nessun danno per lui, Rea è sempre davanti indisturbato, Guintoli è il primo del quartetto degli inseguitori con Melandri che prova ad agganciarsi.

Davies, col suo bel numero 7 in carena della Ducati, supera Guintoli, Melandri si avvicina agli scarichi di Baz che incalza Sykes che molla i freni e supera Guintoli ma taglia la variante e cede subito la posizione conquistata col taglio.

Della confusione ne approfitta Melandri che poi va largo e Sykes, mai domo, supera di nuovo Guintoli: che sfida!!! con Baz che attacca all’arma bianca per la quarta piazza.

All’ultimo giro con le gomme “stanche”, Rea continua a dominare, intanto Baz sopravanza Guintoli: Rea vince quindi alla grande, alle sue spalle nell’ordine Davies, Sykes, Baz e Guintoli, sesto Melandri, 12° posto per la Bimota con Iddon e 14° Scassa.

 

Gara 2

Un altro grande scatto per Rea al via di gara 2 che prende il comando e, al primo giro, transita davanti a tutti seguito da Guintoli, Giugliano, Melandri, Sykes e Davies.

Rea non fa sconti a nessuno e vince anche Gara2 con una prova maiuscola

Rea non fa sconti a nessuno e vince anche Gara2 con una prova maiuscola

La lotta è feroce: Rea è la lepre ma dietro accade di tutto: il nordirlandese e la Honda come in gara 1 dominano e la lotta per il podio è davvero interessante con Guintoli che prende qualche metro su Giugliano. Unica nota negativa è che Melandri retrocede e, a nove giri dal termine della gara, è 11°. Sykes si va a prendere la terza posizione superando Giugliano che viene passato pure da Davies, mentre Corti con la Mv si ritira per colpa di un sasso che, fiondato da una moto che lo precedeva, gli ha forato il radiatore.

Grande giornata Honda a Imola che dopo la vittoria in gara uno Sbk ha fatto una bella doppietta in Supersport e, in gara due, ha dominato di nuovo.

Guintoli comincia a sentire il fiato sul collo di Sykes e Davies: ecco, ormai la lotta è tra loro quando mancano sei giri alla fine mentre dietro Baz viene su forte. Davies rompe gli indugi e va a superare Sykes a tre giri dalla fine della gara, poi supera pure Guintoli: ora l’amico di Stoner è secondo con la sua Ducati.

Marco Melandri: per lui un Gp di Imola tutto da dimenticare: solo 11° in gara2: non è da lui. Che succede?

Marco Melandri: per lui un Gp di Imola tutto da dimenticare: solo 11° in gara2: non è da lui. Che succede?

Finisce così gara due: primo Rea che fa la doppietta, la seconda della sua carriera, secondo Davies, terzo Guintoli quindi due moto italiane nei primi tre posti.

Quarto al traguardo Baz, quinto Sykes che perde pure la vetta della classifica iridata in favore di Rea, sesto Giugliano, 11° Melandri.

La Honda è andata forte a Imola, nell’inverno la casa dell’Ala dorata ha lavorato molto sull’elettronica, ha cambiato il telaio alla sua moto e i risultati sono arrivati: adesso Aprilia, Kawasaki e Ducati dovranno fare i conti anche con la Honda e con Rea.

Intanto domani Max Biaggi torna in pista al Mugello con la Art Aprilia: “Mi è stato chiesto di fare un test – ha detto Biaggi – per cercare di dare una mano allo sviluppo, io la moto la conosco e cercherò di dare una mano per farla crescere e il mio scopo, il mio obiettivo al Mugello non è comunque ‘far cantare’ il cronometro”.

sbk

Supersport

Una Mv Agusta in pole, con Cluzel, nella Superstock 600 e l’italiano Tamburini in seconda fila, quinto tempo.

Al via grande scatto di Cluzel, alle sue spalle Zanetti e Sofuoglu, ottavo Tamburini: Baldolini partito ultimo ha già recuperato quattro posizioni. Primi giri concitati e le brutte notizie per i colori azzurri iniziano con la caduta di Tamburini e Baldolini, seguiti a ruota da Coghlan. Nessun danno ma gara finita.

Per Alex Baldolini una caduta e addio sogni di gloria a Imola

Per Alex Baldolini una caduta e addio sogni di gloria a Imola

Sofuoglu ha un altro passo e prende la testa della corse seguito da Zanetti che non molla, Cluzel è terzo e fatica a contenere Van de Mark, in settima piazza De Rosa, ottavo Rolfo, 11esimo Menghi.

Il colpo di scena arriva al 14esimo dei 17 giri quando Sofuoglu, per un problema tecnico, la frizione, rientra ai box e Zanetti passa al comando ( il bresciano indossa in questa gara un casco Senna replica in omaggio al grande Ayrton) con quattro secondi di vantaggio sul suo compagno di squadra.

Vince Zanetti e dedica la sua vittoria alla memoria di Andrea Antonelli, secondo Van de Mark terzo Marino, e sono sei gli italiani tra i primi dieci al traguardo con quinto Rolfo, sesto Menghi, quindi nell’ordine Bussolotti, Russo e Nocco: grazie ragazzi.

ssp

Superstock 1000

Tre Ducati davanti a tutti nella gara della Superstock 1000 a Imola nella gara delle beffe per Lorenzo Savadori. Al via buona partenza di Massei con Savadori che gli si incolla sugli scarichi e al primo giro prende il comando delle operazioni e passa in testa seguito da Massei e Jezek.

Essere al comando e dover ritirarsi per problemi al cambio: Savadori, che sfortuna a Imola!

Essere al comando e dover ritirarsi per rottura della leva del cambio: Savadori, che sfortuna a Imola!

Simone Grotzkyj Giorgi parte bene è ottavo ma poi fa un dritto e perde sei posizioni; numerose le cadute tutte per fortuna senza conseguenze per i piloti.

Intanto Lorenzo Savadori – pilota cesenate ma di “adozione” pesarese in quanto da tempo è sotto l’ala protettrice di Roberto Marchionni, designer pesarese della Starline (che in passato agli inizi carriera curò piloti del calibro di Poggiali e Simoncelli) – ha condotto con grande autorità la gara siglando giri veloci su giri veloci, poi la doccia fredda: a quattro giri dal termine alla Kawasaki di Savadori si rompe la leva del cambio ed è costretto a rientrare ai box.

Vince Jezek, secondo Massei, terzo Mercado, (10° D’annunzio, 15° Giorgi, 22° Cecchini) nel giorno in cui la Ducati conquista il primato costruttori in classifica.

stk

 

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