Hanno avuto ragione gli ottimisti, hanno avuto ragione Costa, Dell’Agnello, i tifosi e la “banda” degli onesti

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12 maggio 2014

PESARO – Hanno avuto ragione gli ottimisti, quelli che ci hanno sempre creduto anche nei momenti più difficili, quando la Vuelle sembrava spacciata dopo le sconfitte con Cremona e Varese.

Ha avuto ragione coach Sandro Dell’Agnello che fin dall’agosto scorso sognava e si augurava di salvarsi, magari all’ultima giornata con una vittoria contro Venezia.

Ha avuto ragione il presidente Ario Costa che ha tirato dritto per la sua strada, senza farsi tentare da acquisti sicuramente necessari ma che non disponevano della copertura economica adeguata.

Ha avuto ragione chi sperava che l’onestà contasse più dell’economia creativa, quella che è costata a Montegranaro tre punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione (ammesso che la Sutor riuscirà ad iscriversi) e la pallacanestro italiana, che sta vivendo uno dei momenti più bui della sua storia con il caso Siena che rischia di travolgere il movimento, esce rinforzata dalla permanenza della formica Pesaro al posto della cicala Montegranaro.

Hanno avuto ragione gli oltre cinquemila che hanno riempito l’Adriatica Arena, patrimonio da conservare e coccolare per il futuro, che con la loro presenza hanno dimostrato di crederci al di là di biscotti e cioccolatini vari che una cultura sportiva come quella italiana non si fa mai mancare.

Il bello dello sport è che fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata può accadere di tutto ed è importante farsi trovare pronti per ogni evenienza, specialmente in una specialità come il basket dove un pallone che finisce sul ferro invece che dentro la retina può fare la differenza tra inferno e paradiso, Pesaro ha avuto il merito di rialzarsi dopo le tante batoste ricevute e di credere in un miracolo sportivo che sembrava utopistico fino a tre settimane fa, raggiungendo così il suo personale scudetto in un’annata che definire difficile è poco, tra infortuni estivi, americani sbagliati e soldi che sembravano finiti già da dicembre, ma la società ha avuto il merito di compattarsi e di continuare a reperire risorse, utili per finire l’annata e soprattutto indispensabili per la prossima stagione, che si prospetta meno complicata di quella attuale grazie all’arrivo dell’arrivo del main sponsor.

La Vuelle è uscita indenne dall’anno zero della pallacanestro pesarese, quello che ha visto rivoluzionato il suo staff societario e il suo roster, adesso ci attende l’anno uno, ancora in serie A, posto che la Victoria Libertas si merita per lignaggio e passione, non è stato un anno facile, ma l’importante è essere arrivati fino alla meta, anche se il viaggio è stato sicuramente pieno di insidie e di trappole, ma quando raggiungi il tuo obiettivo ti dimentichi di tutti quei pomeriggi domenicali trascorsi ad arrabbiarti per il tuo passatempo preferito e ti fai prendere dalla gioia di aver scampato il pericolo, perché diciamolo la Legadue era difficile da metabolizzare, non sarà stato come vincere uno scudetto, ma non sarà facile, per chi era presente all’Adriatic Arena alle 19 e 28 dell’11 maggio, dimenticarsi la gioia provata in una tiepida serata primaverile.

 

IL FUTURO DELLA SQUADRA

 

Da domani si dovranno cominciare a mettere le basi per la stagione 2014-15, partendo dalla ricerca del main sponsor, indispensabile per non soffrire come quest’anno, le sensazioni sono buone, con almeno due-tre aziende pronte a mettere il loro marchio sulle canotte biancorosse, anche se si dovrà stabilire il valore della sponsorizzazione in un momento non facile per la pallacanestro italiana, la base solida dalla quale ripartire è sempre il Consorzio, stampella indispensabile nella stagione appena finita alla quale la Vuelle si è appoggiata per non cadere nel baratro della Legadue e anche l’idea di una joint venture pesarese che accomuni basket, calcio e volley in un’unica realtà, ci sembra da tenere in considerazione, augurandoci che il nuovo sindaco che uscirà dalle elezioni del 25 abbia a cuore gli interessi dello sport cittadino. Non sarebbe male trattenere gli americani che hanno maggiormente contribuito alla salvezza, ma è inutile illuderci di rivedere Anosike e Turner con le loro maglie biancorosse anche la stagione ventura, mentre si dovrà ragionare su coach Dell’Agnello, inesperto e sicuramente meno blasonato di molti dei suoi colleghi, ma che ha Pesaro nel cuore e non è un dettaglio insignificante.

Sintetizzando, ecco l’agenda che attenderà la premiata ditta Costa-Cioppi, riconfermata per giusta causa, fin da domani mattina, una volta finiti i doverosi festeggiamenti per la sofferta permanenza in serie A:

  • Ricerca e firma del main sponsor
  • Allargare ad almeno 15 aziende il Consorzio, facendo entrare anche ditte con una quota minima, sperando che si lascino poi travolgere dal fascino del basket
  • Firmare almeno un italiano di buon valore, per non dipendere solamente dagli stranieri, ovvero dai loro procuratori.
  • Continuare nell’oculata politica economica, anche se magari qualche strappo alle regola in determinati momenti critici della stagione si dovrà fare, per non perdere occasioni appetibili che il mercato ti presenterà davanti.
  • Aumentare il peso politico della Victoria Libertas all’interno di una Legabasket che uscirà rivoluzionata dal caso Siena.
  • Domandarsi se sia il caso di affidare a Stefano Cioppi il doppio ruolo di coach e manager, mossa magari rischiosa ma che permetterebbe di affidare ad un’unica testa le scelte dei giocatori che poi dovrà allenare in campo, con tutti i benefici del caso.
  • Allungare il roster ad almeno nove-dieci elementi validi perché aspettarsi un’altra stagione sgombra da infortuni seri è un azzardo.
  • Non attendere il mese di agosto per comprare i giocatori, perché a differenza dell’estate scorsa, sono già presenti in società gli uomini con potere decisionale e nulla vieta di firmare i nuovi arrivati fin da ora.

E’ un piccolo elenco dal quale ripartire, ma abbiamo davanti tutta l’estate per seguire l’operato dello staff biancorosso e continueremo come sempre a monitorare le loro mosse e a tenervi costantemente aggiornati.

 

 

I PIU’ …….

 

Pubblico: 5014 spettatori ufficiali in un’Adriatic Arena che non ha fatto mai mancare il suo apporto in una stagione che ha visto la Vuelle uscirne con più sconfitte (nove) che vittorie (sei), anche contro Venezia vedere il palazzetto tutto vestito di biancorosso si è rivelato un valore aggiunto.

 

Elston Turner: Chiude un’annata estremamente positiva con un’altra partita da MVP, con cinque triple a segno e i soliti canestri decisivi nei momenti più delicati, ma menzione d’onore anche per Perry Petty che finalmente tira fuori una prestazione degna di un playmaker con ambizioni da grande squadra.

 

Bernardo Musso: La difesa veneziana non è stata sicuramente ferrea concedendo a Bernardo diverse penetrazioni che solitamente non riescono all’oriundo, ma vogliamo premiarlo soprattutto per l’impegno profuso a tutto campo, quello che gli ha permesso di recuperare palloni importanti e di rendersi utile a 360°.

 

 

. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VENEZIA

 

Tiro da tre: Pessima serata delle due squadre che tirano complessivamente con il 30% dai 6.75, non riuscendo quasi mai a bucare la difesa a zona avversaria, nonostante l’ampio spazio concesso. Pesaro paga la scarsa mira di Musso e Petty e si salva solamente grazie alle cinque triple segnate da Turner.

 

Tiri Liberi: Da sottolineare il nove su nove di Petty, perla rara in una stagione che ha visto la Vuelle meritarsi l’ultimo posto nella specialità, con Anosike tornato a tirare mattonate come ad inizio stagione, anche contro Venezia Pesaro sbaglia sette liberi su venticinque per il consueto 70%.

 

Ravern Johnson: Non è stato un anno facile per Ravern, ragazzo introverso che ha faticato ad inserirsi nel gruppo dopo tanti mesi di inattività, il numero otto biancorosso si nasconde per tutto il primo tempo e trova qualche lampo nel terzo quarto, troppo poco per lasciare rimpianti per la sua probabile partenza.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

 

Definita la griglia playoff con Pistoia che agguanta i playoff grazie alla vittoria nello scontro diretto contro Caserta, Milano fa le prove di un’eventuale finale sbancando Siena con autorità, Cantù consolida il suo terzo posto dopo la facile vittoria contro Bologna mentre Sassari travolge nella ripresa Brindisi in una sfida che si ripresenterà nei quarti di finale, Roma sfiora i cento punti nella vittoria casalinga contro Varese e finisce sesta con Reggio Emilia che si piazza al settimo posto nonostante l’ininfluente sconfitta ad Avellino.

Questa la griglia playoff:

 

Milano-Pistoia

 

Siena – Reggio Emilia

 

Cantù – Roma

 

Sassari – Brindisi

 

 

 

 

 

 

 

3 Commenti to “Hanno avuto ragione gli ottimisti, hanno avuto ragione Costa, Dell’Agnello, i tifosi e la “banda” degli onesti”

  1. Hannibal Smith scrive:

    Complimenti!! Ottimo Articolo
    Aggiungerei anche….Ha avuto ragione la bella botta di c… che era ora arrivasse!!!

  2. VisPesaro scrive:

    Dopo la splendida gioia di ieri sera, subentra la freddezza necessaria per impostare correttamente la prossima stagione.
    Nell’articolo si ipotizza la nomina di Cioppi quale nuovo allenatore.
    Pur nutrendo grande stima in Stefano, bisogna necessariamente confrontarsi con la sua scarsa esperienza di allenatore ad alti livelli.
    Siamo sicuri che possa essere la scelta giusta? Non è forse il caso che il “primo acquisto” debba focalizzarsi sulla scelta di un coach di comprovata esperienza nel massimo campionato?
    Per esempio, Charlie Recalcati ha appena lasciato la Sutor… ha un ingaggio per noi proprio inavvicinabile?

    • Hannibal Smith scrive:

      Pur anch’io sostenendo l’importanza di un allenatore di peso, purtroppo se poi hai una chimica di squadra scarsa, magari per non avere fenomeni in squadra, la vedo difficile poi raggiungere buoni risultati. Detto questo, focalizzarei anche su un allenatore come Cioppi, che a parer mio non gli manca nulla, ed in base a questo farei la squadra con giocatori che a lui piacciano e, punto per me fondamentale, fare una squadra di almeno 9-10 giocatori che tengano tranquillamente il campo in serie A e con dentro 2 giocatori capaci di poter fare la differenza (come é stato quest’anno con Anosike e Turner). In definitiva basterebbe allungare la squadra in modo che l’allenatore possa avere varie frecce al suo arco, altrimenti si diventa prevedibili e corti di fiato come successo quest’anno!!!
      FORZA VUELLE SEMPRE

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