Simone Mattioli: «Un onore affrontare il Tarvisium». Per la Guidi Impianti Pesaro domenica la gara di andata della finale per la serie A

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13 maggio 2014

PESARO – Maglie rosse a simboleggiare il singolare atteggiamento battagliero. Chi vive il mondo del rugby non può che collegare quelle maglie alla Ruggers Tarvisium, squadra di Treviso che ha senza dubbio scritto la storia del rugby italiano. Non tanto per i titoli messi in tasca, ma soprattutto per i giocatori che negli anni è riuscita a formare. «Per noi sarà un onore domenica (ore 15.30 al Toti Patrignani) affrontare nella gara di andata della finale per la serie A una squadra che si porta dietro quella storia – racconta emozionato al solo pensiero il presidente pesarese Simone Mattioli – Un esempio per organizzazione e valorizzazione dei loro giovani e dei ragazzi del loro territorio. Certo che si tratta di un club nato in un terreno molto più fertile del nostro per quanto riguarda il rugby, soprattutto 40 anni fa».
Nonostante infatti la Tarvisium sia nata lo stesso anno della Pesaro Rugby, nel 1969, forte di un territorio in cui si cresce a pane e rugby, ha fatto più strada del club pesarese, puntando da subito su giovani e giovanissimi. Se la società madre non poteva che essere il Rugby Treviso, la Tarvisium decise da subito di dare vita ad un grande settore giovanile che non a caso negli anni ha vinto diversi titoli nazionali. La prima squadra è stata poi diretta conseguenza ed ha militato praticamente in tutte le categorie.
Ben 17 le magliette rosse che negli anni hanno vestito la maglia della nazionale e se l’ultimo è stato Angelo Esposito, è altrettanto vero che il Tarvisium ha avuto l’onore di avere fra le sue fila, l’indimenticato Ivan Francescato, giocatore le cui presenze in azzurro si sono fermate a 38 solo a causa di un terribile incidente stradale. «Fa strano pensare che ci troveremo di fronte giocatori che oggi indossano la stessa maglia di un campione come Francescato – riprende Mattioli – Ivan è stato un esempio di ciò che è il rugby, fatto di coraggio, ma anche lealtà e grande voglia di divertirsi. Il nostro orgoglio è che oggi iniziamo ad avere anche noi diversi giocatori che si fanno valere in campionati superiori e che hanno iniziato a vestire la maglia della nazionale, tanto che lo scorso week end Boccarossa e Paletta hanno partecipato agli Europei di rugby a sette e Azzolini e Gabbianelli sono fra i selezionati per il mondiale di questa estate in Nuova Zelanda».
Il Tarvisium è uno di quei club dal più forte senso di identità e non a caso come simbolo ha scelto un grappolo di uva, 15 acini grani uniti al proprio graspo. «Sono convinto che i nostri giocatori sentano battere altrettanto forte i loro cuori giallorossi. E sono certo che i nostri kiwi faranno di tutto per beccare gli acini trevigiani».

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