“Appalti Comunali, quando l’obiettivo è deresponsabilizzarsi”

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14 maggio 2014

PESARO – Ho letto e vengo sconcertato dalle notizie. Appalto comunale, per un servizio, da 41 milioni e mezzo di euro? Siamo a Pesaro o a Milano? Sembra che si sia perso il senso della misura e che i dirigenti comunali siano diventati particolarmente esperti in esternalizzazioni. Invece di gestire i servizi con personale comunale, si preferisce appaltarli ad imprese private, meglio ancora se cooperative. In questo modo facciamo gestire ai privati servizi tipicamente comunali; un tempo si diceva “dalla culla alla bara”. Così vengono “esternalizzati”, per esempio, gli asili nido e le case di riposo. Che i privati mirino al profitto e che la qualità del servizio offerto possa essere più scadente, sembra non importare. L’obiettivo è deresponsabilizzarsi, per dirla alla pesarese “avere meno beghe”. Il problema, in questi casi, è: chi controlla il controllore? Gli amministratori sui dirigenti? Nella trasmissione televisiva Piazzapulita della 7, l’imprenditore Piero Di Caterina ha detto: “Per potersi aggiudicare un appalto bisogna essere del giro … e sono atti che hanno una parvenza di grande legittimità”. Quando un dirigente sbaglia, chi paga? Ora concludo con l’ultimo interrogativo: Ad un dirigente che dimostra una “inadeguata copertura del ruolo” gli diamo il premio?

 

(*) Ex dirigente comunale. Candidato a consigliere comunale per la lista “Solidarietà – Liberi per Pesaro”

 

Un commento to ““Appalti Comunali, quando l’obiettivo è deresponsabilizzarsi””

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