Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, perché essere differenti non sia mai un problema

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15 maggio 2014

Giornata internazionale contro l'omofobia

Giornata internazionale contro l’omofobia

FANO – Sabato 17 maggio giornata arcobaleno a Fano. In mattinata la consegna da parte di Fausto Schermi ed Elwin Van Dijk della richiesta di riconoscimento, con la trascrizione anagrafica, del loro matrimonio sancito in Olanda, consegna supportata dall’evento “Riconoscimi” organizzato da Arcigay Agorà.
A seguire, in mattinata e dalle ore 17 alle 20, apertura dell’Infoshop di via G. da Serravalle a cura di Femminismi, con servizio libreria Lgbt e mostre.
Femminismi ha scelto quest’anno di rendere disponibili tanti titoli di cultura omosessuale, e anche riviste (Towanda! e la Bollettina del Cli, le prime due riviste lesbiche italiane degli anni’ 70 e ’90) per rendere fruibile la cultura Lgbt a tutti, per uscire dagli stereotipi che circolano a causa della disinformazione. Saranno in mostra anche gli opuscoli “Educare alla diversità a scuola”, ritirati dal Ministero a causa della censura del cardinal Bagnasco, e materiale informativo dell’ A.Ge.d O., l’associazione di genitori di omosessuali.

Una giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quindi non per la semplice tolleranza ma per il diritto a vivere da pari cittadini  e la ricchezza delle differenze.

“Il mondo è bello perché è vario”, si dice, ma sembra proprio che in alcuni paesi, compreso il nostro, ci sia gente che mira a stabilire una uniformità artificiosa nella politica, nei media, nell’arte, cancellando le differenze con il sospetto e la paura. Il tema che abbiamo scelto quest’anno  è la campagna omofoba in Russia. La campagna di odio non è solo strategia pro-ortodossia di Putin, ma un modo per sviare l’attenzione pubblica da altri problemi e creare orgoglio per una normalità che vive di depressione e repressione sociale.

Non è poco quindi se ci indigniamo per le dichiarazioni di Putin e se rabbrividiamo di fronte alle “zone di libertà di parola” istituite a Mosca, angoli di terreno dove a qualcuno è consentito “parlare liberamente contro il governo”, ma che sono state negate anche quest’anno agli attivisti gay russi.

La morale è sempre quella: la differenza, le persone differenti dalla maggioranza, dovrebbero stare nascoste per non turbare il fragile equilibrio psichico di chi evidentemente la normalità la sente come un peso o la usa per coprire ben altro.
Se Putin quindi combatte contro la cultura europea dei diritti civili, in Italia si parla dal 1986 di riconoscimento delle unioni civili e/o matrimonio tra persone dello stesso sesso; abbiamo visto presentare decine di proposte che in Parlamento non sono mai arrivate all’ordine del giorno, abbiamo partecipato al dibattito sui Pacs (2002), sui rimediati Dico (2007), abbiamo visto molti Municipi tentare coi Registri delle Unioni Civili, per riconoscere i servizi comunali anche alle coppie omosex, con battaglie in Co.Re.Co e in Corte di Cassazione (il Comune di Grosseto, vincitore nel 2012). Ma l’influenza vaticana ha sempre bloccato la legislazione, sventolando l’ illogica convinzione che i diritti delle famiglie omosessuali mettano” in pericolo” le famiglie eterosessuali. Ciò nasconde una abissale malafede: quella di chi dice che un bambino ha “diritto ad avere un padre ed una madre” è anche assurda storicamente, perché sono sempre esistiti figli cresciuti da un solo genitore o da genitori diversi da quelli naturali, e spesso cresciuti meglio di quelli “normali”.

A prescindere comunque dalla libertà di ognuno di avere le proprie convinzioni, quando queste mettono in pericolo la serenità e l’incolumità di altre persone, “colpevoli” di esistere, i possessori di queste opinioni vanno caldamente invitati a tenersele per sé e a confrontarsi con la realtà.

Dopo il recente sfregio con scritte naziste e omofobe al portone dell’Infoshop, l’Infoshop apre con un arcobaleno per  la visibilità e contro l’odio in tutte le sue forme.

Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino
http://femminismi.wordpress.com

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