Celebrazioni Bramantesche, sabato il conio della medaglia del Caradosso ideata da Papa Giulio II

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16 maggio 2014

FERMIGNANO – La cittadina metaurense continua a celebrare il suo più illustre cittadino a 500 anni dalla morte. Dopo l’annullo filatelico il Comitato Nazionale delle Celebrazioni Bramantesche presenterà, sabato 17 in municipio, il nuovo conio della medaglia del Caradosso.

Questa medaglia fu ideata da Papa Giulio II e realizzata da Cristoforo Foppa, detto il Caradosso, in occasione della posa della prima pietra per la nuova Basilica di San Pietro, avvenuta il 18 aprile 1506. L’originale ritrae in un lato Donato Bramante con la scritta “Bramantes Adruvaldinus”, mentre sul retro è raffigurata l’allegoria dell’Architettura.

Il cavaliere Giulio Finocchi, tra i massimi esperti del Bramante , spiega come nel corso del tempo la medaglia sia stata vittima di tentativi di imitazione, specialmente dalla vicina Casteldurante, con il quale Fermignano si è contesa per secoli i natali dell’artista: “nel corso della Storia la medaglia ha vantato anche un tentativo di imitazione da parte di Urbania che ha cercato con un falso di attribuirsi la paternità del Bramante, con una medaglia che reca la scritta “Bramantes Durantinus”. Oltre che per le differenze stilistiche, si capisce che siamo in presenza di un falso perché la medaglia reca la data 1504, mentre è noto che la costruzione di S.Pietro inizio soltanto nel 1506.”

Il nuovo conio conta soli 100 esemplari,di cui 50 a disposizione di collezionisti, mentre gli altri saranno il vessillo del nuovo premio istituzionale che la località laniera riserverà ai cittadini che più si sono distinti nella vita cittadina.

Proseguono gli eventi culturali legati al territorio martedì 20 ,nella Sala Monteverdi , dove alle 16 si terrà la conferenza organizzata dall’Unilit (Università Libera della terza Età-), “Il nostro Bramante”. Relatrice dell’incontro la professoressa Bonita Cleri, professoressa di Storia dell’Arte all’Università Carlo Bo di Urbino.

Ultimo evento in programma per questo mese , e tra i più importante, sabato 24 alle 17dove presso il museo dell’architettura, ex mattatoio, avverrà il taglio del nastro con a restituzione l territorio di importanti opere risalenti al 1600 e rinvenute casualmente nel 2011 da Giovanni Cappuccini e magistralmente restaurate da Lucia Palma.

I dipinti, ritrovati all’interno di un deposito ecclesiastico dove erano conservati i capolavori provenienti dalla chiesa di San Gregorio di Monte Asdrualdo (località natale di Bramante), testimoniano la fede nella terra di “Castrum Firminiani”, raccontando, con uno di essi anche la Battaglia di Lepanto del 1571. Nel dipinto sono ritratti i Santi Domenico e Carlo Borromeo con Maria Regina delle Vittorie, ma ciò che rivela l’importanza dell’opera è la presenza di Francesco Maria II Della Rovere, oltre alla raffigurazione della sanguinosa Battaglia di Lepanto sullo sfondo. L’opera ha così due chiavi di lettura: una mistica e l’altra storica.

Come riferisce Mons. Davide Tonti, vicario episcopale alla Cultura dell’Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado,”la chiesa di San Gregorio è quella dove con ogni probabilità venne battezzato il Bramante. Le opere ritrovate costituiscono un motivo d’orgoglio nel ricordare l’artista sia per la tutela dei beni culturali, sia per restituire opere d’arte importanti al territorio>.

La comunità rurale di Monte Asdrualdo, oggi non più abitata dai contadini, torna alla memoria con queste opere, che sarebbero potute andare perse per sempre, e che raccontano la bellezza e la fede del passato.

 

Bramante Asdrubaldino attraverso questo recupero torna alla memoria e vive nuovamente nella terra fermignanese.

 

Francesco Pierucci

 

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