Alla scoperta dei migliori, seconda parte: quintetto italiano, coach e Mvp del campionato

di 

17 maggio 2014

PESARO – Dopo i migliori tre quintetti del campionato (per leggere l’articolo clicca su qui  ) è arrivato il turno del miglior quintetto italiano, del miglior allenatore e dell’MVP.

Non c’era molto materiale sul quale lavorare per scegliere cinque italiani capaci di far la differenza, nessun under 21 è riuscito ad emergere e non sono stati più di una decina a lasciare tracce importanti nelle loro squadre: i fratelli Gentile si sono difesi bene, con Alessandro fermato nella sua esplosione dagli infortuni e Stefano che a Cantù ha ricoperto con il giusto spirito il ruolo di sesto uomo, mentre i fratelli Vitali hanno faticato più del previsto con Luca perso nella confusione che ha regnato a Venezia e Michele che si è messo in luce nella Caserta di stampo americano, Angelo Gigli purtroppo non riesce mai a disputare una stagione da trenta partite fermato sempre da qualche guaio fisico e Nicolò Melli a Milano continua a far intravedere buonissime cose senza riuscire a dare continuità alle sue prestazioni. Marco Cusin sembra nella fase discendente della carriera e Andrea Crosariol, arrivato a Venezia a metà campionato, non ha ripetuto la buona annata pesarese, mentre il senese Cournooh dopo un bel inizio è ritornato nei ranghi, note liete arrivano dalla maturazione del reggiano Cervi e da qualche bella partita disputata dai bolognesi Fontecchio ed Imbrò, dal solito produttivo Daniele Cavaliero, dal lungo della Sutor Campani e dalla consueta stagione a livello medio alto di Pietro Aradori.

Dopo questa premessa non proprio esaltante, ecco il quintetto ideale di questo campionato secondo Pu24:

 

PLAYMAKER:

 

ANDREA CINCIARINI (Grissin Bon Reggio Emilia)

(12,4 p.ti, 6.5 assist, 52% da 2)

 

Era dai tempi di Gianmarco Pozzecco che un italiano non vinceva la classifica degli assist. C’è riuscito il più giovane dei fratelli Cinciarini a coronamento di una stagione giocata sempre da protagonista in una Grissin Bon che si è qualificata ai playoff ed è tornata a vincere una manifestazione per i colori italiani, seppur di minor pregio come l’Eurochallenge. Andrea ha guidato con grande sicurezza i suoi compagni, facendosi rispettare anche da veterani come White e Kaukenas che hanno riconosciuto in lui quella leadership che non tutti sono disposti a concedere a ragazzi dalla minor esperienza, dovrà migliorare le sue percentuali non eccelse nel tiro da fuori per ambire a diventare un uomo importante anche in ambito europeo, ma coach Pianigiani questa estate gli affiderà certamente il timone della nostra Nazionale.

 

GUARDIA:

 

DANIEL HACKETT (Montepaschi Siena/Emporio Armani Milano)

(11.0 p.ti, 4,4 rimb. 4.4 assist)

 

Fino al suo approdo a Milano alla vigilia di Natale, l’Emporio Armani non dava ancora l’impressione di poter dominare il campionato, ma dal suo arrivo non ha più perso una partita, infilando 19 vittorie consecutive e non è una casualità perché Daniel ha portato quella voglia di primeggiare che forse mancava ad un gruppo che si crogiolava nella sua superiorità e ha dimostrato di poter convivere anche vicino a dei campioni del calibro di Moss e Langford. Hackett ha peggiorato le sue cifre rispetto all’inizio del campionato con Siena, perché in terra lombarda ha preferito mettersi al servizio della squadra senza forzare più di tanto le conclusioni personali, ma siamo sicuri che nei playoff sarà lui a prendersi i tiri decisivi.

 

ALA PICCOLA:

 

DANIELE CINCIARINI (Sutor Montegranaro)

(15.4 p,ti, 37% da 3)

 

Per il secondo anno consecutivo è il miglior realizzatore italiano e se la Sutor si fosse salvata gran parte del merito sarebbe andato al 31enne Cinciarini. Le sue cifre sono sicuramente lievitate dopo la partenza di Collins e Mayo, ma anche con gli americani in campo è riuscito a rendersi utile con il suo stile di gioco non proprio da manuale e neanche troppo veloce per il basket moderno, ma comunque redditizio. Le percentuali nel tiro da fuori sono migliorate consentendogli di attaccare il ferro con meno pressione e in fase difensiva la stazza fisica gli ha permesso di marcare tranquillamente sia le guardie che le ali piccole avversarie.

 

ALA GRANDE:

 

ACHILLE POLONARA (Cimberio Varese)

(10.5 p.ti, 4.8 rimb. 59% da 2)

 

Prosegue la crescita di Polonara, anche se a piccoli passi. Il ragazzo classe ‘91 originario di Ancona si sta trasformando in un’ala grande di ultima generazione in grado di colpire da tre punti (33%) e di farsi valere dentro l’area con discreto movimenti spalle a canestro, anche se il suo punto di forza rimane sempre la grande fisicità che gli permette diversi voli sopra il ferro, in difesa può rendersi utile anche contro numeri cinque meno mobili di lui con raddoppi e stoppate.

 

CENTRO:

 

VALERIO MAZZOLA (Sutor Montegranaro)

(6.9 p.ti, 5.6 rimb. 60% da 2)

 

La particolare situazione economica di Montegranaro ha aperto le porte del quintetto a Mazzola e questo ragazzo 26enne non si è lasciato sfuggire l’occasione di farsi vedere al grande pubblico, dimostrando di saperci stare a questo livello del campionato. Non è un mostro di fisicità né di tecnica, ma ha un bel tiro dalla media con qualche escursione anche dalla linea da tre punti e a rimbalzo non ha paura di usare i gomiti per farsi valere. Non sarà il centro che farà uscire la Nazionale dal suo grigiore, ma se in Italia non ci sono pivot in grado di farsi valere non è certamente colpa sua.

 

MVP DEL CAMPIONATO:

 

DRAKE DIENER (Banco di Sardegna Sassari)

 

Va ancora a Drake Diener il nostro titolo di Mvp, il secondo consecutivo. Fino all’ultimo erano in lizza Wanamaker, Langford e Anosike, tutti e tre autori di un grande campionato: il play pistoiese ha trascinato la Giorgio Tesi Group ai playoff con grande merito ma è meno completo tecnicamente del sassarese, Langford come tasso tecnico non si discute, ma non è stato lui a far scattare la scintilla delle 19 vittorie consecutive milanesi e Anosike ha dominato nel suo ruolo, ma è ancora troppo acerbo e poco trascinatore.

Così si riconferma al top del campionato italiano, uno che nel Bel Paese si trova a meraviglia, perché Drake Diener a Sassari ha trovato l’ambiente ideale per diventare un big: tecnicamente è difficile trovargli un difetto, con la sua grande proprietà di palleggio, un arresto e tiro da manuale e la capacità di prendersi un tiro in ogni circostanza, ma è la sua leadership sul parquet il suo vero punto di forza. Probabilmente neanche questa volta riuscirà il suo Banco a conquistare il tricolore, ma uno come Drake Diener lo vorremmo sempre nella nostra squadra.

 

MIGLIOR COACH:

 

PAOLO MORETTI (Giorgio Tesi Group Pistoia)

 

Nessun dubbio su chi sia il miglior allenatore di questa stagione. Max Menetti di Reggio Emilia si è ben destreggiato, lo stesso Crespi a Siena ha saputo tirare fuori il meglio da una situazione extracestistica incandescente e il ritorno di Sacripanti a Cantù ha riportato l’Acqua Vitasnella al terzo posto, ma Moretti ha fatto un vero capolavoro nel portare la sua squadra ai playoff.

Dopo sei giornate Pistoia e Pesaro erano appaiate all’ultimo posto con un record di 1-5, poi dopo la famosa vittoria dei toscani dopo tre supplementari, la Giorgio Tesi non si è più girata indietro finendo la stagione con 15 vittorie su 30 incontri che le consentiranno di affrontare Milano nella postseason, merito di un allenatore emergente come Moretti che con un roster non di primissimo livello, dove gli italiani (Galanda, Meini, Cortese) hanno dato una mano ad un quintetto straniero composto da nomi poco altisonanti, ma dalla grande resa sul parquet. Moretti ha scelto di puntare molto sull’atletismo di Jujuan Johnson e Ed Daniel, con un play come Wanamaker che ha diretto con maestria il gruppo.

Difesa aggressiva, contropiede primario e secondario, intercambiabilità dei lunghi sono tre sistemi di intendere il basket che Moretti ha trasmesso ai suoi giocatori che lo hanno ricambiato dando il massimo sul parquet.

 

 

Un commento to “Alla scoperta dei migliori, seconda parte: quintetto italiano, coach e Mvp del campionato”

  1. Hannibal Smith scrive:

    Capisco che le statistiche debbano guidare una classifica, peró obiettivamente avrei messo Polonara come miglior ala piccola in quanto suo ruolo naturale a mio avviso e Melli anche se discontinuo quando é concentrato fa la differenza anche ad alti livelli per cui lo considero la miglior Ala Grande

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>