A Pesaro lo scontro politico si sposta sui derivati. Il M5S: “La Provincia ci ha perso”. Domenicucci: “Falso”

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18 maggio 2014

PESARO – Il Movimento 5 Stelle tira fuori la storia dei derivati. A meno di una settimana dalle elezioni comunali che decreteranno il nuovo sindaco di Pesaro, il M5S punzecchia la Provincia sugli strumenti finanziari aperti dall’ex presidente Ucchielli, ma che, a suo avviso, Ricci ha chiuso o tentato di farlo in maniera anomala.

“La Provincia aveva aperto due contratti di derivati, di circa 20 milioni ciascuno – attacca Gianmarco Mansi, l’esperto di derivati contattato dai grillini pesaresi che è consulente della Procura – Il contratto con il derivato Nomura, aperto nel 2005, è stato anticipatamente chiuso nel 2013, ma non è scritto da nessuna parte con quale importo. E’ un’anomalia, non capiamo perché sia stato secretato e come sia stato spalmato in bilancio. Facendo una stima di massima penso che la perdita sia stata sui 2 milioni, ma perché ce lo stanno nascondendo? E perché quel contratto non è stato chiuso prima? Già da qualche anno aveva perso la sua capacità assicurativa, quindi se lo chiudevamo prima risparmiavamo un sacco di soldi”.

Tirato in ballo anche il derivato Dexia, che però è ancora aperto, “con scadenza nel 2025 – specifica Mensi – In questo caso, la Provincia paga il 4% del tasso variabile anziché lo 0,33% attuale, con una perdita altissima che ci porteremo avanti per altri 10 anni. Questo perché si è impegnata a pagare un minimo del 4% per assicurarsi nel caso in cui il tasso fosse salito enormemente, mentre invece è rimasto sempre molto basso”.

 

LA PROVINCIA NON CI STA

La Provincia non ci sta e in una nota parlando di polemiche demagogiche e ipotesi non corrette. “Capiamo le strumentalizzazioni elettorali. Ma sono polemiche demagogiche. E ampiamente fuori luogo, considerato il contenuto di inesattezze espresse». Per Marco Domenicucci, direttore generale della Provincia, le accuse all’ente sui derivati formulate da Gianmarco Mensi, accompagnato in conferenza stampa dal candidato a sindaco del M5S Pazzaglia, sono “ipotesi che non trovano riscontro nei dati. E assomigliano a un disco rotto”. Anche perché “la questione è già stata ampiamente dibattuta e illustrata più di un anno fa”.

Precisa Domenicucci: “Il derivato con Nomura, sottoscritto nel 2005 e dunque nella precedente legislatura, è stato chiuso nel momento in cui si è raggiunto con la società l’accordo sul ‘mark to market’ (il costo di uscita, ndr). Dal quale siamo riusciti perfino a scorporare quello che avevamo pagato negli anni precedenti. Quindi abbiamo ottenuto condizioni vantaggiose per l’ente, di gran lunga inferiori rispetto a quelle ordinarie di un ‘mark to market’ pieno. Per arrivare a questo risultato, la società ci ha chiesto di rispettare la clausola di riservatezza, cosa che abitualmente accade quando ci sono transazioni di questo tipo. Noi l’abbiamo fatto. Ed è per questo che non l’abbiamo divulgata in forma di pubblicità. Ma non abbiamo certo nascosto nulla. Il dato risulta negli atti. L’esperto dovrebbe saperlo, come dovrebbe sapere che i consiglieri provinciali possono accedere ai documenti. Così come dovrebbe sapere anche leggere un bilancio, se vuole ricondursi al costo del derivato”.

Domenicucci continua sul derivato Dexia: “Mensi racconta una storia a metà, dimenticando che nel momento in cui è stato sottoscritto il derivato, nel 2005, i tassi variabili erano del 6,5% con tendenza a salire. E’ un valore ovviamente diverso da quello attuale a cui lui, oggi, si riferisce. Dice che perdiamo 1,8 milioni? Inesatto, perché quella non è una perdita ma un costo di assicurazione. E siccome la Provincia, nel computo del derivato, ha anche mutui con tassi variabili, su quelli guadagna se i valori scendono. Come in questo momento. Così lo swap è nettamente compensato dal ribasso del sottostante, perchè il tasso diminuisce. E la differenza complessiva è attualmente positiva per qualche milione di euro. Se Mensi non sa come stanno le cose, prima di fare le conferenze stampa potrebbe informarsi”.

Infine: “Dice che il contratto Dexia costa un 4% di interesse contro lo 0,33 del mercato? Ma quello è solo l’Euribor. Chiunque sa che non sono queste le condizioni per accedere a un prestito a tasso variabile. E che i valori medi sono del 4,5-5%”.

 

Un commento to “A Pesaro lo scontro politico si sposta sui derivati. Il M5S: “La Provincia ci ha perso”. Domenicucci: “Falso””

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