Romagna (Pcl): “Scuole pesaresi, situazione drammatica: grave responsabilità locale. Ecco cosa proponiamo”

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19 maggio 2014

PESARO – La situazione delle scuole di Pesaro, dai nidi sino alle superiori, è drammatica – così in una nota Giammarco Romagna, candidato sindaco per il pclavoratori -. Il problema, come è noto a tutti, è di carattere nazionale, ma esistono anche gravi responsabilità a livello locale. Il Comune ha da tempo tagliato tutti i fondi per la manutenzione ordinaria, tanto che in varie scuole gruppi di genitori volontari si sono accollati l’onere di tinteggiare e affrontare altri lavori ordinari, permettendo ai bambini di passare le loro giornate in ambienti decorosi. La provincia ha addirittura messo in vendita il terreno di Villa Caprile, così importante per la scuola agraria.

La mensa, per nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie, ha un costo elevatissimo, ma a causa dell’esternalizzazione del servizio il cibo mangiato dai bambini viene cucinato ad almeno 10 km di distanza dalle loro scuole.

Le scuole dell’infanzia comunali sono nel caos: le insegnanti vivono in una perenne condizione di incertezza a causa delle continue esternalizzazioni e statalizzazioni, che nel nostro territorio significa innanzitutto il passaggio nelle mani delle cooperative, nel caso specifico della Labirinto. Non è un caso: le coop sono uno dei capisaldi del potere economico e politico del centrosinistra liberale. Questo passaggio porta a un decadimento dell’offerta formativa (le nostre scuole comunali potevano vantare una didattica all’avanguardia), l’aumento del numero di bambini per classe (il rapporto bambino/insegnante è di 1/15 nelle scuole comunali e di 1/25 nelle scuole statali) e un peggioramento delle condizioni lavorative delle future insegnanti, costrette a lavorare con la cooperativa.

I nidi, infine, hanno un costo che definire esagerato è riduttivo. Il Comune dichiara di spendere 1000€ per ogni bambino, ma ciò non può giustificare il costo elevato che ricade sulle famiglie. Le risorse per i nidi andrebbero trovate innanzitutto sciogliendo il Patto di stabilità, inoltre si potrebbero tagliare drasticamente gli stipendi dei dirigenti comunali. L’istruzione è un diritto sacrosanto dal primo anno di vita fino alla vecchiaia, il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica la totale gratuità del servizio per i bambini figli di disoccupati e lavoratori, il ritorno del servizio mensa all’interno delle scuole, l’aumento dell’orario di apertura dei nidi e delle scuole dell’infanzia e il ritorno ad una gestione comunale.

 

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