Seri non ha dubbi: “Fano ha bisogno di nuove politiche sociali”

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20 maggio 2014

Massimo Seri

Massimo Seri

Massimo Seri*

FANO – Fano come altre città ha urgente bisogno di ristudiare e riorganizzare il sistema assistenziale per scoprire un modo nuovo e più adeguato all’attuale situazione per aiutare i cittadini in difficoltà. A fronte di una maggiore richiesta di servizio dovuta agli effetti della crisi economica, gli enti pubblici vedono diminuire le risorse da destinare a questo settore. Considerando anche lo stretto legame che un buon sistema di politiche sociali ha con la coesione sociale necessaria a garantire sicurezza e crescita a tutto il territorio, è chiaro quanto sia urgente intervenire con l’obiettivo di reperire i fondi necessari a garantire questo primario servizio.

Come fare? Eliminando gli sprechi degli enti pubblici ad esempio. Un primo piccolo intervento sarebbe quello di razionalizzare il parco macchine del Comune di Fano secondo le vere necessità. Inoltre mettere in campo seri interventi per combattere l’evasione fiscale e reperire risorse da destinare alla sussidiarietà, si tratta di un intervento necessario in nome anche della giustizia sociale.

In campagna elettorale tutti i candidati a Sindaco propongono soluzioni all’attuale emergenza sociale spesso concentrandosi su temi e argomentazioni a loro sconosciuti fino al giorno prima. Un serio progetto in ambito sociale deve però considerare per primo le politiche del welfare non si circoscrivono banalmente in quello che nello scorso secolo venivano definiti i “servizi sociali”: oggi l’urbanistica, la tutela dell’ambiente, lo sport, la viabilità urbana possono e devono insieme supportare la vita del cittadino verso il benessere. Una concezione ispirata alle linee d’indirizzo più innovative che trattano il benessere dell’intera comunità e dove la sussidiarietà deve essere circolare, si deve rigenerare.

Un’altra rivoluzione è rappresentata dal metodo: come nell’essenza di una vera democrazia una buona amministrazione si declina ascoltando i cittadini prima e decidendo poi. Il nostro è un modo di intendere la partecipazione totalmente distante dalle stantie consulte che tra l’altro non sono state mai chiamate a funzionare nei dieci anni dell’amministrazione Aguzzi. La partecipazione deve partire dalla fase di programmazione. Oggi gli enti locali non possono da soli portare a termine alcuna progettualità ma devono per forza prevedere il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei loro corpi intermedi. Per questo ogni assessore della mia giunta sarà affiancato da consulte del settore di riferimento, per un vero coinvolgimento degli operatore fin dalla genesi del progetto.

Tra i miei progetti c’è quello di trasferire gli uffici dei servizi sociali di Sant’Orso presso l’ex Caserma dei Carabinieri appena completata la sua ristrutturazione. In questo modo i locali lasciati liberi dagli uffici comunali potrebbero ospitare una “Casa delle Associazioni”, un punto di ritrovo per le associazioni, uno spazio per operare dovuto visto il prezioso lavoro di volontariato che a volte svolgono anche in soccorso alle carenze della politica.

Nei prossimi anni avremo un’occasione straordinaria: nel settennio in corso il 18% dei fondi erogati dall’UE saranno destinati all’inclusione sociale, ma per poter usufruire di questa opportunità bisogna disporre di professionalità che sappiano progettare e in questo sarà utilissimo il contributo e la collaborazione delle associazioni locali. Anche per questo l’amministrazione dovrà saper tutelare l’associazionismo e la partecipazione, ricchezze immateriali fatte di valori e persone che però, grazie a progettualità e professionalità, potranno trasformarsi in una ricchezza materiale e fondamentale per lo sviluppo della città.

*Candidato a sindaco di Fano con Fare Città

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