Luca Silvestrini, il giovane consigliere che non si ricandida: “A Urbino è più proficuo parlare nei bar che in Comune”

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21 maggio 2014

Luca Silvestrini

Luca Silvestrini

URBINO – Luca Silvestrini, classe 1985, è il più giovane consigliere all’opposizione (il più giovane del consiglio è Marco Annibali, 25 anni, candidato nella lista di Maria Clara Muci) e a pochissimi giorni alla data del 25 maggio trae un bilancio di questi 5 anni ai banchi del consiglio comunale ducale.

Prima di tutto, perché non si è ricandidato?
“Sono impegnato con l’università: sto completando la laurea specialistica in Ingegneria Meccanica presso l’Università Politecnica delle Marche in Ancona. Non riuscirei dunque a dedicare il giusto impegno che l’attività di consigliere richiede. Inoltre troppe liste, quindi troppa dispersione di voti”.

Posso chiederle per chi voterà domenica? Secondo lei si andrà al ballottaggio?
“Sì, applicherò la formula del voto disgiunto: darò 2 preferenze alla lista Forza Urbino (poiché mio padre è inserito in quella lista e anche perché in parte sostengo Gambini) ma come candidato a sindaco voterò la Crespini. Il tutto nasce da una mia durissima battaglia interiore; chi mi conosce sa che sono trasparente e dico sempre quello che penso, come in questo caso. Scelgo la Crespini poiché ha una buona percentuale di candidati giovani e competenti (che dà speranza per l’avvenire), ma sull’operato dell’ex assessore ho molto da recriminare, poiché in consiglio comunale si è sempre opposta con veemenza alle nostre istanze. L’unica certezza è che lei non appartiene alla sinistra (e questo già mi aggrada!). Gambini lo sostengo in parte poiché è vero che abbiamo combattuto insieme contro il muro di Berlino del PD locale, ma è altrettanto discutibile come si sia fatto abbindolare dai Verdi (attuale spalla del PD) che, per quel che mi riguarda, sono un partito che non deve esistere (al di là della figura coinvolgente di Sgarbi); infatti sia un comunista, che un fascista o un democristiano possono tranquillamente essere ambientalisti e rispettosi della natura e degli animali che lo circondano; non capisco, dunque, perché i Verdi siano schierati politicamente. Il ballottaggio è quasi scontato per la troppa congestione di liste: 6 candidati a sindaco e 12 liste per un totale di 172 candidati a consigliere comunale! Cose da pazzi in un Comune che conta poco più di 12.000 aventi diritto al voto”.

Come mai aveva deciso 5 anni fa di candidarsi?
“All’epoca fui raggiunto telefonicamente da tre delle quattro liste presenti (eccetto, ovviamente, quella responsabile del declino attuale); ebbi, dunque, una sensazione di godere di una certa rilevanza sociale, soprattutto tra i giovani. Scelsi per convinzione ideologica la lista capeggiata da Alfredo Bonelli (area di centro-destra). Fu una scelta alla quale, a 23 anni, non diedi molta rilevanza. Per me era come un gioco, poi s’è rivelata una guerra! Io non sono un moderato poiché appartengo alla destra nazionalista. A livello locale, però, ho il dono di rispettare tutte le ideologie, tranne quella di stampo lobbistico (lobby del lavoro pubblico) del PD urbinate. Vado molto più d’accordo coi veri comunisti che con gli ex democristiani del PD!”

Cosa le rimane di questa esperienza?
“Come esperienza posso dire che a livello burocratico ho imparato tantissimo, così come a livello tecnico. Essendo stato eletto a 23 anni non avevo queste competenze, tantomeno a livello politico. M’è dispiaciuto lottare contro alcuni incompetenti dell’attuale maggioranza che mi hanno minacciato di denuncia almeno tre volte. Su questo stendo un velo più che pietoso. Mi dispiace dire che a livello politico, quindi per quanto riguarda dibattiti e proposte, sono rimasto rattristato e sconcertato dalle risposte e dagli atteggiamenti di chi governa”.

Ad esempio?
“Si dice spesso che “l’educazione sta bene anche nella stalla dei maiali” cosa che spesso non ho riscontrato in consiglio comunale. Sovente, durante i nostri interventi, alcuni consiglieri della maggioranza si alzavano e chiacchieravano tra loro o andavano a fumare. Esprimersi davanti a chi non ti sta ad ascoltare è una delle cose più sprezzanti che ci sia. Un altro esempio è la facilità con la quale la maggioranza abbia sempre votato unita le deliberazioni nonostante alcuni consiglieri del PD (o talvolta Verdi e PSI) si fossero posti dei seri dubbi. Al culmine di ciò, si è arrivati alla seduta del 14 novembre 2012 in cui, in uno dei punti dell’OdG, si discuteva della riqualificazione di Urbino Due; nella maggioranza vi erano alcuni assenti. Durante la discussione si intuì al volo che Pagnoni (Verdi) e De Angeli (PD) avrebbero votato contro assieme a noi 7 consiglieri dell’opposizione. Per la prima volta la maggioranza sarebbe andata sotto per un voto: 8 favorevoli e 9 contrari! Qui emerge l’anomalia dei regolamenti e della democrazia italiana: il vice-capogruppo del PD si alzò e ad uno ad uno disse ai propri consiglieri di abbandonare l’aula in modo da far venire meno il numero legale; così facendo si sarebbe dovuta sospendere la seduta. E così è stato. Noi poveri illusi ritornammo a casa incavolati neri e sempre più consapevoli che per comandare ci sarebbe voluta (e tutt’ora ci vorrebbe) una “Marcia su Urbino”!”

Come definirebbe il lavoro svolto dall’opposizione?
“Fino al 2009 non è esistita una vera e propria minoranza, poiché le percentuali bulgare hanno sempre conferito 15 o 16 consiglieri al PD (ex DS, PDS, PCI) e 4 o 5 alla destra. Dalle ultime amministrative sono nate 2 liste civiche. Sicuramente quella che ha intrapreso più battaglie è stata quella di guidata da Maurizio Gambini che si era staccata dal Partito Democratico (la nostra essendo di destra è sempre stata vista come nemico principale). L’opposizione ha cercato di coinvolgere molto la cittadinanza, specialmente quella giovane. Il problema è che gli orari e le modalità del consiglio comunale sono inaccettabili sia per i consiglieri che per i cittadini che volessero ascoltarne almeno uno scorcio. La mia vera battaglia (vinta) è stata quella delle video-riprese: infatti dopo varie interpellanze presentate da me e Gambini siamo riusciti a far installare delle webcam (le cui riprese sono inserite nel sito del Comune di Urbino). Finalmente, dopo 60 anni, un cittadino può riascoltare un consiglio comunale. Posso comunque constatare allo stato attuale che è più proficuo parlare nei locali pubblici che nella massima sede istituzionale urbinate”.

Si sente di dare consigli alla futura maggioranza e alla futura minoranza?
“Alla maggioranza (indipendentemente da quale essa sia) dico di tagliare le spese inutili eliminando incarichi doppi e troppo onerosi; rilanciare il turismo culturale ed enogastronomico che è la vocazione della nostra città e la vera economia sulla quale ci dovremmo basare. Alla minoranza, se fosse il PD, di provare a capire cosa vuol dire sedere sui banchi dell’opposizione e non poter comandare; se non fosse il PD, di istituire un mensile di informazione politica per i cittadini che non sanno ciò che avviene nel “Palazzo”.”

Al termine di questo percorso politico cosa vuol dire ai suoi elettori?
“Innanzitutto ringrazio i miei genitori che sono stati miei elettori e miei sostenitori economici (di rilevante importanza in questi periodi). Ringrazio tutti per avermi accordato 75 preferenze (più la mia, 76). Mi hanno votato famiglie intere (alcune delle quali non conosco direttamente) e soprattutto i giovani delle frazioni che sostengo e sosterrò sempre, in particolar modo i ragazzi di Pieve di Cagna che, sebbene siano ideologicamente lontani da me, hanno però una sensibilità politica locale non indifferente. Mi scuso, come ho sempre detto, coi miei elettori per le troppe assenze in Consiglio dovute alla mia laurea triennale (conseguita nel 2012) e ai miei attuali studi in Ancona che fanno sì che venga a mancare fisicamente la mia persona. Questa, infatti, è la principale motivazione per la quale non mi sono ricandidato. Ai miei ex elettori (e non), dico di votare la Crespini o Gambini e, dopo l’eventuale ballottaggio, di votare Gambini (poiché prenderà molti voti). Se non vincerà il PD (e sarebbe una sconfitta epocale) non sarà certamente il cambiamento, ma l’inizio di un cambiamento!”

Ha qualcuno da ringraziare all’interno del Consiglio comunale?
“Certamente! Ringrazio due figure che dall’inizio del 2009 hanno creduto nelle mie potenzialità di giovane comunicatore: Lucia Ciampi e Alfredo Bonelli. La prima, oltre che essere stata mia eccellente maestra elementare è stata anche un’ottima motivatrice in fase di “reclutamento” nell’allora nascente lista civica “Per Urbino”; inoltre Lucia è una combattente e in Consiglio è sempre stata la più preparata ad assolvere le proprie mansioni. Il secondo è colui che ha creduto in me e che ha iniziato a conoscermi politicamente e personalmente. Inoltre devo constatare che è una delle persone più corrette e rispettose che il Consiglio Comunale urbinate abbia mai avuto”.

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