La proposta di ForBici Fano: “Va creata una pista ciclabile in un corridoio verde di 50 chilometri”

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21 maggio 2014

Da ForBici Fano riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

FANO – La volontà espressa dalla Regione Marche di conservare in mano pubblica l’ex ferrovia Fano-Urbino è una buona notizia e corrisponde a quanto chiedono da tempo Provincia, Comuni ed associazioni ambientalistiche del territorio; sembra quindi sventata sia la vendita ai privati che la frammentazione di un bene collettivo che può avere un ruolo decisivo nel futuro sviluppo di tutta la vallata del Metauro.

Pertanto, ora è possibile concentrarsi sull’ipotesi che a breve-medio termine risulta più concreta, oltre che largamente condivisa, cioè la creazione di una lunga pista ciclabile all’interno di un corridoio verde di circa 50 chilometri.

E’ dimostrato che nei percorsi brevi (più o meno intorno ai 5 chilometri) la bicicletta, il mezzo più ecologico e salutare che ci sia, è anche il più veloce; per non parlare dell’abbattimento delle polveri sottili ed ultra sottili che i mezzi a motore tradizionali producono, direttamente o indirettamente. Alcuni Paesi questo lo hanno capito da tempo (Olanda, Danimarca, Germania, Francia, Spagna, eccetera) e si stanno attrezzando per rendere sempre più conveniente la mobilità “dolce”; una recente proposta della FIAB tende ad introdurre anche la copertura assicurativa per il tragitto casa lavoro, come avviene per altri mezzi.

In questa direzione va anche Confindustria del settore cicli, il cui presidente ha affermato: “Servono politiche concrete per rendere ciclabili le nostre città e adeguare le infrastrutture nelle zone extraurbane… In Germania esistono 7 milioni di cicloturisti che generano un fatturato di 9 miliardi di euro. In Francia sono 2 miliardi. Da noi, la provincia autonoma di Trento, che ha calcolato gli introiti cicloturistici, dichiara che con i suoi 400 km di piste ciclabili dal 2009 genera  oltre 100 milioni di euro l’anno di fatturato.” (cfr. Affari & Finanza 5/5/2014).

Nel nostro caso la realizzazione di una pista ciclabile comporta ulteriori grandi vantaggi grazie al possibile inserimento nel sottosuolo di vari sottoservizi, in particolare fibre ottiche per la banda ultralarga.

Avere la possibilità di far viaggiare velocemente enormi quantità di dati con applicazioni in contemporanea in entrata e uscita (scaricare materiale multimediale, spedire foto e video, interagire via Skype o in videoconferenza, eccetera) permetterebbe di rilanciare l’economia locale; in pratica, grazie a collegamenti digitali per servizi amministrativi, commerciali, industriali, ecc., tra Fano e Urbino potrebbe nascere a basso costo una efficiente città virtuale di oltre 100.000 abitanti.

Lo stesso si sta tentando di fare altrove: in Puglia il governatore Vendola ha detto che la banda ultralarga può rappresentare oggi ciò che è stata la ferrovia cento anni fa; in Abruzzo si è deciso di attrezzare le aree industriali strategiche; in provincia di Ascoli uno studio della CCIAA  ha dimostrato la convenienza della posa in opera della fibra ottica, nonostante i costi notevoli e le difficoltà  di attraversamento che non esistono lungo l’ex ferrovia  metaurense la cui conversione in pista ciclopedonale ha anche una enorme valenza turistica; non dimentichiamo infatti che buona parte del tragitto coincide con la via Flaminia degli antichi Romani e, come detto, in Europa ci sono milioni di cicloturisti da intercettare con le tante emergenze storiche, artistiche ed enogastronomiche del nostro territorio.

Per far camminare questa idea progettuale è auspicabile che nasca appena possibile un gruppo di lavoro tra Comuni, associazioni ambientalistiche e culturali, imprenditori e tutti coloro che  sono convinti della validità  di una lunga via verde, ciclabile e tecnologica in grado di rendere il nostro territorio non solo più competitivo dal punto di vista economico ma anche  più apprezzabile per la qualità della vita.

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