Nel segno di Bramante, l’arte ritrovata. Sabato al via a Fermignano l’attesa mostra

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22 maggio 2014

FERMIGNANO (PU)- Dalla chiesa dove venne battezzato Bramante, passando per un magazzino ecclesiastico per tornare all’originario splendore: è questo il destino dei dipinti ritrovati a San Gregorio di Monte Asdrualdo. La città natale di Donato Bramante, nel quinto centenario della morte dell’artista, continua con le sue proposte che racchiudono arte, cultura e territorio, mirando a celebrare al meglio l’estro e il talento del suo più illustre concittadino. Dopo il successo delle precedenti manifestazioni, con particolare partecipazione di pubblico in occasione dell’annullo filatelico tenutosi alla torre medievale, Fermignano celebra i capolavori pittorici custoditi nel suo territorio

Sabato 24 maggio alle ore 17 presso la chiesa di Santa Veneranda ci sarà la presentazione della mostra “Nel segno di Bramante, l’arte ritrovata”. In seguito, nei locali del Museo dell’Architettura, si terrà il taglio del nastro che restituirà al pubblico del Montefeltro diverse opere molto interessanti dal punto di vista pittorico, risalenti al 1600. Emerse in seguito ad un fortunoso ritrovamento, avvenuto nell’autunno del 2011 grazie a Giovanni Cappuccini, le opere d’arte sono state poi riportate all’originario splendore dalla restauratrice Lucia Palma.

Alla presenza di Sua Eccellenza Mons. Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, della Sovrintendente per i beni storici-artistici nelle Marche, Maria Rosaria Valazzi, del coordinatore del comitato cultura di Confindustria Pesaro Urbino, Gastone Bertozzini e del sindaco di Fermignano, Giorgio Cancellieri, verranno scoperte le opere d’arte visibili per la prima volta al pubblico dopo quasi cinquecento anni.

I dipinti, ritrovati all’interno di un deposito ecclesiastico dove erano conservati i capolavori provenienti dalla chiesa di San Gregorio di Monte Asdrualdo (località natale di Bramante), testimoniano la fede nella terra di “Castrum Firminiani” raccontando con uno di essi anche la Battaglia di Lepanto del 1571. Nel dipinto sono ritratti i Santi Domenico e Carlo Borromeo con Maria Regina delle Vittorie, ma ciò che rivela l’importanza dell’opera è la presenza di Francesco Maria II Della Rovere oltre alla raffigurazione della sanguinosa Battaglia di Lepanto sullo sfondo. L’opera ha così due chiavi di lettura: una mistica e l’altra storica.

Tra le importanti opere anche un gonfalone originale del comandante Veterani morto nella grande battaglia di Lepanto mentre combatteva contro i turchi e un tondo di cotto raffigurante Francesco Maria II Della Rovere, provenienti da Museo Albani.

<La chiesa di San Gregorio è quella dove con ogni probabilità venne battezzato il Bramante -spiega Mons. Davide Tonti, vicario episcopale alla Cultura dell’Arcidiocesi di Urbino, Urbania, Sant’Angelo in Vado-. Le opere ritrovate costituiscono un motivo d’orgoglio nel ricordare l’artista sia per la tutela dei beni culturali, sia per restituire opere d’arte importanti al territorio>.

La comunità rurale di Monte Asdrualdo, oggi non più abitata dai contadini, torna alla memoria con queste opere strappate all’oblio che raccontano la bellezza e la fede del passato. Bramante Asdrubaldino attraverso questo recupero rivive nuovamente nella terra fermignanese.

 

 

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