“Alessandrini è il passato remoto che ritorna, ma diamo tempo al tempo”

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23 maggio 2014

Alessandrini

Alessandrini

Sandro Candelora

FANO – Si usa comunemente dire che per andare avanti a volte è necessario fare un passo indietro. In questo senso, per pianificare il proprio futuro l’Alma andando a ritroso ha compiuto addirittura un salto triplo, tuffandosi a capofitto nel tempo che fu. Dopo oltre vent’anni ed una intera carriera di allenatore spesa fra alti e bassi ai quattro angoli della Penisola, torna a sedersi sulla panchina granata Marco Alessandrini, che in quel lontano torneo ’92-’93 si trovò a far da testimone, risultandone obiettivamente vittima più che colpevole, di una delle più rovinose pagine della storia recente del club. Mandato allo sbaraglio da una società in chiaro affanno (economico, di idee, di ambizioni: davvero niente di nuovo sotto il sole), con in mano una squadra che definire mediocre è già tanto, il tecnico di Cuneo, al debutto assoluto nel professionismo, fece quel che poté. Ovviamente poco, con conseguente, inevitabile retrocessione tra i dilettanti poi riscattata da un provvidenziale ripescaggio mercé le disgrazie altrui. Un vero battesimo del fuoco per il Nostro, andato poi a cercare fortuna altrove anche se ad ogni occasione utile ha continuato a fare costante atto di presenza al ‘Mancini’, quasi gli risultasse impossibile troncare il cordone ombelicale che lo lega alla casa-madre. Ora eccolo di nuovo qui, con i suoi modi eleganti e compiti, da professorino di Oxford, del tutto antitetici rispetto alle ruvide maniere del suo predecessore De Angelis, che sembrava al contrario uscito da una chiassosa osteria di Trastevere. Ma le maniere (buone o cattive che siano) contano poco nel calcio. A pesare saranno l’esperienza, che non gli manca di certo, le motivazioni e la dignità, che lo indurranno ad evitare di ripetere l’ingloriosa esperienza di quasi un quarto di secolo fa, ma soprattutto il materiale umano che vorrà, saprà e potrà pretendere gli venga messo a disposizione. In molti all’annuncio del suo arrivo storcono la bocca ed in effetti è forte il sospetto che la scelta effettuata dalla dirigenza sia figlia di una strategia votata alla semplice sopravvivenza, priva della reale volontà di invertire una rotta che da deludente si è fatta ultimamente mortificante. Beninteso, noi non facciamo salti di gioia ma nemmeno coltiviamo pregiudizi fini a se stessi. Diamo semplicemente tempo al tempo. Curiosi di vedere se questo ritorno all’antico avrà davvero un domani. O sarà invece l’inutile colpo di coda di una storia ormai sepolta sotto la polvere degli anni.

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