Quando l’arte va… in trasferta: a Ravenna l’opera “Ecce donna” del pesarese Nicola Paci

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23 maggio 2014

Nicola Paci: "Ecce Donna"

“Ecce Donna” di Nicola Paci

PESARO – Giovedì 24 maggio 2014, presso la sede della CGIL di Ravenna, si è aperta la IVa edizione della mostra “Opera”; il tema della presente esposizione collettiva è la donna. Tanti gli artisti che hanno partecipato: le domande sono state 170, provenienti da 39 paesi anche extraeuropei; solamente 30 i selezionati che hanno potuto vedere le loro opere in mostra e schedate in un elegante catalogo.

Tra gli artisti selezionati due marchigiani: Monia Marchionni di Porto San Giorgio, salita sul podio con l’opera “Indifesa me”. La particolarità di questa realizzazione è quella di essere composta da 840 cubetti di carta, ognuno di 3x3cm, ottenuti utilizzando contratti di lavoro a progetto firmati nella sua carriera lavorativa.

Il secondo artista è il pesarese Nicola Paci, protagonista l’anno scorso di CandelarArte, la rassegna curata dal candelarese Lorenzo Fattori; Paci, diplomato all’Istituto Statale d’Arte “Scuola del Libro” di Urbino nella sezione “Cinema d’Animazione”, attualmente sta terminando i suoi studi presso l’Accademia di Urbino. Partecipa al concorso ravennate con l’opera fotografica e pittura digitale intitolata: “Ecce donna”. L’artista nella scheda di presentazione della sua opera scrive: “In un’epoca in cui le pari opportunità dovrebbero rappresentare qualcosa di scontato, esistono ancora forme più o meno esplicite di condizionamento che costringono la donna ad una posizione subalterna… Per secoli, la stessa produzione artistica ha contribuito a diffondere e radicare nell’immaginario collettivo i modelli ai quali la donna avrebbe dovuto adeguarsi, senza darle la possibilità di prendere parte attiva a scelte che la riguardavano in prima persona”.

Tutt’oggi la figura della donna è imposta dai media come un corpo che deve solo apparire per la sua bellezza, oggetto del desiderio maschile, ciò le impedisce di affermarsi e la relega prigioniera della sua stessa immagine. Paci rappresenta un braccio femminile trafitto da un tacco rosso, una metafora per denunciare questa violenza perpetrata quotidianamente alla donna quale sola visione estetica. E per rendere forte questo messaggio il giovane artista si ispira e reinterpreta l’iconografia della crocifissione in modo da far giungere forte il messaggio che può essere facilmente capito da tutti.

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