Vuelle, ecco le 10 cose da fare. Dopo la sospirata salvezza bisogna gettare le basi per il futuro

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24 maggio 2014

PESARO – Sono passati quindici giorni dalla travagliata salvezza raggiunta sul campo dalla Victoria Libertas. Due settimane nelle quali l’euforia per la permanenza in serie A è ancora vivida nelle menti e nei discorsi nei tifosi. E’ sempre un piacere poter discutere di pallacanestro quando hai l’animo leggero per lo scampato pericolo, puoi tranquillamente parlare dei playoff italiani e dell’Nba e commentare errori e pregi della stagione appena finita, nella quale la Vuelle tra alti e bassi ha raggiunto la sua meta, ma indipendentemente dall’interlocutore, il dialogo finisce sempre con la stessa frase: “Speriamo di non dover soffrire così anche l’anno prossimo!”.

Ecco, e da qui che si deve ripartire, dalla consapevolezza che un’altra stagione passata perennemente all’ultimo posto, sarebbe digerita con fatica dai tifosi pesaresi, encomiabili per l’attaccamento e la pazienza dimostrata in questi ultimi mesi, nei quali si sono guadagnati il diritto di vedere la loro Vuelle finalmente competitiva in un campionato che anche l’anno prossimo vedrà scendere di qualche step il suo livello globale.

Potrebbe sembrare ancora presto preoccuparsi per una stagione che inizierà il prossimo ottobre, ma è fin da ora che si devono porre le basi per il futuro, per non lasciarsi scappare nessuna opportunità, sia sul mercato dei giocatori che su quello degli allenatori, senza trascurare la ricerca delle indispensabili risorse economiche per affrontare con maggior serenità tutte le varie scadenze.

Così abbiamo pensato di stilare una specie di agenda per la dirigenza della Victoria Libertas, dieci cose da risolvere il prima possibile, in un elenco che decresce per importanza ed urgenza.

 

  • Ricerca a 360 gradi del main sponsor e degli eventuali secondi e terzi sponsor, perché tutte le iniziative che portano soldi in cassa sono lodevoli, ma se la società non riuscirà a firmare lo sponsor principale neanche questa volta, non avrà adempiuto al suo principale scopo, rischiando di far cadere nel dimenticatoio tutti gli altri, pur lodevoli, progetti.
  • Allargare e rivedere il ruolo del Consorzio Pesaro, perché è indispensabile aumentare il numero di aziende coinvolte, cercando anche fuori provincia, in una regione Marche che con la retrocessione di Montegranaro vedrà nella Vuelle l’unico punto di riferimento, scongiurando il rischio di perdere qualche azienda per strada. Ci vorrebbe magari una presidenza più forte di quella attuale, un manager che elenchi tutti i fattori positivi del partecipare ad una realtà in progress come quella pesarese, senza rimanere vincolato a vecchi sistemi di gestione simil bancaria.
  • Chiudere al più presto il buco lasciato dalla gestione Siviglia, perché ripartire da zero e con i conti in ordine è il modo migliore per attirare nuovi investitori, considerando che dai botteghini sono arrivati praticamente gli stessi soldi dell’anno scorso (420mila euro netti) e che rispetto al preventivo di inizio anno la VL si è ritrovata circa 70mila euro in più calcolando anche i diecimila risparmiati dopo aver concesso ad Anosike il nullaosta per i playoff francesi.
  • Firmare il nuovo allenatore, perché nella costruzione di una squadra il primo nome da mettere sotto contratto è quello del coach, con un accordo che dovrà essere siglato al massimo entro qualche settimana per partire al più presto nella creazione del roster, operazione che di solito viene fatta in comune accordo tra staff ed allenatore, cercando quei giocatori più confacenti al suo modo di intendere il basket. Poi ci sono dei coach che si adattano senza fiatare a quel che passa in convento, ma non rientrano nei nostri ideali di allenatore.
  • Confermare entro il 30 giugno i più meritevoli della stagione 2013-14, perché se è vero che Turner tenterà l’avventura Nba, e Anosike, dopo aver giocato i playoff francesi con lo Strasburgo, approderà a contratti più remunerativi, non sarebbe male ripartire da una panchina composta da uomini che hanno già dimostrato di stare bene a Pesaro e se si vorranno tenere i vari Musso, Dordei e Pecile, sarebbe ora di proporgli il contratto per l’anno prossimo, in un campionato dove gli italiani di medio livello sono difficili da trovare. Per Marc Trasolini è gia stata messa sul piatto l’opzione per l’anno prossimo, con la possibilità per la Vuelle di pareggiare eventuali offerte che arriveranno al lungo italo canadese da altre società, mentre Andrea Traini sembra intenzionato a scendere in Legadue, categoria dove dovrebbe rimanere anche Alessandro Amici, ancora di proprietà della Vuelle anche per la prossima stagione.
  • Ridare piena fiducia ed autonomia a Stefano Cioppi, confermandolo nel suo ruolo con un ulteriore biennale, perché il direttore sportivo della Vuelle ha dimostrato di conoscere il sottobosco americano come pochi altri e, non avendo i soldi per ingaggiare White o Langford, serviranno il suo fiuto e i suoi buoni rapporti con i procuratori per continuare sul solco tracciato dagli arrivi di Turner ed Anosike.
  • Stabilire fin da subito il numero degli stranieri della Vuelle 2014-15, scegliendo tra il modulo dei “poveri” (cinque italiani più cinque stranieri) e quello dei”ricchi” (12 a referto con tre extra, quattro comunitari e cinque italiani), sapendo che se confermeremo il primo si dovrà ingaggiare un altro italiano di medio valore per allungare un roster che altrimenti rischia di essere troppo corto come quello della stagione appena terminata.
  • Aumentare il peso politico della Victoria Libertas all’interno della Legabasket, perché l’elezione invernale di Minucci è stato un brutto segnale per tutto il movimento, reo perlomeno di scarsa lungimiranza sull’impatto che la “operazione timeout” avrebbe avuto sulla pallacanestro italiana e non sarebbe male se, nel nuovo organigramma che la LegaBasket si darà dopo l’elezione del nuovo presidente, il nostro Ario Costa si ritagliasse un ruolo non marginale.
  • Coinvolgere il nuovo sindaco nella ricerca di investitori per la Vuelle, perché onestamente chi governava fino a ieri da Piazza Del Popolo non ha avuto un grande potere di persuasione con le associazioni di categoria e ideare insieme al Comune un nuovo modo per garantire visibilità alle aziende ci sembra indispensabile, per uno dei pochi sport che continua a dar lustro al nome di Pesaro in giro per l’Italia.
  • Diventare il Sassuolo della pallacanestro, perché se il tuo settore giovanile negli ultimi anni non è più riuscito a produrre qualche giocatore pronto per la serie A, devi saper rimediare ai tuoi errori. L’ideale sarebbe poter contare su un paio di juniores di belle speranze che le big non possono far maturare e che a Pesaro troverebbero l’ambiente ideale per crescere, giocare 10-15 minuti in serie A è sempre il modo migliore per valutare la caratura tecnica di un giovane, mentre nelle serie minori si rischia una sopravvalutazione del ragazzo.

 

Dieci necessità da risolvere il prima possibile per una Vuelle che deve ripartire da qualche certezza, prima delle inevitabili scommesse che arriveranno dal mercato estivo, noi continueremo nella nostra opera di lavoro ai fianchi della dirigenza, spinti dalla passione che ci ha sempre accompagnato in questi tre anni di vita del nostro sito, magari non a tutti fa piacere sentirsi pungolare anche dopo aver raggiunto il risultato prefisso, con critiche e suggerimenti fastidiosi come delle zanzare (anzi zanzarone visto il fisico molto più simile a Schortsianitis che a Ravern Johnson di chi scrive), ma lo scopo comune rimane quello di avere una Victoria Libertas protagonista nel panorama cestistico italiano, sperando di depennare il prima possibile le dieci azioni da compiere in questi mesi estivi, fondamentali per costruire una Vuelle decorosa.

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