Lettera minatoria al sindaco: “Ritira la candidatura o la tua famiglia finisce male”. I carabinieri risalgono al responsabile tramite DNA

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26 maggio 2014

MONTE PORZIO – Il sindaco uscente Attilio Patrignani riceve una lettera minatoria, i Carabinieri della locale Stazione dopo 24 ore di indagini individuano l’autore.

L’ordinato svolgimento delle consultazioni elettorali è stato minato da un fatto eclatante avvento nel piccolo comune di Monte Porzio. Il sindaco uscente Attilio Patrignani nonché candidato quale consigliere comunale, il giorno prima delle consultazioni elettorali ha avuto l’amara sorpresa di trovare poggiata sul parabrezza della propria autovettura una busta anonima. All’interno uno scritto minaccioso in cui gli veniva intimato il ritiro della candidatura pena pesanti ritorsioni verso l’incolumità della sua famiglia.

Sconvolto dal fatto, il sindaco si è rivolto ai carabinieri della stazione di Monte Porzio che, con assoluto riserbo, ad “urne aperte” hanno avviato immediate indagini.

Il sindaco, con alle spalle dieci anni di mandato trascorsi in assoluta serenità, non riusciva a capacitarsi del gesto né ipotizzare chi potesse essere l’autore dello scritto minatorio.

Pur in assenza di indicazioni, i carabinieri sono partiti dai pochi elementi a disposizione. In particolar modo dalla lettera utilizzata.

Nonostante le difficoltà legate al fatto che il sabato pomeriggio le aziende sono tutte chiuse, è stato possibile rintracciare la società che produce la carta e la busta utilizzata per l’anonimo e acquisire l’elenco di tutti i rivenditori dell’area che commercializzano tale prodotto. Da lì è nata una verifica, negozio per negozio, che ha permesso di restringere il campo di ricerca.

In contemporanea è stato prelevato il DNA estratto dalla saliva utilizzata per chiudere il lembo della busta nonché le impronte papillari lasciate sul foglio ed inviate immediatamente al RIS di Roma.

Ristretta finalmente la rosa dei sospettati sono scattate le perquisizioni volte alla ricerca del materiale utilizzato per scrivere l’anonimo e, nello specifico, buste similari e pennarello utilizzati.

Dopo sole 48 ore di indagini, condotte con assoluta riservatezza, si è giunti di fronte l’abitazione di un 43enne del posto che, di fronte alla determinazione dei militari, ha ammesso le sue responsabilità e consegnato il materiale utilizzato per scrivere e imbustare lo scritto anonimo.

L’autore del fatto ha raccontato ai militari di nutrire un profondo risentimento verso l’amministrazione comunale e chi la rappresenta in quanto, a suo parere, responsabile di inerzia verso alcune sue istanze.

In particolare l’uomo pretendeva da tempo che un rudere di proprietà privata in stato di abbandono, limitrofo alla sua abitazione, venisse messo in sicurezza dall’amministrazione comunale.

A ridosso della tornata elettorale, la rabbia covata si è trasformata in un atto atroce ed odioso che ha messo in costernazione l’attuale sindaco, la sua famiglia e la giusta serenità necessaria per il regolare svolgimento delle consultazioni europee ed amministrative.

L’indagine, svolta tempestivamente e senza clamore, l’immediata individuazione dell’autore del fatto, ha permesso di restituire serenità alla consultazione e all’operato sia dell’amministrazione comunale uscente che dell’amministrazione in via di costituzione.

L’uomo è stato deferito in stato di libertà e messo a disposizione alla Procura della Repubblica di Pesaro.

Il sindaco Attilio Patrignani, appreso del positivo esito dell’indagine, è corso presso la caserma carabinieri di Monte Porzio per complimentarsi personalmente dell’operato dei militari.

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