Un “baskettaro” sotto rete: il dottor Piero Benelli racconta il doppio successo dell’Italvolley in Brasile dove cresce l’attesa per i Mondiali di calcio

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28 maggio 2014

Il dottor Piero Benelli

Il dottor Piero Benelli

PESARO – Toccata e fuga. Reduce dalla trasferta in Brasile, il dottor Piero Benelli, medico sportivo della Victoria Libertas, responsabile della salute della Nazionale italiana di pallavolo, ha fatto una breve tappa a Pesaro, praticamente un paio di giorni con la splendida famiglia, ma anche onorando gli impegni di lavoro nel Poliambulatorio Loreto, in Via Ugolini 3, dove l’abbiamo raggiunto per farci raccontare l’esaltante esperienza vissuta sette giorni fa a Jaraguà do Sul.

Dottor Benelli, se è vero che – come ci confidarono alcuni appassionati brasiliani durante i Giochi Olimpici di Londra, la pallavolo è il loro primo sport, perché il calcio è di più, è la religione, durante la recente trasferta in World League avete toccato con mano la situazione a poco più di due settimane dal Mondiale di calcio. Quali le sue impressioni?
“E’ vero! Il volley è sentitissimo tanto che il palazzo dello sport era tutto esaurito da un paio di settimane, ma il calcio è un’altra cosa. Già all’aeroporto ti accorgi del clima che attende chi andrà in Brasile per i Mondiali. Ad accoglierti grandi manifesti che annunciano l’evento. Noi siamo arrivati a San Paolo, da dove ci siamo trasferiti a Jaraguà do Sul. Si racconta che non manchino problemi per le strutture anche se a San paolo sono decisamente più avanti. Si dice che sono un po’ in affanno altrove e l’impressione raccolta è che sia vero. Noi possiamo sperare che vada tutto bene. E’ certo che tutti parlano degli imminenti Mondiali. Durante la nostra permanenza hanno vissuto la finale di Champions League tra Real e Atletico come fosse cosa loro, vista la presenza di brasiliani in entrambe le squadre”.

La Nazionale allenata da Mauro Berruto ha dato una delusione alla tifoseria brasiliana, aggiudicandosi entrambe le partite. E pensare che l’Italia non vinceva in Brasile da undici lunghi anni.
“E’ stata un po’ una sorpresa, ovviamente graditissima per noi. Loro schieravano la formazione migliore, con tutti i titolari, in cui potrebbero inserire un paio di giocatori, ma non di primissima fascia. Forse accusano un po’ di ritardo nella preparazione, ma noi eravamo insieme da una settimana… Siamo molto felici perché la squadra ha giocato bene. Vincere due partite consecutive in casa del Brasile non è cosa di tutti i giorni…”.

Non a caso, hanno accolto male la sconfitta, tanto che a fine gara  non è mancato qualche screzio tra le due panchine in cui è rimasto coinvolto anche il dottor Benelli…
“Qualche scambio di vedute tra staff dopo punti contesi, discussi. Coach Bernardinho si è innervosito molto ed è stato polemico con noi, ma poi ci siamo ritrovati a pranzo… Niente di particolare, sono cose normali durante una partita”.

Che clima meteo avete trovato? Prandelli fa allenare gli azzurri a difficoltà che sembrano oggettive, ricostruendo una sorta di sauna brasiliana…
“Abbiamo giocato a sud, dove faceva freddino e dovevamo indossare tute di felpa. Non abbiamo sentito caldo e anche quando siamo passati a San Paolo abbiamo trovato tempo brutto. Però le previsioni annunciano che a giugno farà molto caldo e sarà tutta un’altra situazione”.

A proposto d’estate, sarà molto lunga e calda anche per la Nazionale di pallavolo…
“Una stagione molto impegnativa, che è iniziata presto finirà tardi, si spera fino al 21 settembre se – come negli ultimi anni –  arriveremo in fondo a giocarci le medaglie nei campionati mondiali. Intanto, con la trasferta in Brasile è iniziata la World League, la cui fase finale è in programma a Firenze a metà luglio. Adesso siamo attesi dalle partite casalinghe con l’Iran. Facciamo parte della poule A che comprende anche la Polonia. Poi avremo solo una settimana di riposo, quindi ci alleneremo tutto il mese d’agosto a Cavalese, disputando anche qualche torneo; uno in particolare con Brasile e Serbia. Quindi andremo in Polonia per i mondiali che inizieranno il 30 agosto e finiranno il 21 settembre”.

Nel mondo della pallavolo, lei è chiamato il “baskettaro”: come è stata accolta sotto rete la salvezza della Victoria Libertas?
“Sono stati tutti molto carini, facendomi i complimenti, anche se l’impressione è che non se l’aspettassero. Chi segue la pallacanestro credeva che la VL fosse già con un piede nel campionato inferiore. Complessivamente commenti positivi per una salvezza conquistata all’ultima giornata di cui sono veramente orgoglioso e felice…”.

Presumo che lei invece abbia fatto i complimenti ai protagonisti dello scudetto conquistato dalla Lube Macerata…
“Assolutamente sì:  Baranowicz, Kovar, Parodi e Zaytsev stanno vivendo qual che abbiamo vissuto a Pesaro a fra gli anni ’80 e ’90, quando la VL vinse due scudetti e ne perse uno per la monetina. Erano i miei primi anni (il dottor Benelli è medico sportivo della Victoria Libertas dalla stagione 88/89; ndr) e facemmo anche le Final Four di Champions League. Negli ultimi quattro anni, Macerata ha vinto due scudetti. Sono leader nel panorama nazionale anche per impegno economico e mi sento di  paragonarli alla Milano del basket. Di conseguenza lottano giustamente per vincere”.

Credo che tanti complimenti li avrà fatti anche a Dragan Travica, il regista azzurro protagonista di una stagione fantastica nel Belogorie Belgorod, campione d’Europa e del Mondo.
“Paradossalmente hanno perso la finale nazionale per colpa di una formula strana… Hanno vinto quattro delle cinque manifestazioni a cui hanno partecipato, tra cui Mundialito e Champions League. Dragan mi ha detto di avere trovato un ambiente fantastico, in una squadra super anche dal punto di vista dei rapporti umani. Ed è cresciuto molto sotto tutti i punti di vista”.

Una toccata e fuga, dunque, perché già da stasera l’Italvolley maschile è a Trieste per preparare la doppia sfida all’Iran, in programma venerdì nel capoluogo giuliano e domenica a Verona.

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