La palla a spicchi entra nella fase clou: le semifinali scudetto ai raggi X

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29 maggio 2014

Scavolini Siviglia-Milano, Luca Dalmonte

Coach Luca Dalmonte nella foto Marco Giardini

PESARO – Alla fine probabilmente lo vincerà l’Emporio Armani questo scudetto, ma non possiamo certo affermare che Milano sia uscita rinfrancata da questi quarti di finale, anzi. I ragazzi di coach Luca Banchi hanno dovuto ricorrere alla bella per avere ragione di una commovente Giorgio Tesi Group, arrivata allo spareggio incerottata e con una rotazione ridotta ai minimi termini. Troppo poco per sperare di espugnare il Forum milanese, ma Pistoia è stata la vera sorpresa di questo turno, una squadra capace di contrastare la corazzata milanese con il suo gioco atletico e una zona adeguata che ha messo completamente in crisi l’Armani, che per lunghi tratti ha sofferto le alchimie di coach Moretti, vero vincitore morale di questa serie insieme al talento di Brad Wanamaker, prossimo uomo mercato delle big.

Difficile dire dove finiscono i meriti di Pistoia e cominciano i demeriti di Milano che comunque, quando riesce a giocare secondo i suoi ritmi, dà sempre l’impressione di poter dominare l’avversario, ma uno scontato tre a zero è diventato un tre a due sofferto, con i lombardi che hanno sperperato vantaggi anche di 16 punti, condizione ideale per chiudere le partite e che invece hanno avuto un effetto boomerang sulla capacità di concentrazione dei giocatori dell’Armani, che non potranno concedersi troppe distrazioni con l’aumentare del tasso tecnico delle avversarie.

E sarà il Banco di Sardegna il prossimo ostacolo di Milano verso lo scudetto, dopo che i sardi si sono liberati senza troppi problemi di un’Enel in completa crisi, con un una sola vittoria nelle ultime otto partite disputate. Troppa la differenza sul parquet tra una Sassari proiettata verso l’Europa con una reale possibilità di qualificarsi per l’Eurolega grazie alla quasi scontata esclusione di Siena, e una Brindisi che non aveva più niente da chiedere al campionato dopo un girone d’andata giocato ad altissimo livello che forse aveva illuso tutti sul reale valore della squadra di coach Bucchi, troppo dipendente dalle lune di Jerome Dyson e con pochi centimetri da opporre nella lotta sotto i tabelloni per competere ad altissimo livello.

Nella parte bassa del tabellone continua a sorprendere Roma, data sempre in crisi e che invece è riuscita a raggiungere l’ennesima semifinale scudetto della sua storia, rifilando un perentorio tre a zero all’Acqua Vitasnella Cantù, con i brianzoli che sembrano arrivati alla fine di un ciclo, con le probabili partenze di tutti i big, da Aradori a Leunen, da Cusin a Jenkins, ma non era per niente scontato il passaggio del turno dell’Acea, brava ad espugnare per due volte il Pianella, impresa mai riuscita da nessuno nella regular season, grazie al solito gioco efficace predisposto da coach Dalmonte, allenatore magari non spettacolare nel suo modo di intendere la pallacanestro, ma che riesce a coniugare un attacco ordinato ad una difesa utile al suo scopo.

Ma è il quarto di finale tra Siena e Reggio Emilia quello che ha dato più emozioni agli spettatori neutrali, con una serie ad alto livello terminata alla quinta partita. Dopo che gli emiliani erano riusciti ad espugnare il PalaEstra in gara uno, i campioni d’Italia hanno vinto gara quattro e gara cinque in un crescendo di emozioni terminate con la clamorosa schiacciata in riverse di Tomas Ress, vera fotografia della voglia dei giocatori della Montepaschi di non abdicare nonostante tutte le vicende giudiziarie che gli volteggiano intorno. La Grissin Bon poteva essere la sorpresa di questi playoff, ma ha sprecato il matchball in gara 4, finendo per giocarsi tutto alla bella, dove esperienza e abitudine alla vittoria contano ancora qualcosina, ma Reggio Emilia sembra intenzionata a rimanerci nell’élite del campionato e se riuscirà a trattenere i suoi big (Cinciarini, White e lo stesso Riccardo Cervi) potrà dire la sua nell’immediato futuro.

Già dalle semifinali si comincerà a giocare al meglio delle sette partite, con la formula 2-2-2-1 già sperimentata nella scorsa stagione, nella speranza che siano serie equilibrate e spettacolari per attirare gente sia nei palazzetti che davanti alla televisione, con Raisport che garantirà le dirette di tutte le partite – tennis o pallamano permettendo – si comincia da venerdì sera con il match tra Milano e Sassari, in un’alternanza che andrà avanti per tutta la prossima settimana. Dopo aver fatto l’ennesima pessima figura con i pronostici dei quarti di finale (nessun risultato pieno preso e previsione completamente sbagliata per Roma e Siena) ci riproviamo con quelli per le semifinali:

 

EMPORIO ARMANI MILANO (1° CLASSIFICATA) – BANCO DI SARDEGNA SASSARI (4° CLASSIFICATA)

Milano ha dimostrato di soffrire le difese adeguate degli avversari, mentre, se lasciata libera di esprimersi al top, torna ad essere la schiacciasassi capace di 21 vittorie consecutive prima delle due sconfitte pistoiesi e questo potrebbe essere di cattivo auspicio per coach Sacchetti, sempre in difficoltà quando c’è da contenere lo strapotere tecnico e fisico degli avversari. Langford e Hackett sono andati finora a corrente alternata, con l’Armani che si è dovuta attaccare al solito David Moss nei momenti più delicati e aspettiamo ancora una partita dove sia Samuels che Lawal riescano ad imporsi contemporaneamente sui centri avversari. Sassari ha messo in mostra il solito Drake Diener versione Mvp (straordinario il suo primo quarto in gara 2 contro Brindisi) e sta avendo un buon contributo dalla panchina con Brian Sacchetti e Marques Green bravi a rendersi utili quando chiamati in causa, anche se molte delle possibilità del Banco di approdare in finale passeranno per la capacità dei suoi lunghi di contrastare i centri milanesi.

IL PRONOSTICO DI PU24
Milano avrà il fattore campo favorevole fino alla fine dei playoff e questo è sicuramente un bel vantaggio per i lombardi che hanno dimostrato di soffrire i campi caldi come quello di Pistoia e a Sassari troveranno un ambiente ancora più incendiario, anche se sempre estremamente corretto. L’Armani potrebbe accusare quel pizzico di stanchezza dovuto alle due partite in più disputate rispetto ai sardi, ma l’effetto durerà solamente in gara uno, chiave della serie se il Banco sarà capace di espugnare il Forum. Sassari dovrà in ogni caso mantenere sempre la battuta nei suoi turni casalinghi per poter sperare di arrivare in finale, compito non semplice con il passare delle partite.
Giocare ogni 48 ore dovrebbe avvantaggiare l’Armani, con 12 giocatori 12, mentre le rotazioni di Sassari si fermano a 9, se Milano non perderà il servizio in gara uno diventa la nostra favorita d’obbligo: Milano – Sassari 4-2.

 

MONTEPASCHI SIENA (2° CLASSIFICATA) – ACEA ROMA (6° CLASSIFICATA)

Siena è ancora viva e non è una bella notizia per le avversarie e se vogliamo dirla tutta neanche per il movimento cestistico italiano che non sappiamo come riuscirebbe a gestire l’ottavo scudetto consecutivo della Montepaschi, con la giustizia sportiva che potrebbe cavarglielo la settimana successiva. Per adesso il parquet ha dimostrato che i giocatori di Crespi sono ancora un osso duro per tutti, perché l’esperienza non si compra la terza domenica del mese al mercato di Piazzale Carducci, ma è un valore aggiunto dato dall’abitudine di vincere le partite che contano e nei playoff vale molto di più di un pick and roll ben eseguito. Haynes ed Erick Green saranno i sorvegliati speciali della difesa romana in un settore esterni che può contare anche sul tiro di Janning, mentre sotto canestro la Montepaschi dovrà recuperare Othello Hunter al 100% per contrastare il nigeriano Mbakwe.
Roma è consapevole che un suo eventuale approdo in finale gli aprirebbe nuovamente le porte dell’Eurolega, competizione che presenterebbe costi aggiuntivi notevoli per una società che in questa stagione ha diminuito notevolmente il suo budget, ma l’occasione per ritornarci nuovamente dopo quella del 2013 è troppo ghiotta per un gruppo che non ha mai goduto di grande considerazione quest’anno. Mayo e Mbakwe sono le punte di diamante di un gruppo ben assortito con un roster allungato dopo l’arrivo del montenegrino Kanacevic. Coach Dalmonte proverà a fermare la Montepaschi con dei minuti di zona match-up ma è sotto canestro che dovrà giocarsela alla pari per non lasciare il controllo dei rimbalzi a Siena.

IL PRONOSTICO DI PU24
Come nella sfida tra Milano e Sassari, sarà molto importante l’esito di gara uno, con Roma che dovrà tentare di sorprendere una Montepaschi stanca per le cinque battaglie sportive contro Reggio Emilia, altrimenti non sarà semplice per l’Acea ribaltare il fattore campo, anche se in una serie a sette le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Siena cercherà di chiudere i conti i conti il prima possibile sfruttando la carica agonistica proveniente dai mille problemi che le orbitano intorno, ma Roma dovrà essere abile a sfruttare ogni piccola indecisione dell’avversaria in una serie che sarà più equilibrata di quello che si pensi con diverse vittorie esterne, ma, se gli infortuni non ci metteranno lo zampino, la Montepaschi diventa la nostra favorita: Siena-Roma 4-3.

 

Appuntamento con i playoff tra una quindicina di giorni, mentre la settimana prossima faremo il punto della situazione della nostra Vuelle.

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