Seri risponde a Omiccioli: “Non basta difendere Fano, bisogna battersi per il suo sviluppo come farò io”

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29 maggio 2014

Massimo Seri Noi città

Massimo Seri

FANO – “Com’era prevedibile i leitmotiv usati ripetutamente durante la campagna elettorale da tutti i candidati a sindaco sono diventati cavallo di battaglia dell’unico antagonista rimasto. I cittadini saranno ormai stanchi di ascoltare ma ancora una volta non ho nessun problema a ribadire il mio impegno verso Santa Croce e Aset”.

Così Massimo Seri, candidato sindaco di Fano per il centrosinistra, che risponde così a Omiccioli del M5S: “Aset deve rimanere un’azienda pubblica e autonoma. La considero un patrimonio della nostra città da preservare e tutelare, come tutelati devono essere i dipendenti. Credo fortemente nel valore di questa società e non solo mi impegnerò per difendere la sua autonomia ma per incoraggiare il suo sviluppo.

“Sanità: sono per la difesa del Santa Croce. Il nostro ospedale va tutelato e rafforzato. Da sindaco il mio impegno sarà rivolto a preservare i reparti che permettono un corretto funzionamento: un pronto soccorsoefficiente e fornito, una rianimazionee un’anestesia, una chirurgia e un trasfusionale, va mantenuta un’attività chirurgica di base (in elezione e in urgenza)“.

Frecciata di Seri al suo competitor: “Capisco il momento di malumore del “Movimento a 5 stelle” deluso da un risultato che ha tradito aspettative ben più gloriose ma a farmi sorridere le proprio le dichiarazioni di Omiccioli: credo che chiunque si candidi a sindaco lo faccia per difendere i diritti della propria città. Io aggiungo che mi impegnerò anche per il suo sviluppo. Non mi limiterò a difendere i cittadini, Fano merita di più: è una città che ha perso tante opportunità ma che ha le risorse necessarie per crescere e per riacquistare il peso politico che le spetta negli importanti tavoli decisionali. La sintonia con il Governo centrale può sicuramente giocare a nostro favore: Fano uscirà dall’isolazionismo in cui è stata gettata, riacquisterà il suo peso politico in tutti i tavoli di governo. Soprattutto in quello dove si decide il futuro della sanità. Fano tornerà ad essere la terza città delle Marche non solo per numero di abitanti ma per autorità e rispettabilità. E questo è possibile solo attraverso il lavoro di amministratori in grado di dialogare con gli altri enti per risolvere problematiche più ampie di quelle cittadine. La nostra città ha bisogno di amministratori competenti, credibili e in grado di fare tutto questo”. Firmato Massimo Seri (Fare Città, Noi Città – Seri Sindaco, Partito Democratico, Sinistra Unita, Partito Socialista Italiano, La Fano dei Quartieri, Noi Giovani – Seri per Fano).

2 Commenti to “Seri risponde a Omiccioli: “Non basta difendere Fano, bisogna battersi per il suo sviluppo come farò io””

  1. Francesco Maria Cecchini scrive:

    I numeri dicono che al ballottaggio sui pentastellati prevarrà il candidato ex-socialista PD e la città di Fano dovrà ripetere la stessa squallida esperienza delle due amministrazioni PD dal 1994 al 2004. All’interno della giunta si insulteranno e si scanneranno ex socialisti ed ex comunisti come hanno sempre fatto e prenderanno decisioni che più che all’interesse della città si rivolgeranno a soddisfare le proprie ambizioni e gli affari del loro partito.
    Coloro che mi conoscono e mi leggono, e che sono stati con me testimoni sanno che posso raccontare ai più giovani tante cose.
    Ma i fatti del passato non interessano chi non ha memoria o vuole dimenticare. Io non posso constatare con disprezzo e vergogna che uomini del vecchio e glorioso partito socialista siano la foglia di fico di quanti nel vecchio PCI non hanno alzato un dito per impedire la cannibalizzazione demagogica del loro partito.
    Penso a Bettino Craxi, l’uomo più odiato dai comunisti. Non sono mai stato socialista ma il giorno del ballottaggio non andrò a votare. Mi recherò in Tunisia a rendere omaggio alle spoglie di Craxi.

  2. Andrea Tomasetti scrive:

    il PD è nato ad ottobre 2008….resti in Tunisia, non se ne sentirà la mancanza, di comici e buffoni siamo già pieni

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