Truffavano preti e frati con false donazioni: nei guai due bolognesi, a Fano avevano tentato l’ennesimo raggiro

di 

31 maggio 2014

PESARO – Truffavano i preti e frati della nostra provincia con il sistema delle false donazioni, Lo scorso 16 maggio, nell’ambito di un mirato servizio di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, personale della Squadra Mobile di Pesaro rintracciava ed identificava in Fano due cittadini italiani, rispettivamente di anni 56 e di anni 60, residenti a Bologna, già noti alle Forze dell’Ordine.

L’operazione partiva da alcune segnalazioni giunte alla Polizia circa tentativi di truffe perpetrati ai danni di Parroci in questa Provincia, ad opera di soggetti specializzati nel c.d. “sistema della falsa donazione”.

In sintesi, la vittima, preventivamente individuata, viene avvicinata dal truffatore che, fingendosi l’esecutore di un consistente lascito testamentario in suo favore, la convince ad anticipare in contante fantomatiche spese notarili per al registrazione dell’atto (di solito alcune migliaia di euro). Il truffatore, una volta entrato in possesso dell’anticipo, fa perdere le proprie tracce.

In tale contesto, a fronte di un’ulteriore segnalazione da parte di un frate, che svolge l’incarico di economo presso un Ordine ecclesiastico della zona, insospettito dalla telefonata pervenutagli ad opera di un uomo, che presentatosi come l’esecutore di un lascito di 90mila euro in favore dell’Ordine, chiedeva un appuntamento per la definizione della pratica, gli investigatori della Squadra Mobile organizzavano un servizio di appostamento sul luogo fissato per l’incontro, ovvero il parcheggio dell’Ospedale Santa Croce di Fano.

Nella circostanza gli Agenti avevano modo di notare, all’interno del parcheggio, due soggetti, distinti ed elegantemente abbigliati, che ivi stazionavano in evidente atteggiamento di attesa.

All’arrivo del religioso, però, i due uomini in questione, dopo un periodo di osservazione, con ogni probabilità insospettiti dal suo comportamento circospetto, anziché avvicinarlo, raggiungevano la vettura con la quale erano giunti in loco e che avevano lasciato parcheggiata in uno dei stalli, accingendosi ad allontanarsi.

Bloccati dagli Agenti, i due venivano identificati. I successivi accertamenti consentivano di acquisire elementi tali da far ritenere estremamente realistico che gli stessi, sospettati di essere professionisti del genere, intendessero perpetrare una truffa con il sistema indicato, poi desistendo per il su esposto motivo. Conseguentemente, nei loro confronti venivano attivate le procedure per l’emissione di provvedimenti di allontanamento con divieto di ritorno in questa giurisdizione.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>