Gli distrugge l’auto parcheggiata sotto casa e fugge, lui la rintraccia grazie a facebook

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3 giugno 2014

L'auto demolita in via Respighi

L’auto demolita in via Respighi

PESARO – La sua auto, parcheggiata sotto casa, in un secondo è stata distrutta, accartocciata, devastata nella fiancata destra e in buona parte del muso. A demolirla, a farne schizzare i pezzi in tutta la strada, è stata un’altra auto che subito dopo si è data alla fuga nonostante si lasciasse dietro, a ogni metro percorso, vetri e parti di carrozzeria, e all’interno avesse pure gli airbag esplosi.

E’ accaduto ieri sera, intorno alle 19.30, in via Respighi.

La macchina vittima del flipper è di Massimo Fattori che, subito dopo l’impatto, impaurito dal botto, si è affacciato dalla finestra di casa e come prima reazione ha avuto quella di chiamare un’ambulanza. “Invece  quell’auto si è data alla fuga  – racconta -, fortunatamente un ragazzo era lì presente, è riuscito a scattare una foto. Ha provato inseguirla in motorino ma l’auto perdeva pezzi per strada e lui si è fermato”.

Anche via Respighi, all’angolo con via Cimarosa, è stata letteralmente seminata di pezzi di auto, compresa quella dei vicini di casa dello stesso Fattori che, dopo aver denunciato l’accaduto, ha deciso di agire in prima persona grazie a facebook: ha scritto dell’accaduto, descritto l’auto che si è dileguata e chiesto a tutti i suoi amici di condividere la notizia il più possibile per ottenere segnalazioni utili. E così è stato.

Massimo Fattori con alcuni dei pezzi della sua auto volati per strada dopo l'impatto

Massimo Fattori con alcuni dei pezzi della sua auto volati per strada dopo l’impatto

 

“Qualcuno mi ha scritto dicendo di aver incrociato in strada quell’auto ridotta a pezzi dirigersi verso il Miralfiore – racconta Fattori – Poi, un altro, ha visto l’auto distrutta, che poteva essere simile a quella che avevo descritto io, parcheggiata. Sono andato subito lì, l’ho fotografata e ho incrociato la targa con quella fotografata dal testimone. Era lei: era di una donna. Così, dopo aver fatto denuncia, le ho lasciato un biglietto con il mio numero di cellulare”. E in serata la donna ha chiamato dicendo di essere fuggita, dopo l’incidente, perché nel panico più totale.

Se da un lato è importante che, alla fine, non si sia fatto male nessuno, dall’altro ora ci sono svariate migliaia di euro di danni da pagare, una denuncia e una considerazione da tenere a mente: nell’epoca dei social network e degli smartphone dotati di fotocamera con il colpo sempre “in canna”, scappare sperando di non essere visti, peraltro alla luce del sole, in una via molto trafficata, è un’idea decisamente sconsigliabile.

 

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