Le domande di Lupus in Fabula e WWF: “Che significato ha la «rivoluzione» De Regis?”

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5 giugno 2014

Associazioni Ambientaliste La Lupus in Fabula e WWF- Pesaro

 

PESARO – Assegnare l’assessorato all’urbanistica del Comune di Pesaro ad un dirigente di Confindustria, responsabile per di più da anni del settore edilizia, è una scelta in cui non è difficile intravedere un evidente conflitto di interessi.

 

Nulla ovviamente contro la persona, l’Arch. De Regis, persona e professionista degnissima, ma sull’opportunità di questa scelta “rivoluzionaria” ci verrebbe da chiedere al neo-Sindaco: è questa la nuova strada che il Comune di Pesaro intende imboccare per garantire una vera “imparzialità” tra gli interessi economici delle imprese edili e quelli della globalità dei cittadini, che dovrebbero essere rappresentati dall’Ente Pubblico? Il coinvolgimento diretto di Confindustria nella gestione della “cosa pubblica”, era una mossa già prevista prima della tornata elettorale, nota all’interno del PD, digerita dalla base, concordata con gli eletti nel Consiglio Comunale, oppure è tutta “farina del sacco” di Ricci? E se così fosse, cosa ne pensa realmente il suo Partito, di questa “rivoluzione” al contrario? Tutti fedeli, contenti ed anche “a sinistra”?

Già sapevamo che per Ricci la semplificazione e l’accelerazione delle pratiche urbanistiche costituiscono un punto fondamentale del suo programma di governo, ma non pensavamo che potesse arrivare a tanto.

Ricordiamo la storia del “Rospo smeraldino” citato nel suo “discorso alla città” il 1 febbraio scorso (per vedere l’intervento di Ricci sul rospo smeraldino linkare l’indirizzo di seguito e guardare il video dal 28esimo minuto circa. http://www.youtube.com/watch?v=UUKK98-z1UA) un anfibio raro e protetto che per la sua presenza in un determinato habitat avrebbe rallentato una variante urbanistica: sono bastati quattro urli al funzionario competente che tutto è stato risolto, ha raccontato Ricci. Perché secondo il “nostro” Matteo la Via (Valutazione di Impatto Ambientale) e la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) “non hanno più senso …sono solo meccanismi inutili e assurdi che fanno perdere la voglia di investire” (parole testuali!). Quindi come rivitalizzare il settore dell’edilizia in crisi cronica da almeno quattro anni, a causa dell’esubero dell’offerta e della quasi totale assenza di domanda di nuove case o capannoni? Facile, si dà direttamente in mano ai costruttori il compito di programmare la crescita della città.

Chissà quante varianti tipo Xanitalia ci aspetteranno, quali valorizzazioni e che progetti di sviluppo faranno la felicità dei cittadini pesaresi! Oppure dei soliti “pochi”?

Mentre i paesi più industrializzati dell’Europa vanno verso il consumo zero di suolo, considerando il paesaggio bene comune, limitato e prezioso come l’acqua e l’aria, intanto che in Regione si discute una proposta di legge presentata da quasi 9000 cittadini che vuole limitare il consumo di suolo e lo sprawl urbano, Matteo Ricci decide di dare un segnale opposto alla città, ignorando anche quelle componenti di sinistra che lo hanno sostenuto nella recente campagna elettorale e che in passato non hanno lesinato critiche ad alcune scelte urbanistiche del precedente sindaco.

Se poi fosse vera, come riferita da una fonte di stampa, l’appartenenza del neo Assessore ad un movimento cattolico, con una forte appendice nel mondo economico, al quale aderisce anche un noto impresario edile già a capo di Confindustria, beh, allora forse ci sorgerebbero anche altre domande da porre al Sindaco!! Ma questa è ancora un’altra storia!

La Lupus in Fabula WWF – Pesaro

Ad onor di cronaca, nel discorso alla città, il neosindaco Matteo Ricci ha chiaramente delineato la linea del Comune per quanto concerne l’edilizia: costruire sul costruito. Riportiamo, di seguito, l’estratto del suo documento programmatico presentato alla stampa lo scorso 28 febbraio: 

Nuova edilizia. Dentro lo sviluppo – ha scritto Ricci – sappiamo benissimo quanto conta l’edilizia. Però dobbiamo essere anche molto chiari. L’edilizia che c’è stata prima della crisi, fino al 2008, non esisterà più. Non possiamo più continuare a consumare nuovo territorio. Su questo c’è una sensibilità diffusa. Abbiamo bisogno invece di concentrarci nelle trasformazioni urbane. E nel considerare gli edifici non solo luoghi dei servizi, del lavoro, della residenza. Se vogliamo cambiare mentalità, gli edifici vanno considerati nodi della nuova rete energetica che andiamo a costruire. Per cui l’efficienza energetica, la presenza di energie rinnovabili devono diventare sempre più la regola, non l’eccezione. Per perseguire un nuovo modello di sviluppo e costruire un’edilizia sostenibile differente. Trasformazione urbana. Mettiamo in moto processi di trasformazione urbana, partendo dal progetto per costruire un nuovo centro. Prendiamo l’ex Bramante: continueremo a chiedere di valorizzare l’edificio. Perchè è una grande opportunità per questa città. Significa ripensare tutto il percorso da Rocca Costanza al porto di Pesaro. Rocca Costanza ce la vogliamo riprendere: è un insulto all’intelligenza pensare che lì dentro ci vada l’archivio. Per questo troveremo quattro capannoni sfitti. Rocca Costanza, piuttosto, diventi sede di attività culturali. Rivedere l’ex Bramante significa rivedere piazza Aldo Moro, il collegamento tra il centro e viale della Repubblica, già in ristrutturazione. Vuol dire, ancora, prevedere lì un luogo dei parcheggi, lasciando perdere il parcheggio sotto viale Trieste. Perché abbiamo già il parcheggio del “Curvone” da far funzionare. Valorizzare l’ex Bramante è una grande occasione di trasformazione urbana. Facciamo un patto: il valore in più che si dà a quel bene si mette a disposizione della città. Per completare i lavori del vecchio Palas, o per contribuire a risolvere la questione dell’ex Amga. Valorizzare quel bene ci consente di mettere in moto un pezzo di edilizia. Così come il San Benedetto: l’Asur, con la Regione, ha fatto una stima che era già esagerata quando l’edilizia tirava. Adesso è il doppio rispetto al valore di mercato. Bisogna rifare la stima. Trasformiamo quel bene, fondamentale per la città, piuttosto che consumare nuovo territorio. Mettiamo in moto un po’ di economia, un po’ di lavoro sano. Ma c’è ancora altro. C’è la questione del San Domenico legata, purtroppo, alle vicende di difficoltà nelle quali si trovano le fondazioni. C’è la questione di Palazzo Ricci, che è una grande opportunità per il Conservatorio. E l’area dell’ospedale. Se si fa l’ospedale nuovo, nella parte più nuova del vecchio nosocomio si potrebbero mettere tutti gli uffici che l’Asur ha in giro per la città. Via Nanterre, via XI Febbraio, eccetera. Nella parte più vecchia invece, con la stessa volumetria, si potrebbe creare un grande progetto di trasformazione urbana. Orientando lì l’edilizia dei prossimi dieci anni. Capitolo ex carcere minorile: si stanno facendo i lavori, rimane la parte su piazzale I Maggio. La nostra idea è valorizzarla con un bando. Per realizzare bed and breakfast, dare la possibilità a qualche giovane coppia di avere la propria abitazione ed affittare delle camere. Una struttura che a Pesaro in centro non c’è se non in piccolissime dimensioni. In più, una struttura legata a cibo e cultura che andrebbe a completare quella zona e, in generale, a valorizzare ulteriormente quella parte di città.

 

 

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