Consiglio provinciale, slitta l’approvazione del bilancio di previsione 2014. Ricci alla guida dell’ente fino a fine mese

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10 giugno 2014

PESARO – Quando entreranno in vigore le nuove Province come enti di secondo livello? E si riuscirà a modificare il decreto legge 66 dello scorso aprile che prevede ulteriori tagli (solo a Pesaro e Urbino 4 milioni di euro)? Interrogativi da cui dipende il futuro di Matteo Ricci in viale Gramsci. Intanto ha annunciato di mantenere la carica di presidente della Provincia fino a fine giugno.

“I pesaresi mi hanno eletto per fare il sindaco – ha detto oggi, in quello che presumibilmente è stato l’ultimo consiglio provinciale – Disponibile a restare in Provincia per un periodo di tempo, ma se si trattasse di arrivare alla fine del 2014 la cosa diventerebbe difficile. Continuerò comunque a seguire le vicende dell’ente, che pur nelle difficoltà non muore, ma si trasforma. Sarò presente all’approvazione del bilancio consuntivo, che dovrà avvenire tassativamente entro il 30 giugno”.

Discorso differente per quelli di previsione 2014 e per il pluriennale 2014-2016, la cui scadenza è fissata al 31 luglio. E’ stato deciso a maggioranza il rinvio dell’approvazione, coi soli Tomassoli, Baldelli Falcioni contrari, Cancellieri e Lunghi astenuti.

“Avevamo presentato il bilancio di previsione il 17 marzo, prima che fosse approvato il decreto Del Rio ed il decreto legge 66 del 2014 – ha detto Renato Claudio Minardi, assessore al bilancio. Non essendoci più le condizioni, quegli schemi di bilancio non possono essere approvati. Approveremo il bilancio consuntivo entro il 30 giugno e l’avanzo di amministrazione ci aiuterà ad attenuare i tagli. Le Province non avranno quasi più trasferimenti dallo Stato dovendo anzi versare i loro tributi. Eppure le strade da asfaltare e le scuole da riscaldare e in cui fare manutenzione ci sono. Nel 2012 l’emergenza neve ci ha fatto spendere 4 milioni di euro… bene, dallo Stato non abbiamo avuto un euro”.

Il consiglio ha approvato un ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Rifondazione comunista Renzo Savelli, in cui si chiede a governo e parlamento di modificare il decreto legge 66/2014, eliminando i 440 milioni di euro di tagli alle amministrazioni provinciali. Lo stesso documento dovrà essere inviato a ministri, capigruppo parlamentari e parlamentari eletti nel territorio dal presidente del consiglio provinciale Luca Bartolucci, mentre a Ricci stesso è stato chiesto “di prendere i contatti politici per chiedere l’annullamento del taglio”.

Antonio Baldelli, capogruppo di Forza Italia, è stato durissimo, accusando l’amministrazione di avere evitato il default solo creando la società “Valore Immobiliare” per la vendita del proprio patrimonio. Critiche anche per la vicenda “derivati”, in particolare per la clausola di riservatezza “in violazione col principio di trasparenza della pubblica amministrazione, visto che si tratta dell’impiego di denaro pubblico”.

Roberto Giannotti (gruppo misto) si è detto preoccupato per il futuro dei dipendenti dell’ente, “che dovrebbero essere la questione principale, visto lo scenario che si presenta con l’eventuale commissariamento”, chiedendo al tempo stesso a Ricci di restare. Tutti comunque, anche i membri dell’opposizione, hanno ringraziato il presidente del consiglio Luca Bartolucci per l’imparzialità e l’attenzione con cui ha guidato l’assise in questi anni.

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