Rapine e furti da Fano a Milano, i carabinieri scovano pericoloso latitante. Era scappato dopo una violenta colluttazione a Monteciccardo

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13 giugno 2014

PESARO – Si chiama operazione Arkan e ha portato all’arresto di un gruppo che, per mesi, ha saccheggiato negozi ed esercizi commerciali. L’accusa è di rapina impropria e furti aggravvati. In manette sono finiti due pericolosi malviventi serbo-montenegrini, uno dei quali fuggito dopo una violenta colluttazione con i militari dell’Arma avvenuta tempo fa a Monteciccardo nei pressi del Bar Soms. Stanco Markovic, in quell’occasione, finiva in manette, mentre il complice, Gojko Perovic riusciva a far perdere le tracce di sé saltando da un muro altro tre metri per poi dileguarsi in un bosco. L’acume investigativo dei carabinieri del Nucleo Opertativo e Radiomobile della Compagnia di Pesaro, in un’operazione durata circa 4 mesi, ha portato alla fine anche all’arresto di quest’ultimo, scovato a Milano, dove viveva in alloggi di fortuna e aveva cercato di cambiare identità.

FURTI E RAPINE IMPROPRIE A FANO: COLPO DA 57.000 EURO IN GIOIELLERIA E 6.000 AL BAR PICCADILLY 

I furti e le rapine improprie erano state perpetrate al Bar Soms di Monteciccardo e anche in altri Comuni, con analogo iter, a Fano e Monteleficino, dove erano stati notati al volante di una Skoda Fabia (risultata poi di proprietà di un italiano intestatario di altre 600 auto!) e dove, una volta fermati dai carabinieri, avevano reagito con una violenta aggressione ai militari con relativa fuga di uno dei due. Da quel momento in poi è partita una caccia all’uomo che ha portato i carabinieri prima nella provincia di Rimini e poi a Milano. Intanto, durante le indagini, emergevano altri particolari come il colpo da 57 mila euro effettuato all’Oreficeria Oro e Preziosi di Fano e il furto al Bar Piccadilly (6 mila euro sottratti dalle slot machine).

PEROVIC AVEVA 16 IDENTITA’ DIVERSE

Perovic, alla fine, è stato incastrato dalla sua stessa superbia: al telefono, in molte intercettazioni, si vantava di potersi muovere liberamente per Milano, la sua città, dove ad aprile era già riuscito a sfuggire ai carabinieri di Novate Milanese. Aveva cambiato la propria immagine, però: abiti eleganti, diverso taglio e colore di capelli. Non una novità per uno che, secondo le ricostruzioni poi effettuate, risultava avere 18 diverse identità e molteplici precedenti penali.

Per leggere il comunicato integrale dei carabinieri clicca su Comunicato Stampa arkan

 

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