Cercasi soldi disperatamente: che pensano i tifosi della Vuelle?

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17 giugno 2014

Tifosi della Vuelle

Tifosi della Vuelle (foto Billi)

PESARO – Sarebbe bello poter parlare di mercato, del nuovo allenatore (ma probabilmente rimarrà quello vecchio), di nuovi giocatori o di rinnovi per quelli che hanno già vestito la canotta biancorossa la stagione scorsa. Invece siamo qui a parlare sempre di soldi, sporchi, maledetti e soprattutto pochi rispetto alle attese, perché in un modo o nell’altro siamo nella stessa situazione di un anno fa: in cassa ci sono circa un milione e duecentomila euro, cifra che ci ha acceso un flash nella nostra memoria, perché è praticamente la stessa che la Vuelle aveva disponibile nel giugno 2013.

E’ come se questi dodici mesi, dal punto di vista della ricerca delle risorse economiche, fossero trascorsi invano, con il primo sponsor che è diventato una chimera irraggiungibile e con il Consorzio Pesaro Basket che invece di aumentare di numero rischia di perdere i pezzi per strada e onestamente non ce lo aspettavamo perché, dopo il necessario periodo di assestamento, era logico attendersi una società biancorossa più decisa e scaltra nei rapporti con imprenditoria locale e forestiera, anche se come sappiamo tutti il momento economico non è dei più propizi per nessuno, ma non stiamo parlando di cifre iperboliche. Non si pretende di trovare uno sponsor da un milione ed oltre di euro o consorziati da duecentomila euro cadauno, alla Vuelle serve oggettivamente un main sponsor da 600-700 mila per poter competere a medio livello e l’unica carta da mettere sul tavolo rimane quella della Teamsystem, società solida economicamente con sede a Pesaro, anche se controllata da un fondo di investimento inglese. Ma per convincere un’azienda dinamica ed in espansione servirebbe una strategia di marketing dinamica ed in espansione da parte della Victoria Libertas, ma non sembra che all’interno dell’organigramma biancorosso ci sia la figura adatta per questo compito.

In mancanza del piano A rimangono i piani B e C: quello B è altrettanto complicato da attuare perché per trovare 8-10 nuove aziende disposte ad entrare nel Consorzio con 50.000 euro cadauno di quota servirebbe la spinta del Comune, volano indispensabile per convincere l’imprenditoria locale ad allargare i cordoni della borsa ed investire nell’unica società sportiva nel raggio di centinaia di chilometri presente in un massimo campionato, ma il neo sindaco ha tanti problemi da risolvere e il basket non è in cima alla lista delle sue preoccupazioni.

Rimane così il piano C, quello che prevede la Consultinvest come sponsor per una cifra non superiore ai quattrocentomila euro, operazione da definire nei dettagli, ma che comporterebbe la vendita del gioiello più prezioso della tua corona ad una cifra appena sufficiente per partire, senza la sicurezza di poter arrivare fino in fondo. Logicamente se a giugno ti “accontenti” di questa cifra come primo sponsor, sai già che il tuo budget non potrà mai superare i due milioni nel corso della stagione, perché al secondo sponsor non puoi chiederne cinquecentomila. Il piano C sarebbe valido se il Consorzio non perderà degli associati lungo il tragitto e se si troverà un secondo sponsor da duecentomila (Ifi?) per compensare l’uscita della Banca Marche, altrimenti la maggior entrata rispetto al 2013 rischierebbe di essere vanificata dalle maggiori uscite, perché in matematica se sommi 400 e togli 400 ti ritrovi al punto di partenza.

Altrimenti rimane sempre il piano D, lo stesso dell’anno scorso, quello che prevede di partire nudi e sperare di trovare qualche fantomatico buon samaritano che ti vesta nei mesi successivi, ma sarebbe un segnale di resa verso la tifoseria che si sentirebbe tradita da una dirigenza incapace di svolgere il suo principale compito.

Nel frattempo la Vuelle ha pagato la fideiussione di centocinquantamila euro per l’iscrizione, notizia positiva ma che non assicura necessariamente che Pesaro parteciperà alla serie A la prossima stagione, perché per vendere qualcosa devi averne prima il possesso pieno. Non è un mistero che una grande città del nord, con un budget nettamente superiore a quello pesarese, non sia riuscita a salire nella massima serie con le sue forze e che l’offerta per uno scambio di diritti (€ 500.000?) aleggi nell’aria da qualche giorno, ma in casa Vuelle per adesso sta ancora vincendo il partito di chi non vuole mollare sul più bello, capeggiato dal presidente Ario Costa e dal presidente onorario Valter Scavolini, che stanno cercando in tutti i modi di salvare il basket pesarese da una discesa di categoria o peggio, perché sono tantissime anche le formazioni di Legadue Silver che stanno cercando il loro posto al sole.

C’è ancora tempo fino al 30 giugno per reperire le risorse necessarie, consapevoli che difficilmente si raggiungeranno i due milioni e mezzo auspicabili qualche settimana fa e che, se tutto andrà per il verso giusto, si dovrebbe andare avanti con lo stesso budget dell’esercizio precedente, euro più o euro meno e allora vi chiediamo: siete disposti ad un altro anno di sofferenza, ma pur sempre in una serie A che continua il suo lento declino, con quasi tutte le squadre che avranno un budget inferiore a quello precedente?

Oppure, dopo un anno di vani tentativi di risalire la china economica, ritenete che sia arrivato il momento di prendere atto che Pesaro non è più in grado di garantire il basket di serie A ai suoi tifosi e che un eventuale declassamento sia ormai necessario?

Chi scrive ritiene che non si possa disperdere un capitale di 4000 fedelissimi e che ci siano ancora dei margini di sopravvivenza per la Vuelle nella massima serie, magari cambiando le persone preposte alla ricerca degli investitori, ma come sempre aspettiamo il vostro parere che potete lasciarci commentando il presente articolo.

4 Commenti to “Cercasi soldi disperatamente: che pensano i tifosi della Vuelle?”

  1. Hannibal Smith scrive:

    L’impressione é che a livello di Marketing in societá ci siano degli sprovveduti, perché non si riesce a capire come altre realtá riescano a trovare sponsor disposti ad investire anche in epoca di crisi come quella odierna. E l’impressione é anche che non si voglia cambiare questa situazione.
    FORZA VL

  2. fester scrive:

    a queste condizioni conviene scendere di categoria per evitare di fare un botto più grosso che farebbe scomparire per anni il basket in provincia di Pesaro(vedi montegranaro ed altri..)

  3. VisPesaro scrive:

    La domanda posta alla fine dell’articolo contiene implicitamente già la sua risposta.
    Per trovare il benedetto main sponsor servirebbero persone che sappiano “dove mettere le mani”.
    Non metto in dubbio l’onestà della persona e dell’operato di Costa & C., ma i fatti parlano chiaro: dopo un anno siamo sempre nella stessa situazione, se non peggio.
    Bisognerebbe dare il benservirto a Costa? Ma se è lui il presidente, che fa si licenzia da solo? E anche se abbandonasse, chi subentrerebbe al suo posto, visto che non sussiste dirigenza alternativa a lui?
    Ergo: siamo messi proprio male. Come la metti, la metti male, molto male.
    Pertanto, o ripercorriamo la medesima via Crucis dello scorso anno [sapendo che difficilmente un miracolo – leggi salvezza – si ripete la seconda volta], oppure ripartiamo dalla Lega Gold.

  4. Giuseppe scrive:

    se provate a pensare che l’eccellenza della moda cova le sue origini anche nelle Marche e nella vicinissima Romagna e se ancora per un attimo provate a pensare che Armani sta investendo nel basket d’eccellenza, il risultato di una speranza viene da solo! Vero è che Milano è la capitale della moda ma è altrettanto vero che il centro Italia potrebbe diventare, anche se in minor modo, una succursale dei vari stilisti marco-romagnoli.
    Ovviamente oggi fa “figo” dire “ho la qualsiasi” a Milano. Allora continuando a fare ancora sforzi di pensiero e magari con l’aiuto di un Sindaco dalle piene cariche che ci va in televisione un giorno si e l’altro pure, ci si possa mettere tutti insieme (tutti vuol dire tutti) a creare un bel piano di Marketing territoriale e sportivo per far ritornare Pesaro quella che era 20 anni fa quando la mostra del mobile era un punto di riferimento del lusso e dell’eccellenza pesarese.
    Ho scoperto che molti chiacchierano, altri “faso tutto mi”, altri ancora si fanno inserire in cariche istituzionali solo per non far vedere il buco dei pantaloni perché è stato “strappato via da un’altra.
    Allora facciamo come Renzi!! Rottamiamo il “marcio” riprendiamoci il nostro 100% di dignità che ci contraddistingueva anni orsono e rimbocchiamoci le maniche.
    Direi che questa potrebbe essere la vera cura per la nostra provincia. Bravo Ricci a non far pagare le tasse alle nuove imprese ma dov’era ill buon Matteo quando le imprese se ne andavano perché non c’erano sviluppi e quei pochi incarichi venivano dati sempre agli stessi? Ecco è ora di finirla. Si faccia una accurata ricerca di persone positive che possano lavorare al progetto e finalmente smettetela di fare i soliti pesaresi …piagnoni!!!

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