Crisi finita? Ancora no… però i dati cominciano a migliorare

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18 giugno 2014

PESARO – La produzione industriale del nostro territorio ha avuto un incremento del 4,1%. Questi i dati, relativi al primo trimestre 2014, dell’indagine del centro studi di Confindustria Pesaro e Urbino, su un campione di imprese della provincia. Variazioni positive in ogni settore dell’economia, ad eccezione delle poche aziende del settore dei minerali non metalliferi; in crescita anche le vendite, soprattutto sul mercato estero (+4,6% a fronte del +0,4% del mercato interno). Non sarà ancora una solida ripresa, però le previsioni degli imprenditori sulla tendenza delle vendite per i prossimi mesi parlano di un miglioramento, sia sul mercato interno che estero, anche se più accentuato per quest’ultimo.

Per quanto riguarda i costi delle materie prime, si registra un +3,8% sul mercato interno e un -1,4% su quello estero rispetto al trimestre precedente (diverse sono le variazioni anno su anno, che evidenziano rispettivamente un -0,7% e +1,3%). L’andamento dei prezzi di vendita vede un lieve incremento per quanto riguarda il trimestre precedente (-0,7% sull’interno e +0,1 all’estero) e un andamento in controtendenza per quanto riguarda le comparazioni anno su anno (+1,1% all’interno e +1,3% all’estero).

Nella media del trimestre gennaio-marzo 2014, i livelli occupazionali del campione di aziende oggetto di indagine sono stati sostanzialmente stabili. I livelli di cassa integrazione del periodo sono passati da 1 milione 943 mila ore dello stesso periodo del 2013 a 4 milioni e 600 mila del corrente anno ( +137,7%).

Al 31 marzo 2014, le imprese attive erano 36.287 contro le 36.924 del 2013; le imprese manifatturiere attive hanno fatto registrare una diminuzione dello 0,8% passando da 4.924 del 2013 a 4.886 di marzo 2014.

Per quanto concerne i settori, l’arredamento ha chiuso il primo trimestre con produzione a +6,8% su base annua e a +1,3% sul trimestre precedente, mentre a livello nazionale ha registrato una flessione consistente, sia nel comparto del Legno (-4,5%) che del Mobile (-8,2%). In crescita anche l’attività commerciale, sia sul mercato interno (1,9%) che su quello estero (+6,9%). Le previsioni degli imprenditori riguardo alle vendite nei prossimi mesi sono orientate al lieve miglioramento di un quadro difficile per il mercato interno e sono sostanzialmente stabili per il mercato estero. Le imprese attive nel settore al 31 marzo 2014 erano 1.308, -0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 927 del mobile e 381 del legno.

Bene anche la meccanica, che ha fatto registrare un incremento del 4,3% della produzione (la media regionale del periodo è stata di +0,9% e quella nazionale di +2,1%). Il dato sul fatturato è positivo sia sul mercato interno (+1,1%), che sul fronte dell’export (5,4%). Le previsioni per il futuro in base agli ordinativi in portafoglio, però, sono improntate ad un certo pessimismo per le vendite sui mercati interni, mentre sembrano lievemente positive per quanto riguarda le vendite all’estero. Le imprese attive del settore a marzo 2014 erano 1.421 contro le 1.440 del 2013 (-1,3%).

Andamento negativo nel primo trimestre per la produzione del tessile-abbigliamento, mentre l’attività commerciale è positiva per quanto riguarda le vendite nazionali; più difficile è la situazione sui mercati esteri. Le aspettative per il futuro sono improntate ad una sostanziale stabilità sia sul mercato interno che estero. Le imprese attive al 31 marzo 2014 erano 677 contro le 692 del precedente anno (-2,2%).

Difficile la situazione produttiva e commerciale degli altri settori – ad eccezione di quello alimentare – che presentano, tra l’altro, un aumento significativo dei propri costi sia all’interno che all’estero. Anche le prospettive per il futuro in base agli ordini in portafoglio sono improntate ad un certo pessimismo degli imprenditori.

A livello provinciale, nel primo trimestre 2014, si è osservato un aumento delle ore complessive autorizzate di cassa integrazione: nella nostra provincia si è registrata la performance peggiore (+137,7%), rispetto a Ascoli Piceno (+105,1%), Macerata (+46%) e Ancona, che ha invece registrato una flessione (-4,2%). Le ore di cig autorizzate nell’industria sono risultate in diminuzione in tutte le province delle Marche, fatta eccezione per quella di Pesaro Urbino (+54,5%). Nella nostra provincia, infine, i lavoratori in mobilità nel periodo gennaio-marzo 2014 sono stati 326 contro i 612 del precedente anno.

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