Stefanelli appende le scarpette al chiodo: “E’ ora di pensare al futuro”

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18 giugno 2014

Stefano Stefanelli in un'immagine del derby di coppa (visibile il pesarese Martini)

Stefano Stefanelli in un’immagine del derby di coppa (a fianco il pesarese Martini)

FANO – Stefano Stefanelli ha scelto: lascia il calcio giocato. Si dice che davanti ai bivi più importanti della vita non c’è segnaletica. Lo avrà pensato quando ha deciso di appendere le scarpette al chiodo per affrontare una nuova avventura. Una scelta sofferta, che ha richiesto tempo, ma che lui stesso definisce necessaria.

Grappoli di gol. Nella sua carta d’identità alla voce segni particolari, c’è scritta la sua abilità nel segnare. In carriera vanta più di 150 gol, soprattutto in serie D dove si è guadagnato la fama di bomber dell’area di rigore. Partito da Pergola, la vita da calciatore lo ha portato a Gubbio, Riccione, Pistoia, passando per Trieste.

Futuro. “A 35 anni, con un figlio che ha pochi mesi e una moglie, – confessa Stefano Stefanelli – è normale riflettere sul proprio futuro e prendere una decisione che coinvolge il domani. Appena terminata questa stagione con l’Alma Juventus, dopo un periodo di riflessione, ho ritenuto fosse giunto il momento di intraprende una nuova attività”.

Consulenze nello sport. Su quello che farà, Stefanelli ha le idee chiare: “Ho intenzione di occuparmi di consulenze nel mondo dello sport, soprattutto rivolte ad atleti e società operanti nel mondo del calcio, dove ho parecchi amici e relazioni consolidate. Poi, nei prossimi mesi ho in mente di seguire un master specifico per migliorare la mia competenza e professionalità. Parallelamente porterò avanti la mia professione di avvocato che ho intrapreso dal 2011”.

Momenti di gloria. Stefanelli, se deve individuare i ricordi che porterà dentro di sé, sceglie il passaggio alla Triestina e la vittoria del campionato con la Pistoiese: “Mi ha riempito di gioia il passaggio alla Triestina dalla Vigor Senigallia nel 2003, ma è stata emozionante anche la conquista della Serie D con La Pistoiese, nonostante fossimo i favoriti alla vittoria finale. Direi che sono questi due i momenti più rappresentativi della mia carriera. Comunque, sarò per sempre legato all’Alma Juventus che per me rimane una famiglia, visto che calcisticamente sono cresciuto con questi colori cuciti addosso. Mi auguro che un domani le nostre strade si possano ritrovare”.

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