Yara Gambirasio, insegna a Urbino il genetista che ha individuato Bossetti. Ricerche condotte personalmente su 800 campioni

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18 giugno 2014

Il genetista Emiliano Giardina

Il genetista Emiliano Giardina

Insegna a Urbino il giovanissimo professore che ha identificato il possibile assassino di Yara Gambirasio, lavorando in questi anni su 18 mila campioni genetici. E’ il professor  Emiliano Giardina, genetista, consulente tecnico per la genetica forense dei Tribunali di Roma e di Urbino, collaboratore della Polizia Scientifica della Direzione Centrale Anticrimine. Romano, classe ’76, nel 2004 ha vinto il concorso per un posto di ricercatore universitario per il settore scientifico disciplinare MED/03. Nel 2009 ha ricevìuto il premio “cavalierato giovanile” quale giovane di talento per i contributi scientifici offerti nel campo della genetica medica. E nel 2010 ha conseguito il titolo di specialista in Genetica Medica. Un cervello italiano fortunatamente non in fuga ma rimasto qui e, oggi, simbolo della meritocrazia.

OPERAZIONE AVVENIRISTICA E COLD CASE

“Operazione avveniristica. Siamo riusciti a identificare la compatibilità biologica: è stata ricostruita una famiglia senza avere madre e padre”, così ha commentato il professor Emiliano Giardina che poi ha sottolineato come in questi casi però il “Dna indichi la presenza e non necessariamente la responsabilità”. Giardina, quando la Scientifica ha trovato il campione simile a quello del presunto assassino, ha fornito un’indicazione che poi ha portato al figlio illegittimo e, subito dopo, alla ricerca della possibile madre. Nel laboratorio di Giardina sono stati condotti 600-700 campioni. Mai accaduta una cosa simile: per la prima volta è stata la genetica a fornire indicazioni agli investigatori, solitamente avviene il contrario.

DA ROMA A URBINO

Si alterna tra Roma, dove insegna e svolge ricerca a “Tor Vergata”, e Urbino dove oltre ad essere consulente tecnico al Tribunale di Urbino per la genetica forense, insegna Genetica Medica per il corso di Laurea in Biotecnologie istituito dalla Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali di Urbino ed è docente del Master Universitario di I livello in Biotecnologie istituito dalla facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Urbino “Carlo Bo”.

IL TEST DEL DNA

Ricordiamo che Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, incensurato,  è stato individuato grazie al test del Dna. La sovrapponibilità del profilo genetico di “Ignoto 1″ e del presunto killer è arrivata domenica sera al termine di un normale controllo stradale durante il quale è stato sottoposto al test dell’etilometro: una mossa che ha permesso ai carabinieri di estrarre poi il Dna del sospettato e che alla fine è risultato perfettamente coincidente con quello trovato sulle mutande della povera Yara Gambirasio, trovata deceduta 3 anni e mezzo fa a Brembate di Sopra (Bergamo).

UN LAVORO LUNGO TRE ANNI

Tutto è partito dalla madre di Bossetti, una delle donne che secondo le ricostruzioni degli inquirenti aveva avuto una relazione clandestina con l’autista Giuseppe Guerinoni deceduto nel 1999. Lo ricorderete: il suo Dna era stato prelevato dopo la riesumazione ed era stato ricondotto a quello trovato su Yara Gambirasio. A Bossetti si è arrivati quando alla donna è stato effettuato un tampone.

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