Santa Croce, la direzione medica allontana rom e senzatetto. La risposta a D’Anna

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19 giugno 2014

FANO – La direzione medica di presidio e il servizio infermieristico fanno vere e proprie ispezioni all’interno dei reparti, soprattutto nelle ore notturne, al fine di allontanare rom e senzatetto dalla struttura ospedaliera. “Anche di giorno, in collaborazione con i portieri dell’ospedale e grazie alle segnalazioni, allontaniamo persone che sostano all’ingresso dei padiglioni per chiedere l’elemosina – si legge in una nota – Il problema, vissuto dai pazienti e dagli stessi operatori sanitari, lo affrontiamo con una vigilanza constante, con frequenti sopralluoghi notturni, e agendo in modo tempestivo dopo le segnalazione del personale o degli utenti. Anche se molte zone dell’ospedale, durante la notte, sono totalmente interdette al passaggio con la chiusura di cancelli, porte di collegamento e ambulatori, altre devono, necessariamente, restare aperte per consentire le attività sanitarie”.

Conclusione. “Questi sono gli strumenti a nostra disposizione per mantenere l’ordine, oltre al coinvolgimento, quando gli intrusi oppongono resistenza, delle forze dell’ordine. E’ altrettanto vero che non possiamo risolvere da soli un problema con forti connotazioni sociali, legato alla presenza sul territorio di soggetti senza fissa dimora e nullatenenti”.

Risposta alla nota del consigliere Giancarlo D’Anna

La Direzione medica ripercorre, punto per punto, la vicenda denunciata dal consigliere D’Anna:

“Negli ultimi tre anni il Santa Croce è stato protagonista di numerosi interventi – strutturali, tecnologici e legati al comfort – che hanno migliorato la vita in reparto ai pazienti e agli operatori sanitari. Si pensi all’Oculistica, alla Geriatria, all’Unità di cure Post Acuzie o alla Nefrologia e Dialisi. Anche in Medicina Interna si è lavorato creando un’ala destinata alla Stroke Unite, ossia al trattamento delle persone colpite da ictus, e un’area – dotata di monitor, centraline e defibrillatori – riservata al ricovero per intensità di cura con sette posti letto destinati ai pazienti critici di tutto il dipartimento medico. Oltre ad avere a disposizione 12 letti regolabili elettricamente, di cui 5 destinati alla Stroke Unite, proprio in questo periodo in Medicina Interna sono in corso piccoli interventi per migliorare il comfort dei pazienti”.

“Per quanto riguarda il trasporto dal Santa Croce al San Salvatore per effettuare un esame diagnostico, il ritardo non è stato generato dall’assenza di un infermiere. Infatti, per le condizioni del paziente di cui parla il consigliere D’Anna, non era affatto richiesta la presenza dell’operatore sanitario. In accordo con la Medicina Interna, la Centrale trasporti – che coordina i collegamenti tra Pesaro e Fano –  ha ritenuto opportuno far viaggiare nella medesima ambulanza anche un altro paziente, sempre diretto al San Salvatore per un intervento programmato, ottimizzando il trasferimento. In seguito alla procedura diagnostica di arteriografia, è stato ritenuto opportuno effettuare una angioplastica agli arti inferiori, intervento che richiede una successiva osservazione e un trattamento compressivo. Il paziente non è stato abbandonato ma ospitato in un’area della Cardiologia Interventistica, detta zona filtro, posizionata tra due sale d’intervento, dove prestano assistenza gli infermieri. Purtroppo in un ospedale di oltre 100 anni, alcuni luoghi possono non apparire confortevoli ma la ristrutturazione del servizio di Cardiologia Interventistica e Radiologia Interventistica è tra gli interventi strutturali in programma. Per quanto riguarda il rientro al Santa Croce, i pazienti vengono trasportati uno alla volta in quanto, dopo la seduta operatoria, devono stare in barella ed essere monitorati. Non si tratta di un disservizio, ma di una organizzazione complessa che deve prima di tutto tutelare la sicurezza dei pazienti e le loro condizioni cliniche, al di là della velocità del trasferimento. In ogni caso ci scusiamo con il paziente; la sua segnalazione, come sempre facciamo, viene utilizzata come stimolo al costante miglioramento dei servizi e dell’organizzazione”.

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