Emergenza scuola a Vallefoglia, Dionigi e Torcolacci: “Montecchio merita una scuola non dei moduli da zona terremotata. I soldi ci sono, vogliamo risposte chiare”

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23 giugno 2014

VALLEFOGLIA – “Montecchio merita una scuola non dei moduli da zona terremotata”. Lo rimarca in una nota l’associazione Vallefoglia 2014-2024, con i consiglieri di opposizione nel Comune di Vallefoglia Andra Dionigi e Barbara Torcolacci, segnando di fatto con la matita blu la possibile soluzione permanente annunciata dall’Amministrazione comunale di Vallefoglia e riguardante il destino degli studenti della scuola “Federico da Montefeltro” di via Leonardo da Vinci nella frazione di Montecchio.

La scuola di via Leonardo da Vinci a Montecchio

La scuola di via Leonardo da Vinci a Montecchio

COME RICORDERETE

Come ricorderete il plesso scolastico è chiuso lo scorso dicembre (per leggere l’articolo dettagliato clicca su http://www.pu24.it/2013/12/02/frana-il-monte-di-montecchio-chiusa-la-scuola-di-via-leonardo-da-vinci-dove-e-in-corso-il-referendum/97626/), in seguito al rischio di uno smottamento nei pressi dello stabile e dei vicini palazzoni, dove si stavano svolgendo  le votazioni per il referendum della fusione dei comuni di S.A. in Lizzola e Colbordolo.

Come prevedibile, dopo i successivi 6 mesi di commissariamento prefettizio (che di fatto hanno reso impossibile ogni provvedimento urgente),  vista anche la pressione oggettivamente motivata dei genitori dei piccoli alunni (costretti a emigrare in parte in via Guidi e in parte accolto nell’oratorio della chiesa di Montecchio), il tema è stato uno dei punti  focali della campagna elettorale e, ora, ovviamente, bussa fortemente alle porte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Palmiro Ucchielli. Il tempo passa, la riapertura delle scuole di avvicina.

“Sulla scuola “Federico da Montefeltro” di Montecchio ci saremmo aspettati una soluzione “al di sopra” di quanto si legge sulla stampa locale – spiegano Dionigi e Torcolacci – Alla luce anche del famoso viaggio a Roma del sindaco Palmiro Ucchielli con tanto di accompagnatore ed autista”.

A nome dell’Associazione Vallefoglia 2014-2024 sottolineano: “Montecchio merita una scuola a tutti gli effetti, eventualmente costruita anche con tecniche innovative ma una scuola, non certo moduli della protezione civile che diventano poi definitivi.  Se la scelta è confermare la scuola di quartiere allora questa deve essere. Non discutiamo la soluzione geografica ma ci aspettiamo comunque migliori e dettagliate informazioni: perchè è stato scelto quel sito? Sono stati valutati altri siti? Qual è il costo dell’opera “esecutiva”? A che titolo ci arriva il terreno? E’ un acquisto, una donazione, un esproprio, una cessione da convenzione o cosa? Così sembra che l’emergenza diventi poi definitiva”.

LA SCUOLA NON PUO’ ESSERE UN PROBLEMA DI SOLDI

“Non può essere un problema di soldi – continuano Dionigi e Torcolacci – La fusione ha portato in dote parecchi “soldini” a Vallefoglia, unitamente alla coincidenze del nuovo programma nazionale di edilizia scolastica che dovrebbe riconoscerci ulteriori risorse.
Se la scuola è una priorità essa deve essere una priorità di tutta la comunità ed è quindi giusto concentrare le risorse per questa”.

ECCO COME EVITARE CHE I MODULI DIVENTINO PER SEMPRE SCUOLA

“Se si conferma la scelta della scuola di quartiere – fanno notare Dionigi e Torcolacci – si possono attrezzare moduli provvisori su terreno comunale. Vedi opzioni acquisto, affitto, affitto con riscatto. Operazione non eccessivamente onerosa e anche abbastanza veloce che permetterebbe di procedere sulla strada della costruzione della nuova scuola. Nel frattempo si potrebbe destinare il mutuo per l’ampliamento di Via Guidi alla scuola di quartiere. Ciò non pregiudica la ricerca di risorse e soluzioni per la ristrutturazione e/o ampliamento del plesso di Via Guidi, sempre tenendo conto delle risorse nazionali del programma di edilizia scolastica. Allo stesso tempo si chiede qual è la situazione del vecchio plesso di Via L.da Vinci, se sarà recuperabile e riutilizzabile per altri usi”.

SOLUZIONE RIDUTTIVA: LA SCUOLA, INVECE, HA UNA PRIORITA’ ASSOLUTA. E I SOLDI CI SONO

“Questo problema della scuola – concludono Dionigi e Torcolacci – è stato ben presente durante tutta la campagna elettorale e la soluzione che viene prospettata ci sembra abbastanza riduttiva, come a voler coprire con il minor dispendio di risorse più “cose”. Ma ripetiamo la scuola ha una priorità assoluta negli investimenti e le risorse ci sono, una volta tanto. Montecchio merita una scuola non dei moduli da zona terremotata”

 

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