Skulture, alla Casetta Vaccai la mostra di Michele Ambrosini

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24 giugno 2014

Skuture, la mostra di Michele Ambrosini

Skuture, la mostra di Michele Ambrosini

FANO – Venerdì 27 giugno, alle ore 18.30, nella suggestiva atmosfera dei sotterranei di Casetta Vaccai,in Piazzale Toschi Mosca a Pesaro, si inaugura SKULTURE, esposizione di Michele Ambrosini.

L’artista dopo anni trascorsi a Milano e Parigi, attualmente risiede a Fano. La sua ricerca, condotta con vivacità intellettuale eclettica e con strumenti concettuali che gli derivano da una formazione umanistica, è rivolta essenzialmente al trattamento della figura umana e privilegia il grado più viscerale della comunicazione.

“La vita sembra concentrarsi in un sguardo assorto che tuttavia è rivolto a chi guarda, uno sguardo privo dell’abito mentale della civiltà, dolorosamente affrancato anche dalla Kultur. E qui il gioco del titolo diventa caustico con il semplice innesto di una lettera K. La cultura nel suo insieme e nella sua storia, compreso il lato in ombra del valore di mercato, viene come smascherata,le viene tolta la maschera, l’abito relazionale, la consuetudine dello scambio dei significati, dietro il quale appare l’individualità di ogni solitudine.

In effetti queste teste innescano a modo loro un dialogo, sebbene sembrino contratte nell’acme di un gesto individuale e unico, quel gesto delle guance, dell’incavo degli occhi, dell’ovale di una calotta cranica, quasi a punta arrotondata, particolari che accentuano l’espressione, sostituiscono il linguaggio con le smorfie e la semplicità ineffabile di chi non ha bisogno di parole, anzi nelle facce che hanno le labbra chiuse (e ci sono vari modi di chiudere le labbra) il silenzio diventa più eloquente e quasi doloroso e primordiale e contemporaneo. Viso, volto … ma poi la faccia è solo la parte anteriore della testa, mentre qui abbiamo le teste per intero, e sebbene sia la faccia a incaricarsi dell’espressione, in realtà non sempre accade in questo campionario di sculture in terracotta e ceramica di Michele Ambrosini, perché le fattezze delle teste sono piuttosto strane, raramente equilibrate, sembrano invece marcare uno scarto, uno scarto lieve tra la consapevolezza della condizione umana e un accenno espressionistico. La scultura è un togliere per aggiungere, fino a un punto di equilibrio nel quale una testa sembra rendersi autonoma, un soggetto.

Il problema della somiglianza non mi sembra importante, anzi, è persino ininfluente il sesso; spesso è indecifrabile se si tratta di testa maschile o femminile, e inoltre certe fattezze sono spinte verso il caricaturale se non verso il metamorfico. Fisionomie, l’insieme dei caratteri somatici di una persona … sì il termine è più corretto per queste sculture perché aggiunge all’aspetto fisico la possibilità di conoscere, cioè la possibilità di conoscere o immaginare tutto ciò che sta dietro quei volti ma anche la possibilità di farsi conoscere per chi si esprime attraverso quelle espressioni facciali, così la somiglianza ritorna in gioco in quanto antropologia di silenzi scolpiti, scavati, che inquietano chi li osserva.

Per la profondità è necessaria la semplicità, nelle sculture la semplicità è evidentemente e prima di tutto quella del materiale, la terracotta da accarezzare, palpare, modellare, plasmare, sagomare, un rapporto diretto tra le mani e questa argilla elementare, che alla fine può anche venire vetrificata, smaltata, per accentuare il fantasmatico dal quale è nata, con cupi verdi, neri liquidi o gialli irreali.

Non solo teste, infine, ma anche corpi, in posture che mettono in luce, con una vena teatrale, da teatro dell’assurdo, un contrasto che la contemporaneità sta esaltando, quello tra animalità e pensiero, tecnologia e

corpo, consapevolezza esistenziale e quel qualcosa di fuggevole e spirituale che, dopo avere indossato vari nomi, è svanito lasciando orfani e senza parole i corpi, soprattutto le teste. Una semplice folla di testimoni in un punto critico dell’evoluzione della specie.

La mostra resterà aperta fino al mese di agosto.

L’ingresso è libero tutti i giorni dalle 16 alle 21.

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