Arrestati 3 ladri di pentole: ne avevano prelevate 13.000 dalla Domo di Saltara. Valore 130mila euro

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25 giugno 2014

FANO – “Il diavolo e le pentole”. Questo il nome dell’operazione dei carabinieri della stazione di Saltara e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Fano che ha portato all’arresto di 3 persone in flagranza, ritenute responsabili di furto aggravato in concorso.

Gli arrestati. Dietro le sbarre – come comunicato dai carabinieri – sono finiti Sergio Cormio, bracciante agricolo di 38 anni, Savino Cortese, operaio edile di 36 anni, e Raffaello Carretti, 46enne autotrasportatore. Tutte e tre sono foggiani di Cerignola, i primi due sono già noti alla giustizia (il primo per truffa, ricettazione, rapina e stupefacenti, il secondo per rapina, furto, stupefacenti e sequestro di persona) mentre il terzo è incensurato.

I fatti. Alle 21.50 di ieri sera, alla centrale operativa della compagnia carabinieri di Fano è arrivata una telefonata di una fanese che segnalava di aver sentito il rumore di un frullino che incideva su metallo. La donna ha raccontato di aver visto anche le scintille, provenienti da un cancello della Isa Infissi, ditta di Borgaccio di Saltara. Una pattuglia di militari s’è catapultata sul posto, notando – dopo attenta analisi, che sul cancello c’era una catena in ferro che legava il passo carrabile con quello pedonale. Un anello della catena, però, era tagliato, sostituito con un moschettone facilmente apribile. Era chiaro che si trattava dinnanzi ai preparativi di un furto imminente. Ecco che i carabinieri si sono posizionati davanti alla Isa Infissi ad aspettare che si materializzasse il colpo, con alcuni uomini messi anche sulla Flaminia e sul ponte Metauro, nelle eventuali vie di fuga. Fino alle 23.20 i carabinieri hanno ascoltato nell’area posta sotto osservazione voci e rumori. Poi il silenzio, sino all’1.30 di notte, quando all’interno della recinzione della ditta è passata l’auto della vigilanza. Allontanatasi, i carabinieri hanno udito una voce meridionale che, tramite walkie-talkie, pronunciava testuali parole: “Tra 10 minuti dovete venire qui”. Poco dopo si è sentito il rumore metallico derivante dalla forzatura del motore del cancello. “Vieni giù e fai 50 metri più avanti”, le successive parole che avrebbero udito i carabinieri, seguito dal rumore di apertura del cancello della ditta e dell’arrivo di due camion a fari spenti. I militari, visto il buio, hanno evitato l’irruzione, decidendo di cinturare tutta la zona circostante. I militari si sono accorti che l’obiettivo dei malviventi non era la Isa Infissi ma l’adiacente Domo, azienda che produce pentole in alluminio. Poi, pochi minuti dopo le 4 di notte, hanno visto uscire i due mezzi pesanti notati precedentemente.

Il fermo. I militari hanno bloccato i due mezzi nel centro di Calcinelli, in via Ponte Metauro, prima che questi imboccassero la superstrada in direzione Fano e quindi, presumibilmente, dell’autostrada. Su entrambi i mezzi c’era una quantità impressionante di pentole già confezionate, prelevate alla Domo, oltre a materiali atti allo scasso e ai walkie-talkie utilizzati per le telecomunicazioni. In tutto 13.000 le pentole prelevate, per un valore stimato di circa 130mila euro, utilizzando – dicono sempre i carabinieri – i muletti della stessa ditta per caricare le pedane già imballate con il pentolame asportato. Sergio Cormio, Raffaello Carretti e Savino Cortese sono stati arrestati e, come disposto dal pubblico ministero, condotti nella vicina casa circondariale di Villa Fastiggi, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le foto fornite dai carabinieri

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