Ricci “master chef” dello sport pesarese: a cena con gli imprenditori per non far “bruciare” Vuelle e Vis

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26 giugno 2014

PESARO – Come in quel film con Spencer Tracy e Sidney Poitier: Indovina chi viene a cena? Se lo sono chiesto tanti sportivi pesaresi, ieri, alla notizia di un incontro tra il sindaco Ricci (in compagnia di Franco Arceci) e gli imprenditori pesaresi che non erano riusciti a partecipare al precedente rendez vous da Scavolini.

Non è stata un’ultima cena, anzi. Ne seguiranno altre. Il sindaco Matteo Ricci, ieri sera, ha incontrato diversi imprenditori pesaresi in un incontro conviviale offerto da Alceo. Sul tavolo, non solo metaforicamente, la richiesta forte e chiara di aiutare lo sport pesarese.

A partire dalla Vuelle in quanto unica realtà pesarese a calcare il massimo campionato sportivo nazionale. Ovviamente, l’aiuto è stato richiesto anche per tutto il restante sport pesarese con la Vis Pesaro, Volley e Rugby in testa.

Presenti, tra gli altri, Bertozzini, Renco, Cmt, Tamburini, Diotallevi, broker finanziari come Leva…  Altri a cui era stato spedito l’invito, invece, non si sono presentati. La scelta era libera. I presenti sono stati tutti sollecitati: chi può, ora, è tempo che dia (o continui a dare) una mano allo sport pesarese per due motivi precisi. Il primo: sociale, inteso come sostegno alla città. Il secondo: per il ritorno di visibilità che comunque lo sport da sempre garantisce.

Matteo Ricci si è detto “moderatamente ottimista”. Ma poi ha ricordato: “Il compito dell’Amministrazione è questo. Non può andare oltre. Deve far crescere una coscienza collettiva”. Come dire: poi, per concretizzare e  firmare i contratti, trovare un accordo, invogliare queste realtà a credere e investire nello sport come vetrina, ci devono pensare le società e di dirigenti delle società.

A ciascuno le proprie spine: la Vuelle forse paga, per assurdo, anni di splendido “monopolio” Scavolini, uno sponsor padre-padrone che ha disabituato a un lavoro di marketing capillare, da combattimento e innovativo. La Vis, invece, sconta la categoria (la Serie D, come richiamo mediatico, non può competere con la Serie A1 di Basket per quanto bistrattata da Tv e giornali) e probabilmente la mancanza di ufficio marketing che operi a 360 gradi. Chi come Diba si è affidato alla Vis si è trovato bene e ha pure ricevuto un discreto riscontro ma trovare altri signor Baronciani, ancora prima di convincerlo con i fatti (squadra pesarese, gente giovane, coinvolgimento cittadino, progetto serio) resta una missione quasi impossibile.

 

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