Montecalvo, alla Dmm spa la Fiom primo sindacato. Osservatorio sui bilanci delle imprese locali

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27 giugno 2014

PESARO – Un alto importante riconoscimento per la Fiom Cgil Pesaro. Alla Dmm spa (nel comune di Montecalvo in Foglia, provincia di Pesaro Urbino), l’azienda metalmeccanica, specializzata in componentistica per arredi e non solo (102 dipendenti), i lavoratori hanno eletto 2 delegati Fiom nella Rsu aumentando i consensi rispetto alle ultime elezioni.

Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil ha ottenuto il 64 per cento dei voti.

La Dmm spa è una industria che investe nella ricerca, nella innovazione e si autodefinisce produttrice “di meccanica sartoriale”, un brand che richiama l’importanza e la qualità dell’artigianato, applicate ad una impresa di media dimensione.

Per il segretario provinciale generale Fiom Marco Monaldi: “Il nostro sostegno ai lavoratori, la nostra presenza nelle aziende e l’impegno della Fiom ci hanno premiati. Non solo questa in questa importante impreresa ma anche in molte altre. La fiducia dei lavoratori è il primo passo verso una rappresentanza reale e costruttiva. . Nel nostro territorio, la Fiom aumenta il consenso tra i lavoratori. E non possiamo che dirci soddisfatti, continuando, però, il nostro impegno per la tutela e la contrattazione di secondo livello”.

OSSERVATORIO SUI BILANCI DELLE IMPRESE LOCALI

“IL SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE E LE SFIDE PER UN NUOVO SVILUPPO E NUOVE RELAZIONI INDUSTRIALI”. Era questo il titolo della XVI edizione dell’Osservatorio sui bilanci delle imprese locali e delle dinamiche congiunturali del territorio della provincia di Pesaro Urbino, svoltasi questa mattina al Warehouse Coworking Factory di Marotta di Fano. Presenti Corrado Paccassoni e Stefano Canestrari (Curatori della ricerca), Walter Cerfeda (Presidente di IRES CGIL Marche), Giancarlo Ferrero (Pro Rettore Vicario Università degli Studi di Urbino) e  Simona Ricci Segretaria Generale CGIL Pesaro Urbino.

Se sei vi sembrano pochi. Sei anni di crisi che hanno cambiato il volto produttivo e sociale del nostro territorio provinciale. Lo si comprende perfettamente dalla lettura incrociata delle dinamiche congiunturali e dell’analisi comparata dei bilanci delle imprese del territorio. Pur non dovendo mai rinunciare all’analisi e all’approfondimento, da tempo diciamo, insieme ai colleghi di Cisl e Uil, che questo è il tempo della definizione condivisa delle strategie per uscire dalla profondissima recessione in cui siamo finiti, è il tempo di reagire, è il tempo delle azioni di sistema, è il tempo di investire sul futuro produttivo e sul lavoro. Molte sono le suggestioni che anche quest’anno l’Osservatorio sulle dinamiche congiunturali e sui bilanci delle imprese del territorio ci offre.

Tutte, dal nostro punto di vista, portano alle stesse conclusioni che, del resto, molti attenti studiosi e conoscitori delle caratteristiche del nostro tessuto produttivo ci suggeriscono. Investire sull’innovazione, sulla qualità del lavoro, sul contesto economico e sociale, sulle reti d’impresa per crescere e stare nel mondo globalizzato. Immaginare un nuovo ruolo del sistema pubblico locale, come un complesso che deve interagire, investendo, con il suo territorio e i suoi soggetti economici e sociali. Indirizzi e priorità che per noi richiamano fortemente i contenuti del Piano per il Lavoro già presentato dalla CGIL Nazionale lo scorso anno e che anche noi vorremmo far vivere sul territorio, provinciale e marchigiano. Assieme ad un rinnovato sistema di relazioni industriali orientate allo sviluppo che, sempre nei mesi scorsi e unitariamente, con il sostegno della ricerca e della progettualità intrapresa in merito dall’Università di Urbino, abbiamo voluto proporre alle associazioni di categoria. Convinti, come siamo, che l’arretratezza, piuttosto conclamata, dell’attuale sistema di relazioni industriali nel sistema produttivo locale è figlia di uno sviluppo che, salvo qualche realtà che non a caso sta uscendo dalla crisi, si è fino ad oggi fondato su una competizione al ribasso dalla quale anche il lavoro ne esce indebolito.

Il crollo dell’occupazione in provincia di Pesaro Urbino, più che doppio rispetto alla media regionale, ne costituisce, in tutta la sua drammaticità, la rappresentazione plastica. Anche il Sindacato deve misurarsi con un contesto, economico e sociale, radicalmente deteriorato che richiede un ripensamento complessivo delle strategie e che necessita, accanto ad una indispensabile azione difensiva e di tutela del lavoro, uno sforzo di crescita della contrattazione mediante una più efficace capacità di proposta, una sua più chiara e definita inclusività, un coinvolgimento attivo della rete delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nei posti di lavoro, unitamente al coraggio di sperimentare nuove forme di contrattazione territoriale, di settore, di sito e di filiera produttiva. Lo strumento dell’Osservatorio che anche quest’anno mettiamo a disposizione delle strutture sindacali, delle nostre controparti e di quanti vorranno prestarci attenzione, è parte integrante di questa strategia. Ringrazio, a nome di tutta la Camera del Lavoro, i ricercatori che vi hanno collaborato e la Camera di Commercio di Pesaro Urbino che anche quest’anno ci ha gentilmente messo a disposizione tutti i dati di cui avevamo necessità. 

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TestoBilanci2014 – 17.06.2014

 

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