Milano, una vittoria al bacio. Hackett, Siena, Rai, LegaBasket, talento e… Nazionale di calcio: storie italiane

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28 giugno 2014

Alla fine l’ha vinto Milano questo scudetto, ma l’onore delle armi non può che andare ai giocatori senesi che hanno dato vita ad una serie lunga e spettacolare, a tratti anche ben giocata dalle due formazioni, che si è conclusa a gara sette per la gioia di tutti gli spettatori neutrali che, traditi dall’Italia calcistica, si sono potuti consolare con sette incontri in quindici giorni, con la Rai che è riuscita ad offrire ai suoi telespettatori tutte le dirette senza tagli o accavallamenti con altri sport, con la gemma della diretta di gara sette su Rai3 dopo una decina d’anni di assenza, grazie alla fortunata coincidenza di una serata senza mondiali di calcio.

DICIOTTO ANNI DOPO. GRAZIE AD ARMANI

Milano ha conquistato il suo scudetto numero ventisei a distanza di 18 anni dall’ultimo tricolore, tanti per una metropoli abituata a primeggiare in Italia, ma questo potrebbe essere l’inizio di un dominio in campo nazionale, dove non si vedono avversari all’altezza dell’Olimpia per il prossimo lustro, e anche in campo europeo l’Armani punta ad un posto nei quartieri alti con il patron che continuerà a metterci milioni di euro di tasca propria, rinfrancato dalla conquista del titolo e dal calore che il pubblico milanese ha dimostrato in questi playoff, con il Forum praticamente esaurito in ogni partita.

GENTILE MVP E FRESCO DI CHIAMATA DEGLI HOUSTON ROCKETS

E’ stata la finale di Alessandro Gentile, premiato giustamente con il trofeo di Mvp, orgoglio italiano di un basket in palese difficoltà, ma che riesce a sfornare talenti nonostante tutto, con il figlio del grande Nando fresco della chiamata da parte degli Houston Rockets con il numero 53 nel draft dell’altra notte, complice lo zampino del Gm pesarese Pascucci che ha il compito per i texani di trovare giovani in giro per l’Europa.

E’ stata la finale di Nicolò Melli, sempre partito in quintetto, che ha dimostrato di saper combattere ad armi pari con i lunghi avversari, buon segnale anche per la Nazionale, dove il nativo di Reggio Emilia cercherà di trasformarsi in quel centro puro che agli azzurri manca ormai da oltre venti anni.

E’ stata la finale anche di Curtis Jerrels che con il suo buzzer beater in gara sei ha permesso a Milano di arrivare alla bella e si è dimostrato il tiratore più affidabile dell’Armani, anche se era stato preso per fare il play titolare, mentre Langford e Moss hanno accusato passaggi a vuoto, nonostante lampi di classe assoluta, classe che magari non avranno i lunghi Samuels e Lawal, ma che grazie alla loro straordinaria potenza fisica hanno vinto il duello contro i lunghi senesi

Poteva non essere la finale di Daniel Hackett, poco incisivo e confusionario in diverse situazioni, ma che con gli ultimi due minuti di gara sette ha messo il suo sigillo sullo scudetto, anche se per la prossima stagione dovrà dimostrare di saper convivere con l’ex canturino Joe Ragland, primo rinforzo dei neo campioni d’Italia.

SIENA, SCUDETTO A UN TIRO: FIGURACCIA “EVITATA”

E’ stata in ogni caso la finale dei giocatori senesi, bravissimi ad isolarsi dalle difficoltà esterne e di coach Crespi, stratega e condottiero di una Mens Sana che nonostante una panchina più corta e un minor fisicità è arrivata ad un solo tiro dallo scudetto, giocando una pallacanestro redditizia ma anche spettacolare.

E’stata anche la finale che ha salvato la Legabasket da un’ennesima figuraccia, perché se la Montepaschi avesse vinto il suo ottavo scudetto consecutivo, lo avrebbe dovuto riconsegnare tra una settimana, quando verrà ufficializzata la messa in liquidazione della società e si sarebbe aperta una querelle regolamentare che non sappiamo come sarebbe stata gestita dal neo presidente Marino, mentre, con la conquista del titolo da parte della super favorita Armani, la pallacanestro italiana ne è uscita senza complicazioni.

VUELLE, QUALE  FUTURO? SI ASPETTA LA TEAMSYSTEM

E in casa Vuelle cosa sta succedendo? La scadenza del 30 giugno si avvicina a grandi passi e con essa si dovranno prendere le prime decisioni: in primis c’e da ratificare l’iscrizione alla serie A, con tutti i documenti e pagamenti in ordine che dovranno poi essere verificati dalla Comtec entro una decina di giorni e non è un passaggio così scontato, perché il rischio di non farcela è tutt’altro che remoto non essendosi ancora conclusa positivamente la ricerca del main sponsor, con la Teamsystem che comunicherà la sua decisione entro la metà di luglio, dopo una riunione degli azionisti che non avrà solo la Victoria Libertas nel suo ordine del giorno, e la Consultinvest, che rimane la principale indiziata a mettere il suo logo sulle canotte biancorosse, che non garantirebbe da sola le risorse per una stagione di medio livello, obiettivo inseguito da una minoranza del Consorzio, che non se la sentirebbe di ripetere la stagione travagliata appena conclusa.

Ad inizio giugno si sperava di raggiungere i fatidici due milioni e mezzo di budget auspicati dalla coppia Tonucci-Rombaldoni, ma ci siamo dovuti scontrare con la cruda realtà di una dirigenza che non riesce a convincere gli imprenditori ad investire nella Vuelle e che dopo dodici mesi di riunioni, cene, telefonate e mail non ha ancora adempiuto al suo principale compito, così siamo tornati al piano D, quello che prevede di partire con le stesse risorse del 2013 e sperare di riuscire ad inserire nuovi consorziati strada facendo con l’aiuto del neo sindaco, per tornare ai due milioni di euro circa con i quali la VL si è salvata in extremis lo scorso 11 maggio, non sarà l’ideale, ma le sole alternative sarebbero o uno scambio di diritti con una formazione di Legadue o un autoretrocessione nei dilettanti.

In mezzo a tutti questi discorsi economici che non susciteranno entusiasmi nella tifoseria, ma che purtroppo sono fondamentali per il futuro della nostra Vuelle, ci sarebbe anche una squadra da ricostruire, con Sandro Dell’Agnello in attesa di una chiamata dalla dirigenza per rivestire una seconda stagione il ruolo di head coach, ma se dovesse arrivare qualcun altro ce ne faremmo una ragione, chiamata attesa anche da Marc Trasolini e Bernardo Musso, con l’italo canadese che può liberarsi dal primo luglio in caso di un’offerta superiore a quella biancorossa e l’oriundo argentino che sta valutando altre possibilità, anche se la sua prima scelta rimane Pesaro.

MARTEDI’, LA PRIMA RISPOSTA

Martedì sapremo il destino della Vuelle, in bilico tra inferno e paradiso, con poche risorse da investire e tanti problemi da affrontare, non sarà facile venire a capo di una situazione che si è fatta sempre più ingarbugliata strada facendo, ma nonostante tutto si spera che dal primo luglio si possa finalmente tornare a parlar solo di basket mercato.

 

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