Sky, Alessandro Tonucci è figlio di un Dio minore: spinge la moto fino al traguardo, la tv non se ne accorge ma la tribuna lo applaude

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28 giugno 2014

PESARO – Alessandro Tonucci per Sky è figlio di un Dio minore. Scandaloso quanto accaduto stamattina: nessuno, dai cronisti agli inviati in pista della emittente che trasmette la MotoGp, si è accorto del grande gesto di Ale Tonucci.

Non fosse stato per un pesarese che ha fatto il pilota, Mauro Sanchini, unico a enunciare in diretta :”Onore a Tonucci che ha spinto la moto sino al traguardo” nessuno ha reso omaggio al centauro che, tamponato all’ultima variante prima della bandiera a scacchi, ha rialzato la moto e l’ha spinta sino al traguardo. Commovente Tonu.

 

Vergogna, non cogliere un gesto di una generosità sportiva di altri tempi compiuto da un pilota di oggi, vergogna osannare solo Fenati che di Santi in Paradiso ne ha parecchi visto che l’emittente sponsorizza per tre milioni di euro il suo team. Ma così va il mondo.

 

Però il Dio minore fanese si è preso una soddisfazione più importante: il pubblico presente nella tribuna di Assen si è alzato in piedi, lo ha incitato a gran voce a tagliare il traguardo e poi lo ha lungamente applaudito. Praticamente una ovazione per “Tonu”, ma a Sky non se ne sono accorti: erano impegnati a mostrare la tuta scucita di Fenati.

 

Vergogna, vergogna che nessuno di quelli col microfono in mano sia andato a intervistare Tonucci, che nessuno abbia avuto la sensibilità di cogliere un gesto agonistico che la dice lunga sulla determinazione di un pilota che comunque vuole chiudere la sua gara: anche al ventiseiesimo posto.

 

Senza quei due piloti pasticcioni che lo hanno investito, Ale avrebbe concluso la gara all’undicesimo posto dopo essere partito 28esimo e oltre al danno la beffa: quelli che dovevano raccontare l’evento non si sono accorti di lui, del Dio minore di Mombaroccio, piccolo borgo in provincia di Pesaro Urbino: ma è normale, Mombaroccio non è Tavullia.

 

Conosciamo Tonucci e sappiamo che questo lo renderà, agonisticamente, più cattivo e d’altra parte lui ormai ci ha fatto il callo: molti, troppi media- anche marchigiani – parlano e scrivono solo di Rossi e Fenati.

La domenica, ma anche il sabato come in questo caso ,sembra che i marchigiani in pista siano solo Rossi e Fenati.

Gli altri del Mondiale Moto non esistono.

Non esiste Giancarlo Cecchini che ha un team in Moto 3 che oggi ha piazzato Masbou al quarto posto ad Assen: domani nelle cronache locali nessuno citerà il mitico Giancarlo che da 50anni prepara moto vincenti.

 

Nel Mondiale Moto, se non sei nel cerchio magico giusto, non vai da nessuna parte e questo è triste, molto triste ma per fortuna – per noi – che nel circo iridato ancora ci sono uomini come Tonucci e Cecchini.

 

9 Commenti to “Sky, Alessandro Tonucci è figlio di un Dio minore: spinge la moto fino al traguardo, la tv non se ne accorge ma la tribuna lo applaude”

  1. smanettone scrive:

    L’abbonamento a Sky non è a buon mercato è questo è un dato, un altro dato è che quando
    Sanchini parla di Tonucci il suo collega in cabina di commento lo taglia. Forse è una mia impressione? Può darsi mi sbagli, comunque a me Meda mi manca molto, anche se a volte pensavo che anche lui fosse tuvulliacentrico un po troppo ma si sa, ognuno è responsabile delle proprie azioni.

  2. Joe bar scrive:

    Carissimi brusco e smanettone forse siamo rimasti in pochissimi ad ammirare chi ancora si impegna a fare il proprio lavoro con grande determinazione ed orgoglio nonostante non si abbiano mezzi tecnici ed economici per arrivare con i primi; ma che nonostante tutto ci provano e ci credono fino in fondo con grandissima umilta’ e dignita’. Ma tra sponsor e milioni di euro e’ così che va il mondo … ma io non mi rassegno!

  3. ringo scrive:

    Massimo rispetto per Sanchini che riesce a rimanre “pilota” anche dopo aver appiso il casco al chiodo. Anche a me manca Meda, sarà pure stato filoRossi ma almeno era caldo, umano, questi a parte sSanchini li trovo metallici, senza offesa per carità, nel senso di freddi, che fanno il loro compitino tanto per farlo e poi tutti a casa. E la passione? Se non hai passione non entri nel cuore degli appassionati.
    Mi sono emozionato nel vedere Tonucci spingere la moto, grande Alessandro mentre qualche “fichetto” tra i suoi colleghi non avrebeb mai fatto una cosa simile, come notevole è stato Luca Marini che ha soccosrso il collega a jerez mentre chi ha causato l’incidente ha rialzato la moto ed è andato via.

  4. VITTORIO scrive:

    ….grazie grande brusco.hai riferito il mio pensiero,!!!solo tu poi ti ricordi del MORBIDO !!!

  5. guido scrive:

    Caro Brusco come non condividere il tuo pensiero….purtroppo il Motomondiale e’ un buisness a tutti gli effetti e pesa piu’ una gallina vecchia che tanti giovani talenti. IL romanticismo delle due ruote esiste ancora grazie anche ai tanti Tonucci che ci sono nel Mondiale……lunga vita ai piloti Di CUORE

  6. nevio scrive:

    Condivido l’articolo quando parla di un grandissimo gesto sportivo e di una piccolissima regia televisiva che dimostra un latente onore, ma scaricare su Rossi e Fenati tutta o in parte la responsabilità, le conferisce pari onore! Con rispetto, Nevio Barbiani

  7. brusco scrive:

    Gentile Nevio, grazie per il commento, mi permetto solo di precisare che nel pezzo il sottoscritto “non scarica su Rossi e Fenati la responsabilità”. Loro fanno i piloti e lo fanno anche bene, molto bene, il messaggio che è nel pezzo è più profondo, molto di più.
    In ogni caso grazie per il suo garbato commento e spero continui a leggerci e mandarci il suo punto di vista.
    Maurizio Bruscolini

  8. massimo scrive:

    Forse il tono e’ un po’ Brusco…ma condivido il fatto che queste cose vanno evidenziate che il gesto di Tonucci trasuda sportivita’ e passione autentica. Questo e’ un pilota vero che forse non ha mai avuto un mezzo vincente ma che va raccontato come uno dei migliori piloti nazionali e anche come un ragazzo serio, per bene, mai sopra le righe…Bravo Tonu!

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