Sanità, in Consiglio il sindaco trova le convergenze: “E ora si esca dal guado”

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30 giugno 2014

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro

PESARO – Cinque richieste da mettere insieme la trattativa coi vertici di Regione, azienda ospedaliera e Asur. Matteo Ricci era entrato in consiglio comunale con la volontà di mettere insieme la città sulla sanità. Quattro punti nella mozione della maggioranza votati praticamente all’unanimità (su budget, posti letto, ridefinizione dell’attuale modello organizzativo Pesaro-Fano e sanità territoriale) più uno, quello sul nuovo ospedale a Muraglia, sottoscritto anche dal centrodestra (contrario il M5S). Mentre l’ordine del giorno depositato da Forza Italia, Siamo Pesaro e Ncd fa registrare per simmetria i voti del centrosinistra (si astiene il M5S), considerata la convergenza di vedute. Ma viene stralciata su richiesta della maggioranza la premessa politica, “perché non dobbiamo ricreare un clima da campagna elettorale ma esprimerci sugli indirizzi nell’interesse di tutti”, dice Ricci. Forza Italia si dice d’accordo, insieme agli alleati, rimarcando negli interventi le responsabilità politiche: “Sono di chi ci ha governato in Regione, in provincia e in città in questi anni”.

Budget. Il documento della maggioranza parte dai fondi, con la “verifica del budget aziendale e il ripristino delle risorse che non risultano ancora formalmente integrate per il 2014″. Soldi da destinare, in particolare, per “l’adeguamento del personale; il rinnovo delle tecnologie; la riduzione delle liste d’attesa” e la garanzia di continuità “dell’attività nel periodo estivo. In primis sulla chirurgia”. Unanimità sul punto.

Posti letto. La linea indica anche proporzioni da riequilibrare:Il rapporto tra posti letto e cittadini è inferiore rispetto alla media regionale (2,7 per mille abitanti contro i 3,1 previsti, ndr)”. Di qui la sottolineatura sulla “adeguamento dei parametri nella provincia di Pesaro e Urbino alle reali esigenza dell’utenza”. E l’adozione di tutte le misure “finalizzate a ridurre l’abnorme mobilità passiva”, altro fattore di criticità. Ancora unanimità del consiglio, con l’emendamento del M5S ritenuto ‘ricevibile’ dalla maggioranza.

Processo organizzativo. Il modello che non convince Matteo Ricci, e che il sindaco vuole ridiscutere, è quello basato sulla ripartizione della chirurgia su Pesaro e della medicina su Fano. Stop del consiglio: “Interruzione e ridefinizione dell’attuale processo organizzativo”, con 24 favorevoli e 6 astenuti tra le file del centrodestra.

Nosocomio. Dentro il capitolo nuovo ospedale, l’accento è sulla mancata realizzazione del casello di Fenile, abbinata alla necessità di ridurre i costi di realizzazione della struttura. Considerazioni che portano alla ‘presa d’atto': “La sede ottimale risulta Muraglia”. Dentro il percorso c’è il “coinvolgimento dell’intero territorio provinciale, per valutare insieme l’idoneità del sito. E la sollecitazione di uno studio approfondito alla Regione sui costi di realizzazione del nuovo ospedale unico a Muraglia, rispetto alle altre aree indicate”. Voto favorevole per 25 consiglieri. Sono due gli astenuti, contrario il M5S.

Territorio. Infine c’è la rete da salvaguardare. Con la “verifica dell’organizzazione dell’attività sanitaria territoriale” e l’apertura di un confronto su “programmi e prospettive dell’Asur”. Perché i servizi sono considerati “supporto essenziale al bisogno di salute dei cittadini” e non possono essere separati “dal progetto generale dell’azienda Marche Nord”. Unanimità.

Analisi. La sintesi: “Non si può consentire di mantenere la sanità del nord delle Marche a metà del guado di un percorso iniziato nel 2004, con l’avvio dell’integrazione”. Nel mezzo, i passaggi sulla “enorme ritardo della Regione nella realizzazione dell’ospedale unico. A distanza di tre anni, non solo non ha prodotto il bando di gara ma non ha neppure integrato i due ospedali. Che, nei fatti, continuano a mantenere doppioni”. Tra gli altri, gli incisi sugli “impegni non rispettati” per neurochirurgia, radioterapia e medicina nucleare. E la constatazione: “La Regione continua a non esporre proposte convincenti sul piano finanziario”.

Nel documento presentato dal centrodestra analoghe richieste: “Rinegoziare il budget regionale; realizzare il nuovo ospedale; individuare il sito (a Muraglia, ndr); definire il finanziamento, definire il rapporto con il territorio e la rete del trasporto sanitario, controllare la mobilità passiva”. E soprattutto, nelle parole di Remo Giacchi (Fi), “diviene indispensabile disegnare un progetto. La linea della bipolarità, fin qui seguita, è un compromesso che non giova. Bene la pari dignità ma nella completa ed ultimativa differenziazione dei ruoli. L’ospedale per acuti deve essere struttura unitaria”.

Dibattito. Alessandro Bettini (Forza Italia): “Sembra che ora sulla sanità non ci siano colpevoli. Ma la responsabilità è del partito che ha governato la regione, la città e la provincia. La sinistra vuole rifarsi una verginità sulla sanità. Dov’era in questi anni?”. Roberta Crescentini (Siamo Pesaro): “Il problema è politico: dal 2011 abbiamo assistito non solo all’immobilismo ma anche all’impoverimento. Il prezzo? E’ stato pagato dalla cittadinanza. Acceleriamo i tempi: siamo contrari al project financing, studiamo altre modalità. Il tema non diventi braccio di ferro tra correnti dello stesso partito. Pensiamo alla salute. Portiamo avanti tutte le istanze della città”.

Remo Giacchi (Forza Italia): “Abbiamo tre posizioni diverse rappresentate dall’ assessore regionale, del sindaco di Pesaro e del sindaco di Fano. Marche Nord penalizzata, decurtati posti letto e finanziamenti”.

Edda Bassi (M5S): “Amareggiati dagli Stati Generali, confusa passerella di facciata. Ma cogliamo l’aspetto positivo: si è aperto un precedente di confronto. Avere un’ampia maggioranza non solleva dalle responsabilità. Le scelte non devono essere guidate dall’alto. E’ necessario misurarsi su tutti gli atti sulla vicenda e approfondire i dati”. Silvia D’Emidio (M5S): “Non si è mai messo mano alla gestione organizzativa, come si pensa di finanziare il nuovo ospedale? La nuova struttura migliorerà la situazione in termini di risorse umane e tecnologie? La questione del nuovo edificio non è stata approfondita tecnicamente in modo convincente, a prescindere dalla localizzazione. Il problema non è Muraglia o Fosso Sejotre. Non è opportuno accettare considerazioni di medici o politici non supportati da studi sulla reale utilità del nuovo ospedale”. Mentre Francesca Remedi (M5S) avverte sul project financing:Non sarebbe una scelta responsabile di chi amministra con prudenza. E’ uno strumento che non deve essere preso in considerazione”. Andrea Nobili (Pd): “Dobbiamo tracciare la direzione e dare un chiaro segnale. All’epoca Fosse Sejore era l’indicazione per fare subito l’ospedale. Ma poi la Regione si è fermata. E dopo 3 anni dobbiamo rivedere il tutto sulla base dei cambiamenti”. Dario Andreolli (Ncd): “Sbagliato tagliare il budget a un’azienda che nasce. La Regione ha ridotto risorse e personale al territorio. Ricci non è esente da colpe, prendiamo atto del punto di svolta e scriviamo una nuova pagina. Il tema non deve diventare questione elettorale in vista delle prossime regionali”.

Ricci. Il sindaco: “Il confronto è stato costruttivo. Dobbiamo sforzarci a tutti i livelli per mettere in campo percorsi partecipativi più efficaci, però non partiamo da zero. Non è la prima volta che discutiamo in città. Si è discusso per mesi. I pesaresi votando hanno scelto anche i programmi di governo. Noi abbiamo un buon sistema sanitario, grazie ai tanti medici e operatori che fanno un lavoro egregio. Però dobbiamo correggere le cose che non vanno”. Prosegue: “Anche Seri, a Fano, è d’accordo sui punti che riguardano il budget e vuole fermare, come me, il processo organizzativo per capire meglio. La differenza? Noi discutiamo su dove e come fare il nuovo ospedale. A Fano il dibattito è tornato indietro, anche a causa dei ritardi degli ultimi anni. Ma nessuno può dare le responsabilità ai sindaci, non sarebbe corretto se si conosce davvero la storia. Noi cercheremo di trovare la convergenza migliore. L’obiettivo sarà votare lo stesso ordine del giorno nelle due città”. Ancora: “Giusto approfondire sulla ristrutturazione. Ma attenzione a non spendere comunque tanto per poi ritrovarci un ospedale vecchio e non adeguato. Non continuiamo a fare campagna elettorale, entriamo nel merito delle cose da fare”. Altri messaggi: “Non vogliamo rafforzare le corporazioni o i populismi, rappresentiamo il diritto alla salute dei cittadini. Ci poniamo il problema di chi sta troppe ore al pronto soccorso, di chi non trova soluzioni per curarsi e poi deve andare altrove. Dobbiamo invertire la tendenza. Prima del mio partito, devo difendere la mia città. Da domani apriremo il fronte delle trattative”.

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