Ritorna l’Accademia Rossiniana, un evento straordinario che la città deve ancora meritare

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1 luglio 2014

Accademia rossinianaPESARO – Fra i tanti meriti che vanta il Rossini Opera Festival, uno è degno di una nota particolare: l’avere inventato e realizzato l’Accademia Rossiniana, straordinaria fucina di cantanti che dà linfa al mondo del belcanto, che anno dopo anno propone nuove voci rossiniane.

Proporre l’elenco di cantanti che dal Teatro Sperimentale, “culla” dell’Accademia, hanno raggiunto i più famosi palcoscenici di tutto il mondo, richiederebbe molto spazio e rischierebbe di dimenticare qualche nome.

Fra i tanti, ne proponiamo due: Daniela Barcellona, mezzosoprano triestino, e Saimir Pirgu, tenore albanese. Barcellona e Pirgu, allievi prediletti dell’Accademia pesarese, saranno protagonisti al Ravenna Festival, de Le Vie dell’Amicizia, che sabato 5 luglio prevede la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Riccardo Muti, che la sera dopo sarà proposta a Redipuglia, nel Sacrario Militare.

Due grandi voci che, oltre sulle proprie straordinarie qualità, hanno tratto giovamento dall’Accademia Rossiniana la cui edizione 2014 prende il via giovedì 3 luglio al Teatro Sperimentale. Siamo arrivati alla XXVI edizione del seminario permanente di studio sui problemi dell’interpretazione belcantistica moderna diretto da Alberto Zedda.

L’Accademia, secondo una formula ormai collaudata, propone ad allievi e uditori lezioni di interpretazione vocale e di arte scenica, conferenze a tema, master class e incontri con gli artisti impegnati nelle opere del Rossini Opera Festival.

Quest’anno vi partecipano 19 allievi effettivi, selezionati tra oltre 250 candidati provenienti da 41 nazioni dei cinque continenti: Argentina, Armenia, Australia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Corea del Sud, Croazia, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Grecia, Hong Kong, Inghilterra, Israele, Italia, Kazakistan, Kossovo, Malta, Messico, Moldova, Olanda, Perù, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Turchia, Ucraina e Ungheria.

Accanto alle lezioni e alle masterclass tenute da Alberto Zedda con il coordinamento musicale di Anna Bigliardi, il programma comprende interventi del Sovrintendente del Festival Gianfranco Mariotti, dei registi Luca Ronconi, Mario Martone ed Elisabetta Courir, del musicologo e direttore d’orchestra Marco Mencoboni, del capotruccatore del Festival Luca Oblach, del fisioterapista Frank Musarra e del foniatra Franco Fussi, oltre agli incontri con le compagnie di canto di Armida e Aureliano in Palmira, in scena al Rossini Opera Festival 2014.

Tra le novità della XXVI edizione si segnala la masterclass tenuta dal tenore Juan Diego Flórez.

Al termine dei corsi, venerdì 18 luglio alle 20, si terrà il consueto Concerto finale, nel corso del quale gli allievi, accompagnati al pianoforte da Anna Bigliardi, canteranno arie da Il viaggio a Reims e da altre opere rossiniane.

Alcuni tra i solisti dell’Accademia Rossiniana si esibiranno inoltre domenica 27 luglio alle 20 a Villa Matarazzo (Gradara) Il ricavato della serata andrà a sostegno dell’attività dello IOPRA – Istituto Oncologico Pesarese “Raffaele Antoniello”. Per informazioni: 0721.32230.

I giovani talenti dell’Accademia Rossiniana saranno infine protagonisti de Il viaggio a Reims, che andrà in scena al Teatro Rossini il 13 e il 16 agosto nell’ambito del Festival Giovane della XXXV edizione del Rossini Opera Festival.

Abbiamo aperto con i meriti del Rof, chiudiamo con un demerito, che si ripropone anche nel 2014. Nella presentazione dell’Accademia Rossiniana, è scritto “che si tiene ogni anno a Pesaro durante il periodo del Festival”. Non è così, perché il Rof inizia tre settimane dopo. E così – facendo gli scongiuri del caso, nella speranza di avere torto – si prevede che anche quest’anno al Concerto finale parteciperanno pochi intimi. Non a caso, lo scorso anno, il maestro Alberto Zedda, giustamente indignato, minacciò di portare altrove l’Accademia. Sì, perché il pubblico è esclusivamente forestiero, pochi i pesaresi che seguono un evento – perché di evento si tratta, avendo la possibilità di ascoltare in anteprima voci che rappresentano il futuro del belcanto – che interessa poco alla città. Assenti, ovviamente, coloro che vanno al Rof per sfilare, per farsi vedere, per avere un invito alle cene di gala. Assenti anche le autorità, in prima fila quando si è ospiti del miliardario russo.

La conferma che la “città della musica” non esiste e che poco o niente producono le tanto sbandierate iniziative per i giovani. Seguire le opere in cartellone al Rof costa, ma il Concerto finale dell’Accademia Rossiniana consente di vivere tre ore indimenticabili a un costo davvero irrisorio.

Restando in tema Rof, concludiamo ricordando che lunedì 7 luglio a partire dalle 15 al Teatro Rossini si terrà la selezione di 5 mimi (3 uomini e 2 donne) per Aureliano in Palmira, opera che Mario Martone metterà in scena questa estate al XXXV Rossini Opera Festival.

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