Popsophia, arrivano medaglie al merito culturale da Napolitano, Grasso e Boldrini

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6 luglio 2014

PESARO – In chiusura della quarta edizione di “Popsophia, filosofia del contemporaneo” arrivano tre medaglie “per meriti culturali” attribuite dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dai presidenti di Senato e Camera Pietro Grasso e Laura Boldrini. Un riconoscimento all’evento, in grado di indagare la contemporaneità nelle sue tante forme, ma anche alla città di Pesaro che lo ha fatto diventare parte integrante del suo progetto culturale, riscuotendo un enorme successo di pubblico.

La consegna. E’ stata Lucrezia Ercoli, il direttore artistico di Popsophia, a consegnare la medaglia del Presidente della Repubblica al sindaco di Pesaro Matteo Ricci. “Questo riconoscimento ci inorgoglisce – ha detto il primo cittadino – ma è un premio soprattutto a Lucrezia Ercoli e a tutto lo staff di Popsophia, che ha creato qualcosa di straordinario. In tanti hanno scoperto rocca Costanza e la nostra città grazie a Popsophia, che è diventato il terzo evento culturale di Pesaro dopo il Rof e la Mostra del Cinema. Già dalla prossima settimana inizieremo a programmare le prossime edizioni, visto che consideriamo Popsophia un investimento culturale che contraddistingue il futuro della nostra città”.

LA NOSTALGIA DI MARCELLO VENEZIANI. Tra gli ospiti di ieri, penultima giornata, il giornalista e filosofo Marcello Veneziani, che ha offerto al numeroso pubblico di Rocca Costanza la sua visione di “Nostalgia”, dal tema di questa quarta edizione, “Nostalgia del presente”. “Tutta la filosofia – ha detto – è un sussulto di nostalgia. La nostalgia è il dono della mancanza, ma anche il dolore per la cosa perduta. Avvertiamo la mancanza del presente, di tutto quello che ci sta sfuggendo. Il passato è irripetibile ma anche irrevocabile, non si può cancellare. La filosofia non è però nostalgia del passato, è nostalgia dell’origine. Noi soffriamo la sindrome di Peter Pan, non riusciamo ad accettare l’idea che ci sia un tempo lontano da noi, ma è proprio la lontananza del tempo che rende sacra la nostalgia, che ce ne fa sentire l’incenso”.

ESPOSITO E MARRAMAO: IL TEMPO SENZA PROGETTI. Protagonisti della rassegna “Diatribe”, i filosofi Roberto Esposito e Giacomo Marramao hanno collegato la nostalgia al senso del tempo. “Noi contemporanei – ha detto Roberto Esposito – non riusciamo a superare la linea dell’oggi, abbiamo la sindrome della fretta, che è diversa dalla velocità. Mentre infatti quest’ultima è tesa ad ottenere qualcosa, la fretta è pura accelerazione senza scopo, dove lo scopo è la fretta stessa, che produce sindrome ansiosa e ossessioni. C’e’ un eccesso di presente, che è incapacità a consolidare le nostre conquiste: nel momento stesso in cui lo consumiamo, in maniera quasi ansimante, il presente ci sfugge”. Per Giacomo Marramao, il presente ha sempre una piega inattuale. “Quanto più siamo dentro al presente, tanto più non riusciamo a visualizzarlo e a visualizzare noi stessi. Occorre cogliere la distanza, come quello straniamento che proviamo quando ci guardiamo allo specchio”. Per il filosofo, la nostalgia è collegata anche alla mancanza di progettualità. “In Italia soffriamo di una cosa, del venir meno del progetto. C’e’ un deficit di progettualità in tutti i campi, anche la politica è occasionalistica e non più decisionistica, si adatta alle pieghe del momento senza in realtà governarlo”.

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